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“RADICATI E FONDATI IN CRISTO, SALDI NELLA FEDE”: IL PAPA PREPARA I GIOVANI ALLA GMG DI MADRID

BENEDETTO XVI (Città del Vaticano)- In occasione della Domenica delle Palme, il Santo Padre Benedetto XVI si è rivolto anche ai giovani in vista della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) che si terrà ad agosto a Madrid. “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”: questo è l’invito del Papa ai giovani di tutto il mondo che si riuniranno per la GMG 2011. “Rimanere radicati in Cristo e fermi nella fede per essere testimoni gioiosi ed infaticabili dell’amore infinito di Dio per noi”: il Pontefice si è augurato di poter “celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid con molte altre migliaia di persone provenienti da tutto il mondo”. Dopo aver salutato i pellegrini inglesi e spagnoli, Benedetto XVI ha chiesto ai giovani di accompagnarlo con la preghiera verso l’appuntamento di Madrid. Con “ci vediamo a Madrid, se Dio vuole”, il Papa, rivolgendosi ai giovani portoghesi ha auspicato “una Settimana Santa ricca di frutti spirituali”, invitandoli a mettersi alla scuola della Vergine Maria “per ascoltare Dio nel silenzio interiore, guardare gli altri con cuore puro e seguire Gesù con fede amorosa, lungo il cammino che conduce al calvario e che porta alla gioia della Resurrezione”. Poi è arrivato il turno dei giovani polacchi ai quali il Papa ha detto: “la Croce di Cristo è il ‘sì’ di Dio all’uomo, l’espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita eterna. Dunque, non posso che invitarvi ad accogliere la Croce di Gesù, segno dell’amore di Dio, come fonte di vita nuova”. Con affetto ha salutato, infine, i giovani italiani, dandogli appuntamento per l’evento ecclesiale che si terrà nella capitale spagnola.

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LA GMG ARRIVA A MALINDI. I GIOVANI KENIOTI HANNO BISOGNO DI TE PER VENIRE ALLA GIORNATA DI MADRID

MADRID – Ci troviamo a Malindi, località della costa del Kenia. Malindi è una zona prevalentemente turistica, dove risiedono molti italiani, con un grande potenziale economico e umano. L’unica cosa che ne frena lo sviluppo è la mancanza di preparazione della gente. Un collaboratore della GMG pochi giorni fa viaggiò in Africa invitato da Manos Unidas, Organizzazione non governativa per lo sviluppo (ONGS) della Chiesa cattolica, formata da volontari. Approfittò della visita a vari progetti promossi da quest’organizzazione per far conoscere l’incontro mondiale che si terrà a Madrid l’estate prossima. Quando regalò loro una maglietta della GMG e raccontò loro cosa fosse l’avvenimento che si vivrà a Madrid “mostrarono allo stesso tempo emozione e frustrazione, poiché vivono con meno di 2 dollari al giorno”, ci racconta.

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LA CHIESA IN ITALIA: MENO “PROGETTO CULTURALE”, PIU’ “PROGETTO SPIRITUALE”.

ROMA – Dove è finito il milione dei giovani italiani (dei quasi due milioni presenti ndr) della Giornata Mondiale dei Giovani del 2000? Chi li ha rappresentati ed in quale modo? Ed i settecentomila di Loreto? Sono tutti nei gruppi in parrocchia? Frequentano la domenica la Santa Messa? E le famiglie cattoliche? Padri, madri, figli e nonni sono ancora ‘pietre vive’ delle proprie comunità locali? E poi ancora. Ed i giovani lontani dall’annuncio cristiano, quelli che ancora pensano che Gesù non sia esistito (parlare di Risurrezione con i ‘lontani’ è addirittura utopia ndr) come potranno ricevere l’annuncio di speranza e salvezza del Vangelo? Ed i separati e divorziati che ripudiano la Chiesa perchè pensano che sia non a loro misura e se ne sentono esclusi? E gli omosessuali? Davvero li vogliamo far sentire figli di un ‘dio minore?’. E gli anziani che non frequentano più? Troppo confusi dal circolo di turno, ma che lasciano nella partita a carte e nelle quattro bestemmie davanti ad un bicchiere di vino l’unica possibilità di … vita sociale!

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Il sì di suor Nirmala Joshi alla moratoria contro l’aborto

La Superiora generale delle Missionarie della Carità, ribadisce l’impegno dell’Ordine fondato da Madre Teresa a favore della vita, fin dal concepimento. Ricorda che davanti al mondo intero Madre Teresa ha sempre denunciato che “nessuno, né un governo, né una madre, ha il diritto di togliere la vita”. Contro l’interruzione di gravidanza, l’accoglienza di ragazze madri e le adozioni.
di Nirmala Carvalho
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Un no alla pena di morte e soprattutto all’aborto come “strumento più importante per la distruzione della pace” arriva dalla Superiora generale delle Missionarie della Carità, suor Nirmala Joshi. La religiosa, che ha raccolto l’eredità della Beata Madre Teresa, sostiene l’idea di una moratoria mondiale contro l’aborto, come logica conseguenza di quella recentemente raggiunta sulla pena capitale. Commentando l’iniziativa con AsiaNews, ricorda l’impegno di Madre Teresa, la quale – soprattutto nelle sedi internazionali – non ha mai mancato di denunciare il pericolo e  l’ingiustizia che si celano dietro questa pratica.  

“La cultura della vita – dice suor Nirmala – protegge e ama la vita, promuove l’amore, la bellezza, la gioia e la pace. La cultura della morte, invece, distrugge la vita e semina odio, discordia e infelicità…a noi scegliere”. Per arginare il diffuso fenomeno dell’interruzione di gravidanza  in India, le suore di Madre Teresa continuano a gestire case di accoglienza per dare un’alternativa alle mamme non sposate o in difficoltà e sostengono programmi di adozione internazionale.
Quella per la protezione della vita, fin dal concepimento, è stata tra le principali battaglie della Beata. Durante la Conferenza Onu su popolazione e sviluppo, svoltasi a Il Cairo nel 1994, Madre Teresa denunciò davanti al mondo intero la pena di morte e l’aborto: “L’unico che ha il diritto di togliere la vita è quell’unico che l’ha creata. Nessun altro può farlo, né una madre, né un padre, non un medico o un’agenzia o una conferenza o un governo”. Per Madre Teresa – ricorda suor Nirmala – l’aborto è il “peggiore dei mali e il maggiore distruttore della pace, perché è una guerra contro il bambino…se accettiamo che una madre possa uccidere persino il proprio figlio, come possiamo dire alle altre persone di non uccidere i propri simili?”
Già nel 1979, in occasione della cerimonia per il conferimento del Premio Nobel per la Pace, Madre Teresa si era espressa contro l’ipocrisia dei molti, che “si preoccupano dei bambini in India e in Africa che muoiono di fame e di altre cause, ma non dei milioni di bambini che muoiono deliberatamente per il volere delle loro madri”. Sempre in quella sede la religiosa ha ricordato l’impegno delle MC: “Combattiamo l’aborto con le adozioni, abbiamo salvato migliaia di vite, abbiamo chiesto ad ospedali, cliniche, stazioni di polizia di non uccidere i bambini, ma di affidarli a noi, dite alle ragazze madri di venire da noi, daremo una casa al loro bambino”.

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