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PAPABOYS NEWS. LE ATTIVITA’, GLI INCONTRI, I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Carissimi fratellini e sorelline, vi informiamo di un po’ di news, di impegni, appuntamenti, iniziative ed articoli. Chiediamo a tutti voi di tener presenti questi appuntamenti e di poter fare il possibile per essere presenti e partecipare.

– Dal 1° Giugno riaprirà la III campagna nazionale di Tesseramento all’Associazione Nazionale Papaboys (nel biennio 2008-2009 siamo arrivati quasi a 10.000 ma possiamo crescere!)

– Il 4 e 5 Giugno siamo ad Ancona nelle Marche per una grande iniziativa di preghiera e di sport ad un anno dalla visita del Santo Padre Benedetto XVI nelle Marche!

– Dal 18 al 22 Giugno II Pellegrinaggio nazionale dei Papaboys in Terrasanta. In queste ore vi invieremo il programma per partecipare.

– Il 26 Giugno la V Adunanza Eucaristica Nazionale al Circo Massimo di Roma!!!

– Il 3 Luglio ci sarà un grande incontro con i Papaboys e gli Adoratori al Santuario di Pompei in Campania!

e poi tante altre iniziative che vi comunicheremo presto…..

Da leggere sul gruppo di Facebook’ e sul sito http://www.papaboys.it

IL PAPA IN PORTOGALLO. LE VOCI E I LUOGHI DI UN’ATTESA CHE COINVOLGE ANCHE LE VOCI PIÙ LONTANE
http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3198

BERLUSCONI VEDIAMO DI SMETTERLA CON LE STUPIDE BATTUTE. NON FANNO RIDERE PIU’!
http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3197

PERCHE’ CI SIAMO ANCORA. PERCHE’ RESTIAMO NELLA CHIESA. PERCHE’ FEDELI AL PAPA
http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3196

W tutti voi!
http://www.papaboys.it

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Bambini e analfabeti imparano a leggere con la Bibbia in cambogiano

Loc Quang (AsiaNews) – Guardati all’inizio con sospetto dalla polizia, da alcuni anni volontari cattolici operano nella parrocchia di Loc Quang, distretto di Loc Ninh, nella provincia di Binh Phuoc. La cittadina conta 12.700 abitanti, sorge a circa 17 chilometri dal confine con la Cambogia e vi vivono numerosi cambogiani, per lo più contadini poverissimi, la condizione dei quali ora è un po’ migliorata, grazie all’azione dei volontari.
Il 25% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, con meno di un dollaro al giorno. I cambogiani non hanno terra da coltivare e lavorano per sfamarsi. Nella stagione delle piogge, quando non si può coltivare, vanno nella foresta per la cura degli alberi della gomma. Sono veramente poveri e diseredati.
Nel 2000 sono venuti qui alcuni volontari, che vivono, lavorano e mandano avanti la loro missione con la gente. Dal 2002, da quando la semina della Buona Novella ha cominciato a dare buoni risultati, la vita delle persone ha avuto dei miglioramenti ed essi hanno abbandonato la superstizione ed il sottosviluppo. “Io – racconta un ragazzo ad AsiaNews – leggo la Bibbia in cambogiano, così posso anche studiare la mia lingua natale. Padre Hai ci insegna tutti i giorni. Di giorno, porto le mucche nei campi di riso e guadagno 5mila dong. Sono circa 20 centesimi di euro e il padrone mi dà anche da mangiare”.
Una ragazza spiega che padre Paul e fratel H insegnano a far bollire l’acqua e cucinare. “Sono molto affezionata a lloro due, che fin dal 2000 sono venuti a stare qui, lavorano con noi e ci hanno portato l’amore di Gesù e la Buona Novella. Io ogni domenica vado a messa, abbiamo una chiesa e preghiamo insieme”.
Hue, una operatrice sociale volontaria, ricorda che “l’anno scorso la polizia d’abitudine chiedeva a fratel H spiegazioni sul suo lavoro e le attività che aveva portato nella comunità. Il governo comunista guarda con sospetto i cattolici e non capisce ciò che facciamo. Fratel H – aggiunge – ha organizzato una classe per eliminare l’analfabetismo dei bambini e dei poveri. L’anno scorso, il governo locale e la sicurezza hanno ‘invitato’ fratel H negli uffici di polizia solo una volta, invece delle molte che ci era dovuto andare l’anno precedente, nel 2006”. Fratel H ha spiegato alla polizia che i cattolici erano qui per insegnare il cambogiano ai bambini ed aiutare la popolazione a superare le difficoltà, per il progresso del Paese. Così adesso la gente partecipa ale attività parrocchiali e fratel H ha anche preparato due giovani volontari, in modo che possano insegnare ai bambini in cambogiano e vietnamita”.

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La dignità dell’uomo al centro della riflessione dell’Assemblea plenaria dei vescovi nigeriani

“Ringraziamo Dio per la sua bontà nei confronti della sua Chiesa e della nostra nazione. Nonostante le pressioni e le costrizioni, nonostante le infedeltà derivanti dall’umana debolezza, la Chiesa di Dio in Nigeria è in crescita e acquista forza”: lo affermano i vescovi della Nigeria al termine della loro prima riunione plenaria del 2008, che si è tenuta ad Abuja, dall’11 al 16 febbraio. Al termine dei lavori, la Conferenza Episcopale nigeriana ha pubblicato un comunicato dal titolo “Restoring our Nation”, ripreso dall’Agenzia Fides. I presuli ribadiscono le loro perplessità sulla correttezza delle elezioni federali e statali dell’aprile 2007: “le elezioni irregolari – scrivono – rappresentano un brutale promemoria sul persistere di una cultura della violazione della dignità umana in questo Paese”. Ma allo stesso tempo, nel comunicato si nota il ruolo positivo della magistratura, che si rende sempre più autonoma dal potere politico nell’indagare lo svolgimento del processo elettorale. I vescovi chiedono, però, che le dispute elettorali siano risolte al più presto, per evitare di ingenerare un senso di insicurezza in coloro che detengono cariche pubbliche, distraendoli dal compito di operare per il bene comune. Tra le priorità nazionali, i vescovi indicano l’educazione dei giovani e la salvaguardia dei diritti dei bambini. Il messaggio si conclude ricordando l’imminente apertura della nuova Università cattolica della Nigeria: “Ci impegniamo a gestire un’università che sia nota per l’eccellenza spirituale, morale ed accademica, un’università dove le giovani generazioni verranno formate per diventare i futuri leader del Paese”.

www.agenziafides.org

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Nelle Filippine, cristiani e musulmani insieme per il dialogo e la riconciliazione

“Relazioni con il prossimo contrassegnate da sincerità, sensibilità e solidarietà sono il seme da cui germoglia la pace fra i popoli; musulmani e cristiani possono lavorare insieme, in armonia, nella comune richiesta di pace, se si conserva il rispetto per le sensibilità altrui e per identità culturali, etniche e religione diverse”. Lo afferma il documento conclusivo di un incontro islamo-cristiano tenutosi sull’isola di Jolo, nella parte meridionale delle Filippine, organizzato dal nuovo Centro “Silsilah”. L’incontro – rende noto l’agenzia missionaria Misna – è stato dedicato al tema: “Sognando la pace a Jolo in nome di Dio: musulmani e cristiani chiamati a costruire insieme una cultura di dialogo e di riconciliazione”. Hanno partecipato oltre 300 esponenti religiosi, autorità civili, studenti, membri di associazioni. Il testo del documento conclusivo sottolinea, tra l’altro, che lo “sviluppo sociale ed economico contribuisce in modo significativo alla pace”. Nell’incontro è stata anche ricordata la recente uccisione di un missionario degli Oblati di Maria Immacolata nelle isole Tawi-Tawi, padre Jesus Reynaldo Roda; i presenti hanno condannato l’assassinio ribadendo al tempo stesso il comune impegno per la riconciliazione. Le comunità musulmana e cristiana si dichiarano unite, infine, nella preghiera e nel chiedere a Dio pace e armonia per Jolo.

Fonte: www.radiovaticana.org

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La difesa della vita, obiettivo della Campagna di Fraternità della Chiesa brasiliana: intervista con il cardinale Scherer

Prosegue in Brasile l’annuale Campagna di Fraternità promossa dalla Chiesa brasiliana per il tempo di Quaresima, dedicata quest’anno al tema della difesa della vita. Sui motivi di questa scelta, Cristiane Murray ha intervistato il cardinale Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo, che domenica scorsa ha preso possesso del titolo della chiesa romanda di Sant’Andrea al Quirinale:

R. – La vita perché in tante situazioni è minacciata. Rischiamo molte volte, riguardo alla vita umana, di avere un rapporto di utilità, un rapporto che fa dimenticare anche il valore unico della vita della persona. Quindi, la Chiesa in Brasile ha voluto prendere questo tema durante la Quaresima 2008 per aiutare la comunità ecclesiale, ma anche tutta la società, a fare una riflessione in profondità su quegli argomenti. Noi dobbiamo essere contrari alle decisioni aggressive e contro la vita umana, mi riferisco in particolare a tre questioni: l’aborto, l’eutanasia e l’impiego di embrioni umani nella ricerca scientifica.

 
D. – Si tratta dunque di un lavoro di presa di coscienza rispetto al fatto che difendere la vita non è solo una questione religiosa…

 
R. – Certo, non è una questione solo religiosa, ma riguarda tutti. Anche la vita di coloro che non credono è importante e deve essere rispettata sempre. E anche loro, anche se non credono in Dio, sono tenuti a rispettare la vita di altre persone. Quindi, non è una questione di religione, è una questione etica collettiva. Peraltro, è importante dire una parola molto chiara in difesa della vita in tutte le circostanze, perché è molto facile oggi trovare argomenti che in qualche maniera giustifichino la soppressione della vita prima del tempo – con l’eutanasia, o l’uso di embrioni umani, che sono già esseri umani – per fare ricerche scientifiche, poiché da queste ricerche potrebbero risultare cose utili per la guarigione da malattie e così via. O altrimenti, i tanti aborti che si fanno semplicemente perchè il bambino potrebbe venire in un momento inaspettato o perché la donna non vuole il bambino in quel momento. Quindi, si fa ricorso all’aborto per tante ragioni: che ci fanno comodo, che fanno comodo alla società, fanno comodo alle persone coinvolte, ma non rendono giustizia alla persona, che è quella che perde la vita, cioè l’embrione, il bambino che ancora non è nato.

Fonte: Radio Vaticana

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GUERRA, SPERANZA e PACE – Una mostra dei disegni realizzati dagli ex bambini soldato

Nel 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, Pubblicità Progresso e AVSI presentano al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra la mostra WAR, HOPE and PEACE, dal 25 febbraio al 14 marzo (inaugurazione: martedì 4 marzo, h.18.30). L’esposizione presenta una raccolta di disegni realizzati dagli ex bambini-soldato del Nord Uganda durante i corsi di recupero psico-sociale coordinati da AVSI. Promossa dalla Missione Permanente della Santa Sede e dall’Ambasciata dell’Uganda presso l’ONU, la mostra vuole essere un ulteriore spunto di riflessione sull’infanzia negata, in occasione della 7° Sessione del Consiglio per i diritti umani.

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