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Caritas Bolivia attiva un piano urgente di assistenza umanitaria per le vittime delle inondazioni

 (Agenzia Fides) – Continua lo stato di emergenza in diversi distretti della Bolivia a seguito delle gravi inondazioni che hanno coinvolto il Paese nelle ultime settimane. Caritas Bolivia sta portando avanti un piano urgente di assistenza umanitaria alle vittime delle inondazioni. Le équipes di lavoratori e volontari locali della Caritas stanno distribuendo prodotti di prima necessità – in particolare viveri, medicine e vestiti – ai circa 30.000 sfollati dei distretti di Santa Cruz, La Paz, Beni, Chuquisaca, Oruro, Potosí, Cochabamba, Tarija e Pando. La seconda fase di questo piano di emergenza, che partirà quando le acque si saranno ritirate, prevede la distribuzione di semi ed attrezzature agricole in 90 comunità rurali colpite drasticamente dalle inondazioni, in maggioranza di etnia quechua, aymarás e guaranì, che risiedono in zone distanti dai maggiori nuclei abitati. Queste comunità soffrono in maniera più dolorosa le precarie condizioni di vita del mondo rurale boliviano, con indici di povertà che oscillano tra il 70 ed il 98 per cento.
Caritas Bolivia sta prestando aiuto agli sfollati all’interno di un piano nazionale coordinato dalla Difesa Civile Boliviana, alla quale appartiene. Questa nuova catastrofe – che le autorità del Paese stimano abbia colpito più di 53.000 famiglie e provocato la perdita del 60 per cento delle coltivazioni – si somma ad altre crisi simili registrate nel bacino amazzonico della Bolivia durate gli anni 2006 e 2007 e a farne le spese sono le numerose comunità indigene. Caritas Spagna, che da anni coopera con Caritas Bolivia contribuendo al suo rafforzamento istituzionale, sta sostenendo questo piano di emergenza con lo stanziamento di 100.000 euro provenienti dai suoi fondi speciali di emergenza.
Anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha sollecitato la comunità internazionale, a nome della Bolivia, a donare 18,2 milioni di dollari da destinare all’assistenza delle vittime. I fondi serviranno per assicurare viveri, acqua, alloggi, servizi sanitari ed altri beni di prima necessità, oltre a finanziare progetti agricoli, educativi e di protezione dei bambini, come ha dichiarato l’Ufficio di Aiuto Umanitario delle Nazioni Unite (OCHA). In totale, lo stanziamento prevede 30 progetti umanitari da avviare nei prossimi sei mesi da parte di otto agenzie delle Nazioni Unite e di otto Organizzazioni Non Governative (ONG).  Di fronte ai grandi disastri causati dalle intense piogge cadute nelle ultime settimane, si è anche ravvisata la possibilità di una tregua temporanea nel dibattito politico tra il governo e l’opposizione. Questa scelta nasce da una presa di coscienza generale secondo cui non si possono privilegiare interessi politici, regionali o locali, quando è necessario l’impegno di tutti per far fronte alla situazione. Le incessanti piogge, legate al fenomeno climatico de “La Niña”, dallo scorso novembre hanno causato 61 morti e provocato danni a 73.000 famiglie. Le piene e le piogge hanno provocato inoltre la distruzione di parte delle infrastrutture stradali del Paese, la morte di migliaia di capi di bestiame e la perdita di ettari di coltiva.  La seconda fase di questo piano di emergenza, che partirà quando le acque si saranno ritirate, prevede la distribuzione di semi ed attrezzature agricole in 90 comunità rurali colpite drasticamente dalle inondazioni, in maggioranza di etnia quechua, aymarás e guaranì, che risiedono in zone distanti dai maggiori nuclei abitati. Queste comunità soffrono in maniera più dolorosa le precarie condizioni di vita del mondo rurale boliviano, con indici di povertà che oscillano tra il 70 ed il 98 per cento.  Caritas Bolivia sta prestando aiuto agli sfollati all’interno di un piano nazionale coordinato dalla Difesa Civile Boliviana, alla quale appartiene. Questa nuova catastrofe – che le autorità del Paese stimano abbia colpito più di 53.000 famiglie e provocato la perdita del 60 per cento delle coltivazioni – si somma ad altre crisi simili registrate nel bacino amazzonico della Bolivia durate gli anni 2006 e 2007 e a farne le spese sono le numerose comunità indigene.

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Caritas Spagna, che da anni coopera con Caritas Bolivia contribuendo al suo rafforzamento istituzionale, sta sostenendo questo piano di emergenza con lo stanziamento di 100.000 euro provenienti dai suoi fondi speciali di emergenza.
Anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha sollecitato la comunità internazionale, a nome della Bolivia, a donare 18,2 milioni di dollari da destinare all’assistenza delle vittime. I fondi serviranno per assicurare viveri, acqua, alloggi, servizi sanitari ed altri beni di prima necessità, oltre a finanziare progetti agricoli, educativi e di protezione dei bambini, come ha dichiarato l’Ufficio di Aiuto Umanitario delle Nazioni Unite (OCHA). In totale, lo stanziamento prevede 30 progetti umanitari da avviare nei prossimi sei mesi da parte di otto agenzie delle Nazioni Unite e di otto Organizzazioni Non Governative (ONG).  Di fronte ai grandi disastri causati dalle intense piogge cadute nelle ultime settimane, si è anche ravvisata la possibilità di una tregua temporanea nel dibattito politico tra il governo e l’opposizione. Questa scelta nasce da una presa di coscienza generale secondo cui non si possono privilegiare interessi politici, regionali o locali, quando è necessario l’impegno di tutti per far fronte alla situazione.  Le incessanti piogge, legate al fenomeno climatico de “La Niña”, dallo scorso novembre hanno causato 61 morti e provocato danni a 73.000 famiglie. Le piene e le piogge hanno provocato inoltre la distruzione di parte delle infrastrutture stradali del Paese, la morte di migliaia di capi di bestiame e la perdita di ettari di coltiva

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