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OGGI LA GIORNATA MISSIONARIA DEI RAGAZZI PER AIUTARE I COETANEI PIÙ IN DIFFICOLTÀ

ROMA – La Giornata missionaria dei ragazzi, che si celebra oggi in molti Paesi del mondo, invita i più giovani a intensificare il loro impegno di annuncio e di solidarietà verso i coetanei vicini e lontani. “Tanti bambini e ragazzi – come ha ricordato stamani Benedetto XVI dopo l’Angelus – formano una rete spirituale e di solidarietà per aiutare i loro coetanei più in difficoltà”. E’ importante – ha aggiunto il Papa – che crescano con sentimenti di amore superando l’egocentrismo e il consumismo. La “Giornata” è anche occasione di approfondimento del significato dell’Epifania.

Ma come viene vissuta dai ragazzi? Adriana Masotti l’ha chiesto a Baptistine Ralamboarison, segretario generale della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria, organismo che promuove l’iniziativa.

R. – I bambini fanno una sintesi – se così si può dire – di tutte le iniziative che hanno avviato, delle azioni da loro intraprese. Il culmine di questa giornata dell’infanzia è la celebrazione eucaristica, durante la quale viene fatta – da parte loro – una colletta che rappresenta la concretizzazione di quello che sentono spiritualmente e che va ad alimentare il Fondo universale dell’infanzia.

D. – Questa colletta, poi, serve a finanziare tanti progetti: può farci qualche esempio?

R. – L’Infanzia missionaria, grazie allo sforzo e ai sacrifici dei bambini, finanzia circa 2.500 progetti l’anno. Siamo vicini ad una cifra pari a 20-22 milioni di dollari. I progetti che finanziamo sono soprattutto progetti destinati a risvegliare il senso missionario dei bambini, perché questo è lo scopo dell’Opera, attraverso la pastorale ordinaria che va intrapresa in ogni diocesi proprio per far prendere coscienza al bambino del ruolo che ha nella Chiesa. Ci sono poi anche progetti di formazione scolastica, essendo le scuole cattoliche uno strumento eccellente per l’evangelizzazione; ma ci sono poi quei progetti che noi chiamiamo di “protezione della vita” e che riguardano gli orfanotrofi, i centri per handicappati, i centri di accoglienza. Laddove c’è bisogno, cerchiamo di dare un aiuto affinché i bambini possano avere un piccolo capitale per realizzare il loro progetto.

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HAITI TRA VIOLENZE E COLERA. FIAMMETTA: COSÌ CERCHIAMO DI COMBATTERE IL COLERA E IL NOSTRO LIMITE

HAITI – Carissimi amici, vi scrivo queste righe dopo aver saputo che i giornali in Italia riprendono a parlare di Haiti. Come spesso succede, le cattive notizie viaggiano sempre più veloci e fanno più clamore di quelle buone. Prima di tutto vorrei rassicurare quanti hanno scritto e telefonato che noi di AVSI stiamo bene e continuiamo il nostro lavoro. Come sapete, il colera è alla fine arrivato in città e il contagio si estende. Purtroppo è difficile avere dei dati certi e che rappresentino davvero la situazione, ma certamente ci sono oltre mille vittime, che sono un numero enorme, e migliaia di contagiati in trattamento ospedaliero.

Gli ospedali della capitale sono alla capienza massima e le organizzazioni umanitarie come noi ricevono pressanti inviti ad attivarsi per cercare di prendere in carico almeno i casi meno gravi. Cosi abbiamo organizzato due tende in due avamposti di Cite Soleil, il quartiere più colpito, per identificare le persone contagiate, prestare la prima idratazione e vedere se si riesce a stabilizzare il paziente, prima di decidere se trasferirlo in un centro meglio attrezzato. Le persone vengono numerose, ed è di grande sollievo per loro avere un posto dove essere ascoltati e magari rassicurati, senza dover aver paura delle reazioni della gente, dell’isteria del contagio che si diffonde. Molti non hanno la fortuna di sapere dove andare e aspettano di essere veramente molto gravi per andare in ospedale, dove arrivano a volte troppo tardi. Per questo stiamo lavorando per migliorare la sensibilizzazione comunitaria e raggiungere tutti ma davvero tutti. Unicef ha approvato la nostra proposta di distribuzione di pastiglie per potabilizzare l’acqua a tutte le famiglie beneficiarie, cosi mentre facciamo la sensibilizzazione possiamo anche direttamente intervenire per migliorare la situazione di vita della gente. Vediamo che questa prossimità alla gente dà dei risultati, che il contagio leggermente rallenta là dove riusciamo ad arrivare in modo energico a sensibilizzare e prendere in carico la gente. Vorremmo fare di più, ma non sempre ne abbiamo le energie e le risorse e le nostre equipes a volte sono davvero stanche. Abbiamo anche ricevuto un appello da alcuni ospedali a prendere in carico i neonati delle mamme che entrano in trattamento di isolamento, affinché non deperiscano in assenza dell’allattamento. Avendo già lavorato sui neonati orfani di madre in risposta al terremoto, siamo pronti e il nostro staff è formato.

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PRIMAVERA DELLA MUSICA PER I BIMBI UNDER 36 MESI

ATTIVITA’ MUSICALI – Si terrà sabato 21 marzo alle ore 10,30, presso il Nido della Musica, in via delle Rosine 14, a Torino, la lezione aperta di musicainfasce® “Primavera della Musica”, un’attività didattico-musicale riservata ai bambini da 0 a 3 anni accompagnati (naturalmente!) da un genitore. La capacità di comprendere la musica è importante perché l’ascolto e la produzione musicale diretta sono esperienze quotidiane: sviluppando questa attitudine, il bambino imparerà ad apprezzare, ascoltare e a prendere parte a quella che riterrà essere buona musica, con una consapevolezza che renderà la sua vita più ricca di significato. Organizzata dall’Opera Munifica Istruzione (OMI) in collaborazione con l’AIGAM (Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale), la lezione aperta si inserisce nel progetto educativo-musicale che l’OMI sta portando avanti ormai da vari anni: far conoscere la musica ai bambini fin dai primi mesi di vita ed accompagnarli in un percorso dove la musica è un importante strumento educativo e di formazione.

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UN APPELLO CADUTO NEL SILENZIO. RIFLETTIAMO INSIEME. E PREGHIAMO DI PIU’

VITA – “Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario; […] tutte queste cose, e altre simili, sono certamente vergognose e, mentre guastano la civiltà umana, inquinano coloro che così si comportano ancor più che non quelli che le subiscono; e ledono grandemente l’onore del Creatore” […] con le nuove prospettive aperte dal progresso scientifico e tecnologico nascono nuove forme di attentati alla dignità dell’essere umano, mentre si delinea e si consolida una nuova situazione culturale, si dà ai delitti contro la vita un aspetto inedito e – se possibile – ancora più iniquo suscitando ulteriori gravi preoccupazioni: larghi strati dell’opinione pubblica giustificano alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti della libertà individuale e, su tale presupposto, ne pretendono non solo l’impunità, ma persino l’autorizzazione da parte dello Stato, al fine di praticarli in assoluta libertà ed anzi con l’intervento gratuito delle strutture sanitarie. […] attentati, concernenti la vita nascente e terminale, che presentano caratteri nuovi rispetto al passato e sollevano problemi di singolare gravità per il fatto che tendono a perdere, nella coscienza collettiva, il carattere di “delitto” e ad assumere paradossalmente quello del “diritto”, al punto che se ne pretende un vero e proprio riconoscimento legale da parte dello Stato e la successiva esecuzione mediante l’intervento gratuito degli stessi operatori sanitari. […] nessuna parola può cambiare la realtà delle cose: l’aborto procurato è l’uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza […] ragioni per quanto gravi e drammatiche, non possono mai giustificare la soppressione deliberata di un essere umano innocente […] […] L’aborto e l’eutanasia sono dunque crimini che nessuna legge umana può pretendere di legittimare. La presente Enciclica […], vuole essere dunque una riaffermazione precisa e ferma del valore della vita umana e della sua inviolabilità, ed insieme un appassionato appello rivolto a tutti e a ciascuno, in nome di Dio: rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita umana!

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APOSTOLATO GIOVANI PER LA VITA. LA PREGHIERA PER I BAMBINI NON-ANCORA-NATI

GERUSALEMME – L’Apostolato Giovani Per La Vita nasce dalla condivisione di un gruppo di giovani salesiani di fronte al grave problema, alla grande sfida in Europa e non solo, della lenta, ma quasi inarrestabile perdita dei valori fondamentali come quello della vita. L’Apostolato Giovani Per La Vita vuole essere uno strumento di diffusione di questi valori specialmente attraverso la preghiera dell’Adozione Spirituale.

L’Adozione Spirituale è un’intenzione di preghiera per i bambini in pericolo di morte nel grembo materno. Questa preghiera dura nove mesi e consiste nella recita giornaliera di una decina del rosario accompagnata da una speciale preghiera di intenzione per il bambino e i suoi genitori.

L’adozione spirituale è nata in seguito ad una rivelazione a Fatima, come risposta all’appello della Madre di Dio a pregare il rosario come penitenza e in riparazione dei peccati, che più hanno ferito il Suo Cuore Immacolato. Nel 1987 questa preghiera è stata introdotta in Polonia. Il primo centro dell’adozione spirituale fu la chiesa dei padri Paolini a Varsavia. Da questo luogo la preghiera si è diffusa per tutto il paese e oltre i confini. L’opera dell’adozione spirituale fonda la propria forza nello scopo che si propone. La difesa della vita in tutti suoi aspetti non vuol dire dimenticare di volgersi a Colui che ha offerto la vita e di pregarlo per salvare coloro che sono indifesi e in pericolo di morte.

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