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“UN GOL PER IL SOCIALE”, DOMANI LA NAZIONALE CALCIO PAPABOYS SCENDE IN CAMPO A BRACCIANO

SPORT E SOCIALE (Roma) – Domani, giovedì 2 giugno, allo Stadio Comunale ‘G. Vergari’ di Bracciano, la Nazionale Calcio Papaboys sarà impegnata nel quadrangolare “Un gol per il Sociale”. Oltre alla squadra dei Papaboys, a sfidarsi sul rettangolo di gioco ci saranno la DirTel Vatican Team, la Nazionale Calcio Attori e la rappresentativa piloti della Superbike. La manifestazione sarà inaugurata alle 12, ora in cui i partecipanti si ritroveranno al Lungolago Argenti di Bracciano per una particolare escursione in barca e per condividere il pranzo prima dell’inizio del quadrangolare. Alle 15 verrà data la possibilità alle squadre coinvolte di visitare il maestoso Castello Odescalchi, una tra le più belle dimore feudali d’Europa e museo storico che accoglie a Bracciano decine di migliaia di visitatori l’anno. 

La seconda parte della giornata avrà inizio alle 17 allo Stadio Comunale ‘G. Vergari’, dove, alle 18, sarà dato il calcio di inizio di “Un gol per il Sociale”. La formula del torneo prevede una serie di scontri diretti – semifinali e finale – per sancire il vincitore di questa bella iniziativa che verrà premiato subito dopo la fine del torneo. Oltre alle squadre coinvolte, anche molti volti noti dello sport, del cinema e della tv hanno voluto dare il loro apporto per questa importante manifestazione. Saranno presenti infatti al comunale di Bracciano, l’attore e conduttore Stefano Friscia , gli ex-giocatori dell’As Roma Marco del Vecchio e Gigi Di Biagio, il pilota del campionato del mondo Superbike Michel Fabrizio, il comico Gigi Miseferi, l’attore Primo Reggiani, oltre ai “tronisti” di “Uomini e Donne” Francesco Arca e Federico Mastrostefano. La manifestazione è organizzata dall’Associazione per l’Assistenza e l’Integrazione Sociale (A.A.I.S.), un’Associazione di volontariato nata nel lontano 1981, che non ha scopo di lucro ed opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale continuando ad essere iscritta presso l’albo delle “Organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale”. 

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EGITTO, NUOVI SCONTRI FRA MUSULMANI E COPTI: 6 MORTI E 42 FERITI

ESTERI (Il Cairo, EGITTO) – In Egitto cresce la tensione fra copti e musulmani, con violenti scontri nel quartiere di Abhazya, al Cairo. Secondo Rafic Greiche, capo ufficio stampa della Chiesa cattolica egiziana, il bilancio sarebbe di 6 morti e 42 feriti. Le violenze sono nate nel corso di una protesta dei cristiani per la ricostruzione della chiesa copta di San Mina e San Giorgio nel villaggio di Soul, distrutta dai musulmani sabato scorso. Greiche ha dichiarato che, per evitare ulteriori scontri, il governo militare potrebbe velocizzare la ricostruzione della chiesa.

Secondo fonti di AsiaNews, ieri migliaia di copti, appoggiati anche da alcuni musulmani, hanno bloccato due strade che portano verso piazza Tarhir, suscitando l’ira degli automobilisti. Gruppi di radicali islamici sono giunti sul luogo e hanno iniziato a scontrarsi con i manifestanti, costringendo l’esercito ad intervenire. Molti copti dei quartieri più poveri, che in passato hanno subito violenze da parte dei musulmani, hanno contribuito a far degenerare la manifestazione. “Nel quartiere – spiegano le fonti – c’è ancora molta tensione, si sentono spari e molte famiglie non hanno mandato i figli a scuola”.

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EGITTO, ANCORA SCONTRI AL CAIRO. OGGI NASCE IL NUOVO GOVERNO

ESTERI (Egitto) – Al Cairo si torna a sparare. Nelle strade del centro, nella serata di ieri, centinaia di manifestanti hanno cercato di assaltare una delle sedi della sicurezza di Stato. L’esercito è intervenuto e li ha dispersi sparando colpi in aria. Il ritorno della violenza alla vigilia della presentazione del nuovo governo di Essam Sharaf, nominato primo ministro. Il nuovo esecutivo nascerà domani pomeriggio col giuramento davanti al capo del Consiglio supremo delle forze armate, Hussein Tantawi, che resterà ministro della Difesa.

Il piano di Sharaf inizierà dal rinnovamento dei ministri degli Esteri, della Giustizia e dell’Interno e, poi, il ministri dell’Agricoltura e del Petrolio, che si uniranno agli altri 22 ministri nominati. Undici di loro appartenevano già al governo-Shafiq, dimissionato la scorsa settimana. Il maggior segnale di rottura con il passato è la sostituzione di Ahmed Abul Gheit, ministro degli Esteri dal 2004, con Nabil Elaraby, ex giudice della Corte internazionale di giustizia, ex rappresentante permanente presso l’Onu e vicino al movimento per il cambiamento di Mohamad el Baradei. La sostituzione di Abul Gheit era chiesta da giorni dai manifestanti in piazza, che lo considerano troppo vicino all’ex rais Mubarak, così come un cambio al ministero dell’Interno, per il quale Sharaf ha scelto Mansour El Essawy.

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GMG, UNA “PALESTRA” CHE ADDESTRA AL CORAGGIO DI TESTIMONIARE LA FEDE IN PUBBLICO

GMG MADRID – I primi manifesti cominciano a comparire in alcuni degli scorsi più celebri di Madrid. Il volto di Benedetto XVI e del motto della prossima Gmg, “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”, preparano al grande raduno di agosto, quando dal 16 al 21 del mese circa due milioni di giovani – secondo le ultime stime – saranno nella capitale iberica per gli appuntamenti finali dela Giornata insieme con il Papa. Al microfono di Emanuela Campanile di Radio Vaticana, don Maurizio Mirilli – direttore del servizio diocesano per la Pastorale giovanile di Roma – racconta come ogni Gmg sia occasione di incontro con Cristo e di annuncio: R. – Bisogna avere il coraggio, il coraggio della fede e la Gmg ha anche questo aspetto: quello di mostrarla pubblicamente al mondo, davanti a milioni di giovani. Mostrare il proprio cammino senza ostentazione, naturalmente, ma senza nemmeno paura. Ma affinchè questo coraggio arrivi necessita di una esperienza concreta. Chi è Dio per questi giovani? Se un giovane non fa l’esperienza della persona di Gesù Cristo, parla di un’idea, di un’ideologia. Ma la fede cristiana non è questo: è importante aiutare i giovani a conoscere bene che cos’è il Vangelo.

D. – Tra l’altro, il Papa in uno dei suoi discorsi ha detto testualmente: “Una prima condizione è conoscere la figura di Gesù, come ci appare nei Vangeli”…

R. – Esattamente, e non come ci appare dai media o da qualche “imbonitore” qualsiasi che va in tv e dice: Gesù ha detto questo. E’ bene aiutare i ragazzi ad andare direttamente alla fonte, al Vangelo, fargliene fare un’esperienza concreta e solo allora avranno anche il coraggio di difenderlo, il coraggio di annunciarlo, il coraggio di andare in piazza, in mezzo ai giovani di tutto il mondo, a comunicare la propria fede.

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CULTURA E SOCIETÀ: UNA SFIDA CULTURALE PER LA VITA

Verso la Giornata del 6 febbraio: la Messa a Santa Maria in Traspontina e l’Angelus a San Pietro. Sabato il convegno dei ginecologi romani al Policlinico Umberto I.

ROMA – Una sfida culturale per la vita che inizi dalla formazione dei giovani. Questo l’impegno della diocesi per la 33ª Giornata nazionale per la vita che si celebra domenica 6 febbraio. Previsti un convegno, raccolte fondi, manifestazioni, veglie rivolte alla riflessione sul diritto alla vita, partendo dal messaggio “Educare alla pienezza della vita”, promulgato dal Consiglio permanente della Cei. Fino al momento culminante delle manifestazioni con la Chiesa di Roma che insieme al cardinale vicario Agostino Vallini si unirà alla preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro con il Papa.

«L’educazione è la sfida e il compito urgente a cui – scrivono i vescovi nel messaggio di quest’anno – tutti siamo chiamati, ciascuno secondo il ruolo proprio e la specifica vocazione». Perché, osserva Benedetto XVI, «alla radice della crisi dell’educazione c’è una crisi di fiducia nella vita». «Il fattore più inquietante – si legge ancora nel messaggio – è l’assuefazione». Aborti, anziani abbandonati, eutanasia, vittime di incidenti sulla strada o morti bianche sul lavoro: «Tutto pare ormai normale e lascia intravedere un’umanità sorda al grido di chi non può difendersi. Smarrito il senso di Dio, l’uomo smarrisce se stesso».

Occorre una svolta culturale, che esige anche interventi sociali e legislativi mirati. «La vita ha una sua pienezza, una dignità in sé, non è uno strumento per qualcosa – spiega monsignor Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria -. È fondamentale la formazione e l’impegno di chi di fatto è al servizio della vita». Così, medici, personale sociosanitario e studenti delle facoltà di medicina e non solo saranno i protagonisti della Giornata di domenica prossima.

Ad aprire le manifestazioni, sabato mattina, nell’aula di ostetricia e ginecologia del Policlinico Umberto I, il convegno dei ginecologi romani sulla chirurgia durante il periodo gravidico. «Valutaremo i rischi per la madre e per il feto in caso di intervento chirurgico – illustra Nico Arduini, uno degli organizzatori -, oggi più frequente sia per il miglioramento diagnostico sia per il numero di gravidanze in età avanzata». Rischi chirurgici e farmacologici non grossi e che permettono di evitare l’aborto. Anche in caso di patologie gravi come il tumore. «Inaugureremo il nuovo centro didattico di Ginecologia della Sapienza – afferma Pierluigi Panici, direttore del dipartimento – e lanceremo l’istituzione di un centro di medicina traslazionale».

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