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BENEDETTO XVI ALL’UDIENZA: IN MONDO SPESSO FRENETICO IL CRISTIANO NON SI STANCHI DI PORTARE LA PACE

CITTA’ DEL VATICANO – Apertura al prossimo, perdono e ricerca della pace sono da sempre i tratti distintivi dello stile di vita cristiano, tanto più importanti oggi in un tempo segnato da intolleranza, incomunicabilità e conflitti. Lo ha affermato Benedetto XVI, all’udienza generale in Piazza San Pietro prendendo spunto dalle qualità spirituali e umane che testimoniò Pietro il Venerabile, uno dei grandi monaci dell’abbazia di Cluny nel Medioevo. Viene dal Medioevo un nuovo esempio per il mondo contemporaneo di cosa possano creare i valori cristiani quando si sposano a qualità umane come l’equilibrio, la mitezza, il senso della misura, la magnanimità. La figura di sintesi è quella di Pietro il Venerabile, uno dei “santi abati” di Cluny, alla cui carica fu eletto nel 1122 rimanendovi fino alla morte, avvenuta nella Notte di Natale del 1156. Rettitudine, lealtà, lucidità, speciale attitudine a mediare: Benedetto XVI ha elencato alle migliaia di persone presenti alla catechesi le doti di questo antico monaco, definito “asceta rigoroso con se stesso e comprensivo con gli altri”. A un tempo “severo” e “dotato di profonda umanità”: “Di indole sensibile e affettuosa, sapeva congiungere l’amore per il Signore con la tenerezza verso i familiari, particolarmente verso la madre, e verso gli amici. Fu un cultore dell’amicizia, in modo speciale nei confronti dei suoi monaci, che abitualmente si confidavano con lui, sicuri di essere accolti e compresi”.

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http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2892

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NELLA NOTTE DEL SANTO NATALE IL PENSIERO DI PAPA BENEDETTO A TUTTI I BAMBINI DEL MONDO,


CITTA’ DEL VATICANO – Nel giorno di Natale, il pensiero del Papa va ai “bambini ai quali è rifiutato l’amore dei genitori, ai “bambini rifiutati”, a “quei bambini di strada che non hanno il dono di un focolare domestico”, ai “bambini che vengono brutalmente usati come soldati e resi strumenti della violenza”, ai “bambini che mediante l’industria della pornografia e di tutte le altre forme abominevoli di abuso vengono feriti fin nel profondo della loro anima”. Benedetto XVI, nella tradizionale Messa di mezzanotte per la festa della nascita di Gesù presieduta nella Basilica di San Pietro, mette dunque in guardia l’umanità dagli abusi verso i più piccoli. “Su ogni bambino c’è il riverbero del bambino di Betlemme”, dice infatti il Pontefice -. Che aggiunge: “Il Bambino di Betlemme è un nuovo appello rivolto a noi, di fare tutto il possibile affinché finisca la tribolazione di questi bambini; di fare tutto il possibile affinché la luce di Betlemme tocchi i cuori degli uomini. Soltanto attraverso la conversione dei cuori, soltanto attraverso un cambiamento nell’intimo dell’uomo può essere superata la causa di tutto questo male, può essere vinto il potere del maligno. Solo se cambiano gli uomini, cambia il mondo e, per cambiare, gli uomini hanno bisogno della luce proveniente da Dio, di quella luce che in modo così inaspettato è entrata nella nostra notte”. “Dio è immensamente grande e di gran lunga al di sopra di noi”, sottolinea poi il Papa spiegando il senso del Natale; Egli “si china in giù, guarda verso il basso. Egli vede noi e vede me”. “Egli si china come bimbo giù fin nella miseria della stalla – evidenzia -, simbolo di ogni necessità e stato di abbandono degli uomini. Dio scende realmente. Diventa un bambino e si mette nella condizione di dipendenza totale che è propria di un essere umano appena nato”. “Egli – prosegue Benedetto XVI – è con le persone dal cuore vigilante; con gli umili e con coloro che corrispondono alla sua elevatezza, all’elevatezza dell’umiltà e dell’amore. A questi dona la sua pace, perchè per loro mezzo la pace entri in questo mondo”. Pace in Terra Santa, invoca quindi il Pontefice, lanciando un appello perchè “cessino l’odio e la violenza” e vinca “la comprensione reciproca”. “Parlando del Bambino di Betlemme – rileva il Santo Padre -, pensiamo anche alla località che risponde al nome di Betlemme; pensiamo a quel Paese in cui Gesù ha vissuto e che Egli ha amato profondamente. E preghiamo affinché lì si crei la pace. Che cessino l’odio e la violenza – ha scandito il Papa -, che si desti la comprensione reciproca, si realizzi un’apertura dei cuori che apra le frontiere. Che scenda la pace di cui hanno cantato gli angeli in quella notte”. Per la Messa di Mezzanotte, a San Pietro si è pregato pure in Ewondo, la lingua bantu che si parla in Camerun, Paese che il Pontefice visiterà nel marzo del 2009. “Per i ministri della Chiesa e quanti curano il culto divino”, si leggeva nella preghiera africana. Orazioni, inoltre, in lingua hindi (“per i capi delle nazioni e i reggitori dei popoli della terra” affinchè “il Signore li apra alla sua luce per comprendere che il tempo e lo spazio gli appartengono”); in francese (“per la Chiesa sparsa nel mondo” e per “il Papa”); in tedesco (“per i poveri e i malati nel corpo e nello spirito”) e in portoghese (“per i fedeli di tutta la terra”). Al termine della Messa, Benedetto XVI si è recato in Piazza San Pietro per visitare il presepe allestito alcuni giorni fa.

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2062

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CITTA’ DEL VATICANO – Nel giorno di Natale, il pensiero del Papa va ai “bambini ai quali è rifiutato l’amore dei genitori, ai “bambini rifiutati”, a “quei bambini di strada che non hanno il dono di un focolare domestico”, ai “bambini che vengono brutalmente usati come soldati e resi strumenti della violenza”, ai “bambini che mediante l’industria della pornografia e di tutte le altre forme abominevoli di abuso vengono feriti fin nel profondo della loro anima”. Benedetto XVI, nella tradizionale Messa di mezzanotte per la festa della nascita di Gesù presieduta nella Basilica di San Pietro, mette dunque in guardia l’umanità dagli abusi verso i più piccoli. “Su ogni bambino c’è il riverbero del bambino di Betlemme”, dice infatti il Pontefice -. Che aggiunge: “Il Bambino di Betlemme è un nuovo appello rivolto a noi, di fare tutto il possibile affinché finisca la tribolazione di questi bambini; di fare tutto il possibile affinché la luce di Betlemme tocchi i cuori degli uomini. Soltanto attraverso la conversione dei cuori, soltanto attraverso un cambiamento nell’intimo dell’uomo può essere superata la causa di tutto questo male, può essere vinto il potere del maligno. Solo se cambiano gli uomini, cambia il mondo e, per cambiare, gli uomini hanno bisogno della luce proveniente da Dio, di quella luce che in modo così inaspettato è entrata nella nostra notte”. “Dio è immensamente grande e di gran lunga al di sopra di noi”, sottolinea poi il Papa spiegando il senso del Natale; Egli “si china in giù, guarda verso il basso. Egli vede noi e vede me”. “Egli si china come bimbo giù fin nella miseria della stalla – evidenzia -, simbolo di ogni necessità e stato di abbandono degli uomini. Dio scende realmente. Diventa un bambino e si mette nella condizione di dipendenza totale che è propria di un essere umano appena nato”. “Egli – prosegue Benedetto XVI – è con le persone dal cuore vigilante; con gli umili e con coloro che corrispondono alla sua elevatezza, all’elevatezza dell’umiltà e dell’amore. A questi dona la sua pace, perchè per loro mezzo la pace entri in questo mondo”. Pace in Terra Santa, invoca quindi il Pontefice, lanciando un appello perchè “cessino l’odio e la violenza” e vinca “la comprensione reciproca”. “Parlando del Bambino di Betlemme – rileva il Santo Padre -, pensiamo anche alla località che risponde al nome di Betlemme; pensiamo a quel Paese in cui Gesù ha vissuto e che Egli ha amato profondamente. E preghiamo affinché lì si crei la pace. Che cessino l’odio e la violenza – ha scandito il Papa -, che si desti la comprensione reciproca, si realizzi un’apertura dei cuori che apra le frontiere. Che scenda la pace di cui hanno cantato gli angeli in quella notte”. Per la Messa di Mezzanotte, a San Pietro si è pregato pure in Ewondo, la lingua bantu che si parla in Camerun, Paese che il Pontefice visiterà nel marzo del 2009. “Per i ministri della Chiesa e quanti curano il culto divino”, si leggeva nella preghiera africana. Orazioni, inoltre, in lingua hindi (“per i capi delle nazioni e i reggitori dei popoli della terra” affinchè “il Signore li apra alla sua luce per comprendere che il tempo e lo spazio gli appartengono”); in francese (“per la Chiesa sparsa nel mondo” e per “il Papa”); in tedesco (“per i poveri e i malati nel corpo e nello spirito”) e in portoghese (“per i fedeli di tutta la terra”). Al termine della Messa, Benedetto XVI si è recato in Piazza San Pietro per visitare il presepe allestito alcuni giorni fa.

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