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IERI NELLA CHIESA DELLA FARNESINA IL RITIRO SPIRITUALE DEI PAPABOYS: IL PRIMO DI UNA LUNGA SERIE!

EVENTI ( Roma) – “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra” (Matteo 25, 31-33)
Un’iniziativa nuova e lodevole quella dell’Associazione Nazionale Papaboys. L’ufficio di presidenza dell’Associazione si è riunito ieri pomeriggio, alle 17, per un ritiro spirituale nella Chiesa dei Santi Giovanni Evangelista e Petronio dei Bolognesi, situata nei pressi di Campo de’ Fiori, a Roma. 

Il ritiro è stato presieduto da Don Walter Trovato che, oltre ad essere cappellano della Polizia di Stato, è l’assistente spirituale dei Papaboys. Don Walter, in tutta la sua semplicità, ha sviluppato la catechesi in modo chiaro e conciso, fondando il suo discorso sull’importanza e sul valore che il Battesimo ha per ogni cristiano.Sulla scia del messaggio evangelico, Don Walter ha suscitato l’attenzione dei “ragazzi del Papa” a prendere consapevolezza delle proprie azioni davanti a Dio, in quanto battezzati nella Santa Chiesa Cattolica. Gesù, al cospetto del suo popolo, non giudica, ma separa semplicemente le pecore dai capri.Perciò non bisogna temere il giudizio di Dio, ma avvicinarsi a Lui, proprio come ha affermato l’assistente spirituale dei Papaboys: “Non bisogna aver paura del Signore, ma correre davanti al tabernacolo”. Solo attraverso la preghiera e l’assiduità ai sacramenti, dunque, possiamo trovare la pace interiore e divulgare la parola del Vangelo. 

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VOLARE CON GIOVANNI PAOLO II, ANGELA AMBROGETTI RACCONTA LE INTERVISTE INEDITE A KAROL WOJTYLA

EDITORIA (Roma) – Molti giornalisti hanno voluto il privilegio di viaggiare in aereo con un Papa. Solo pochi, però, hanno tentato di ottenere una dichiarazione dal Santo Padre. Uno di questi fu un giornalista americano che, durante il primo volo di Giovanni Paolo II, gli fece una domanda, alla quale Papa Wojtyla rispose immediatamente. Da quel momento le domande al Pontefice divennero una consuetudine, che dimostra molto chiaramente come Karol Wojtyla avesse piacere a comunicare con i giornalisti e stipulasse con loro una sorta di “patto mediatico” molto personale. Nella cornice della Sala Marconi di Radio Vaticana, ieri pomeriggio è stato presentato il libro “Compagni di viaggio. Interviste al volo con Giovanni Paolo II” della vaticanista Angela Ambrogetti.

Alla conferenza, moderata da Padre Federico Lombardi direttore della Radio Vaticana, sono intervenuti alcuni dei “compagni di viaggio” di Karol Wojtyla, che hanno accompagnato il Pontefice, sull’aereo papale, verso le destinazioni più svariate: il Cardinal Roberto Tucci, l’organizzatore dei viaggi di Giovanni Paolo II, la giornalista spagnola Paloma Gòmez Borrero, Gian Franco Svidercoschi, scrittore e vaticanista, oltre ovviamente all’autrice del libro, Angela Ambrogetti. Prima degli interventi di queste personalità, è stato fatto ascoltare un vecchio contributo audio di alcune dichiarazioni di Papa Giovanni Paolo II. Ascoltare quelle semplici parole del Pontefice, che parlava al popolo e sapeva rispondere con ironia ai giornalisti, è stato un momento di grande emotività e gioia per tutti i presenti in sala.

Dopo l’ascolto della registrazione, il primo a prendere la parola è stato il Cardinal Tucci, che ha ricordato come Papa Wojtyla fosse un uomo dotato di grande ironia e spontaneità, nel soddisfare le domande dei giornalisti con brevi risposte, in varie lingue, facendosi testimone della fede in tutte le occasioni. Inoltre, a differenza di altri Papi, per Giovanni Paolo II non erano importanti gli itinerari o il programma organizzativo dei suoi viaggi: quello che più contava per Papa Wojtyla era recarsi in tutte le chiese e le comunità che sentivano il bisogno della sua presenza. Successivamente è intervenuta Paloma Gòmez Borrero, storica compagna di viaggio di Giovanni Paolo II, avendo partecipato a ben 104 viaggi del Papa. I suoi racconti sono un susseguirsi di aneddoti divertenti dei viaggi insieme a Giovanni Paolo II, che la giornalista spagnola considera delle esperienze indimenticabili.

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“GESÙ DI NAZARET”, ANTICIPAZIONI SUL NUOVO LIBRO DI BENEDETTO XVI

BENEDETTO XVI (Città del Vaticano) – Giovedì 10 marzo, nella Sala Stampa vaticana, il cardinale Marc Oullet e il professor Claudio Magris presenteranno la seconda parte di “Gesù di Nazaret”, il nuovo libro del Santo Padre Benedetto XVI. L’opera, edita nella versione italiana dalla Libreria Editrice Vaticana, giunge a quattro anni dalla prima parte, pubblicata nel 2007 dalla Rizzoli, riprendendo il racconto della vita di Gesù. Ieri pomeriggio la Libreria Editrice Vaticana, d’intesa con Herder che ha curato l’edizione principe in tedesco, ha distribuito alla stampa alcune anticipazioni.

Il racconto della vita di Gesù riprende laddove il teologo Joseph Ratzinger lo aveva interrotto nel primo volume: un percorso iniziato dal battesimo nel Giordano fino alla trasfigurazione sul Monte Tabor, per arrivare, nel secondo libro, alla Passione, alla morte e alla Resurrezione di Cristo. Il viaggio del Santo Padre prosegue quindi sulle orme di Gesù per riscoprirne l’umanità e la divinità e comprenderne la Verità. La versione italiana di “Gesù di Nazaret” (380 pagine) è suddivisa in nove capitoli, oltre ad una premessa, un epilogo sulle prospettive ed una ricca bibliografia. Dall’ingresso in Gerusalemme alla fine del Tempio, alla profezia e l’apocalisse, si arriva al terzo capitolo che cita l’episodio della lavanda dei piedi, ma che contiene anche “Il mistero del traditore”.

“In quell’ora – scrive il Santo Padre – Gesù si è caricato del tradimento di tutti i tempi, della sofferenza che viene in ogni tempo dall’essere traditi, sopportando così fino in fondo le miserie della storia. Chi rompe l’amicizia con Gesù, chi si scrolla di dosso il suo ‘dolce giogo’ non giunge alla libertà, non diventa libero, ma schiavo di altre potenze”. Giuda quindi, che seppure compia un passo verso la conversione, “ho peccato” dice ai suoi commilitoni; poi cerca di salvare Gesù e ridà il denaro e, dopo il tradimento, “non riesce più a credere ad un perdono. Il suo pentimento diventa disperazione. Un pentimento – spiega Benedetto XVI – che non riesce più a sperare, ma vede solo il proprio buio, è distruttivo e non è vero pentimento”; porta con sé “la certezza della speranza, una certezza che nasce dalla fede, nella potenza maggiore della Luce fattasi carne in Gesù”. Nel quarto capitolo il Santo Padre parla della preghiera sacerdotale di Gesù, concentrandosi poi sull’Ultima Cena ed approfondendo il complesso tema della datazione nei Vangeli sinottici e nel Vangelo di Giovanni. “Una cosa – spiega Benedetto XVI – è evidente nell’intera tradizione: l’essenziale di questa cena di congedo non è stata l’antica Pasqua, ma la novità che Gesù ha realizzato in questo contesto. Anche se il convito di Gesù con i Dodici non è stata una cena pasquale secondo i riti del giudaismo, è evidente la connessione interiore con la morte e resurrezione di Gesù. È la Pasqua di Gesù”.

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30 000 GIOVANI SONO ATTESI A ROTTERDAM PER CINQUE GIORNI DI CONDIVISIONE E DI PREGHIERA

ROTTERDAM – Rotterdam sarà per alcuni giorni, dal 28 dicembre al 1°gennaio, il centro spirituale dell’Europa: sono infatti 30.000 i giovani attesi per il 33° incontro europeo organizzato dalla comunità di Taizé, su invito della Conferenza dei vescovi dell’Olanda, del Consiglio Generale della Chiesa protestante olandese (Pkn) e del Consiglio delle Chiese dell’Olanda. Gli organizzatori sottolineano che il “pellegrinaggio di fiducia sulla terra”, così si chiama l’iniziativa, “prosegue il cammino che il fondatore, frère Roger, ha iniziato per sostenere i giovani in una ricerca di riconciliazione e di pace, non solo fra cristiani ma anche fra popoli”. I ragazzi, che provengono anche da altri continenti, saranno ospitati nelle comunità e nelle famiglie di tutta la regione: al mattino saranno nelle 150 chiese di accoglienza e nel pomeriggio si ritroveranno al parco esposizioni della città, Ahoy, per i pasti e le preghiere comuni. Negli incontri pomeridiani i giovani saranno invitati a riflettere sulle sorgenti della fede, sul loro impegno al servizio di Cristo nella Chiesa e nella società, e su alcuni spunti tratti dalla “Lettera dal Cile” di frère Alois, priore di Taizé.

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