Archivi tag: oscar

CINEMA – IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON. UOMO CHE NASCE VECCHIO E RINGIOVANISCE FINO A MORIRE.

RECENSIONE – Il racconto di Francis Scott Fitzgerald da cui è tratto «Il curioso caso di Benjamin Button» è lungo venti pagine e narra senza fronzoli di un uomo che nasce vecchio e ringiovanisce fino a morire neonato. Il film che vi si è ispirato, sceneggiato da Eric Roth e diretto da David Fincher, dura due ore e quaranta, ha ottenuto tredici nomination all’Oscar e, francamente, sembra più interessato al kolossal sentimentale che alla durezza dell’assunto originale. Niente di male. Peccato soltanto per una serie di forti implicazioni esistenziali che si trasformano in una storia d’amore in giro per il mondo. Ecco, «Il curioso caso di Benjamin Button» è il tipico film che deve il suo successo quasi interamente al pubblico femminile, ben disposto a sognare, a sorridere e a commuoversi quando gli ingredienti sono dosati con accortezza e astuzia. Così David Fincher continua a far rimpiangere la durezza di «Seven», mai più ritrovata in drammi o thriller talvolta meritevoli di altri approfondimenti.

Per leggere tutto il testo visita:  http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2275

Lascia un commento

Archiviato in NEWS & INFO

CINEMA – RACHEL STA PER SPOSARSI

RECENSIONE – Jonathan Demme non ci sta. Nonostante i cinque Oscar de «Il silenzio degli innocenti» e i due di «Philadelphia», conserva un animo da indipendente che lo porta a misurarsi con un altro grande filone del cinema americano, il melodramma familiare, in modo che nessuno vedendolo possa pensare a «Dallas», «Beautiful» o «Falcon Crest». In «Rachel sta per sposarsi» la differenza la fa lo stile. Ruvido, sporco, quasi casuale, più adatto a un filmino familiare che a un lungometraggio da destinare a un grosso circuito commerciale, forse equiparabile a qualche esperimento di Godard (per la tecnica) o di Cassavetes (per le facce, ovvero per la ricerca di qualcosa di molto simile alla realtà), «Rachel sta per sposarsi» è una vera sfida controcorrente a un’industria cinematografica troppo abituata a rassicurare e ad essere rassicurata e comunque a inventare un mondo parallelo che alla fine assomiglia pochissimo a quello in cui viviamo. L’ambizione di Demme, invece, è quella di aprire la porta per lasciar entrare una ventata di realtà. Così, se anche il suo film contiene personaggi ed avvenimenti che farebbero la gioia del pubblico delle fiction, la forma è tale da renderlo (per quel pubblico) irriconoscibile.

Kym torna a casa per il matrimonio della sorella Rachel. Dovrebbero essere tutti contenti e invece sono tutti preoccupatissimi. Il padre e la madre (separati), Rachel stessa, parenti e amici temono che Kym possa fare o dire qualcosa di brutto. Il fatto è che Kym sta tentando da anni di uscire dal tunnel della droga e che il matrimonio di Rachel rappresenta per lei la prima uscita ufficiale dal centro di disintossicazione. Pertanto, mentre di solito l’importante sarebbe sentirsi trattati come persone normali, Kym si sente addosso gli occhi di tutti. Il che porterà, naturalmente, anche a qualche spiegazione sopra le righe.

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1998

Lascia un commento

Archiviato in NEWS & INFO

Nella notte degli Oscar premiato il film drammatico dei fratelli Coen sul cinismo di una società avida e violenta

Consegnati nella notte a Los Angeles i Premi Oscar: riconoscimenti equi e annunciati alle due drammatiche pellicole dei fratelli Coen e di Paul Thomas Anderson, mentre sono tutti europei i quattro attori, protagonisti e non, che ricevono l’ambita statuetta – Marion Cotillard, Daniel Day-Lewis, Tilda Swinton e Javier Bardem -, così come europeo è il miglior film straniero, proveniente dall’Austria, e i migliori scenografi, i sempre bravissimi italiani Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. 

goldenglobe.jpg

Lo sciopero degli sceneggiatori, che aveva costretto alla cancellazione della serata dei Golden Globe, ha risparmiato, con grande sollievo per l’industria cinematografica e televisiva, la lunga e sobria festa dei premi Oscar, un insieme inimitabile di spettacolo, arte, cinema e glamour. I 5.829 votanti dell’Academy hanno inviato le loro schede e, come da copione, al Kodak Theatre di Los Angeles sono arrivate tutte le celebrità per questa che è la più famosa auto-celebrazione del cinema americano. Ma i premi Oscar sono anche un segnale importante per interpretare i temi che il cinema, nel corso dell’anno, è riuscito a captare ed i modi con i quali riflette e anticipa inquietudini ed aspettative della società. Per questo il miglior film americano e il miglior film straniero guardano l’uno al presente e l’altro al passato. Il primo è quello dei fratelli Coen, Non è un paese per vecchi, i quali confermano, aggiudicandosi anche il premio per la migliore regia e sceneggiatura non originale, la loro acuta e cinica rappresentazione della società che, questa volta, si inabissa nei meandri della avidità e della violenza messa in moto dalla sete di denaro. Mentre dall’Austria il regista Stefan Ruzowitzky rinnova con l’intenso Il falsario la denuncia di quell’orribile periodo della storia che fu il nazismo, quasi per esorcizzare una tragedia che ancora pesa sulla coscienza dell’umanità. Superbe le interpretazione di Marion Cotillard nella Vie en Rose, biografia struggente di Edith Piaff, e di Daniel Day Lewis, un petroliere senza scrupoli nell’America della corsa all’oro nero: vincono come migliore attrice e attore protagonisti, confermando che un ruolo si costruisce con determinazione, passione e generosità. Qualità che si ritrovano anche nel premiato e applaudito documentario Taxi to the Dark Side nel quale l’americano Alex Gibney affronta fatti drammatici e scottanti per il suo paese, ricostruendoli attraverso inchieste giornalistiche e interviste ad alcuni semplici militari: le torture di cui furono accusati questi ultimi – le foto di Abu Ghraib e Guantanamo hanno fatto giustamente il giro del mondo – sono frutto di insensate azioni volontarie o procedono da ordini dati e ben precisi? L’amara verità emerge nei fatti e nelle risposte, per ribadire con forza come il rispetto dei diritti umani universali deve risiedere alla base di ogni credo, legislazione e coscienza. 

Servizio di Luca Pellegrini per Radio Vaticana

Lascia un commento

Archiviato in TELE... VISIONI!