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Bambini e analfabeti imparano a leggere con la Bibbia in cambogiano

Loc Quang (AsiaNews) – Guardati all’inizio con sospetto dalla polizia, da alcuni anni volontari cattolici operano nella parrocchia di Loc Quang, distretto di Loc Ninh, nella provincia di Binh Phuoc. La cittadina conta 12.700 abitanti, sorge a circa 17 chilometri dal confine con la Cambogia e vi vivono numerosi cambogiani, per lo più contadini poverissimi, la condizione dei quali ora è un po’ migliorata, grazie all’azione dei volontari.
Il 25% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, con meno di un dollaro al giorno. I cambogiani non hanno terra da coltivare e lavorano per sfamarsi. Nella stagione delle piogge, quando non si può coltivare, vanno nella foresta per la cura degli alberi della gomma. Sono veramente poveri e diseredati.
Nel 2000 sono venuti qui alcuni volontari, che vivono, lavorano e mandano avanti la loro missione con la gente. Dal 2002, da quando la semina della Buona Novella ha cominciato a dare buoni risultati, la vita delle persone ha avuto dei miglioramenti ed essi hanno abbandonato la superstizione ed il sottosviluppo. “Io – racconta un ragazzo ad AsiaNews – leggo la Bibbia in cambogiano, così posso anche studiare la mia lingua natale. Padre Hai ci insegna tutti i giorni. Di giorno, porto le mucche nei campi di riso e guadagno 5mila dong. Sono circa 20 centesimi di euro e il padrone mi dà anche da mangiare”.
Una ragazza spiega che padre Paul e fratel H insegnano a far bollire l’acqua e cucinare. “Sono molto affezionata a lloro due, che fin dal 2000 sono venuti a stare qui, lavorano con noi e ci hanno portato l’amore di Gesù e la Buona Novella. Io ogni domenica vado a messa, abbiamo una chiesa e preghiamo insieme”.
Hue, una operatrice sociale volontaria, ricorda che “l’anno scorso la polizia d’abitudine chiedeva a fratel H spiegazioni sul suo lavoro e le attività che aveva portato nella comunità. Il governo comunista guarda con sospetto i cattolici e non capisce ciò che facciamo. Fratel H – aggiunge – ha organizzato una classe per eliminare l’analfabetismo dei bambini e dei poveri. L’anno scorso, il governo locale e la sicurezza hanno ‘invitato’ fratel H negli uffici di polizia solo una volta, invece delle molte che ci era dovuto andare l’anno precedente, nel 2006”. Fratel H ha spiegato alla polizia che i cattolici erano qui per insegnare il cambogiano ai bambini ed aiutare la popolazione a superare le difficoltà, per il progresso del Paese. Così adesso la gente partecipa ale attività parrocchiali e fratel H ha anche preparato due giovani volontari, in modo che possano insegnare ai bambini in cambogiano e vietnamita”.
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La dignità dell’uomo al centro della riflessione dell’Assemblea plenaria dei vescovi nigeriani

“Ringraziamo Dio per la sua bontà nei confronti della sua Chiesa e della nostra nazione. Nonostante le pressioni e le costrizioni, nonostante le infedeltà derivanti dall’umana debolezza, la Chiesa di Dio in Nigeria è in crescita e acquista forza”: lo affermano i vescovi della Nigeria al termine della loro prima riunione plenaria del 2008, che si è tenuta ad Abuja, dall’11 al 16 febbraio. Al termine dei lavori, la Conferenza Episcopale nigeriana ha pubblicato un comunicato dal titolo “Restoring our Nation”, ripreso dall’Agenzia Fides. I presuli ribadiscono le loro perplessità sulla correttezza delle elezioni federali e statali dell’aprile 2007: “le elezioni irregolari – scrivono – rappresentano un brutale promemoria sul persistere di una cultura della violazione della dignità umana in questo Paese”. Ma allo stesso tempo, nel comunicato si nota il ruolo positivo della magistratura, che si rende sempre più autonoma dal potere politico nell’indagare lo svolgimento del processo elettorale. I vescovi chiedono, però, che le dispute elettorali siano risolte al più presto, per evitare di ingenerare un senso di insicurezza in coloro che detengono cariche pubbliche, distraendoli dal compito di operare per il bene comune. Tra le priorità nazionali, i vescovi indicano l’educazione dei giovani e la salvaguardia dei diritti dei bambini. Il messaggio si conclude ricordando l’imminente apertura della nuova Università cattolica della Nigeria: “Ci impegniamo a gestire un’università che sia nota per l’eccellenza spirituale, morale ed accademica, un’università dove le giovani generazioni verranno formate per diventare i futuri leader del Paese”.

www.agenziafides.org

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