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ECCO RADIO JMJ, LA WEB RADIO DEI PAOLINI CHE TRASMETTERÀ LA GMG DI MADRID 2011

GMG 2011 (Roma) – È nata Radio JMJ, una proposta paolina di comunicazione dei giovani per i giovani, pensata e portata avanti da un gruppo di volontari, in collaborazione con la Famiglia Mercedaria. Il prossimo agosto, durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid (16-21 agosto 2011), la web-radio trasmetterà dalla capitale spagnola e la si potrà ascoltare collegandosi al sito internet http://www.radiojmj.es. Radio JMJ darà voce ai protagonisti, al calore di quei giorni e alle esperienze vissute in giornate che resteranno nel cuore di tutti, pellegrini e volontari. Sarà possibile sintonizzarsi dal proprio pc o telefonino per assaporare il clima così particolare, ma anche per interagire con la redazione e partecipare ai programmi.

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80 ANNI DI RADIO VATICANA: DALLE ONDE AI BIT, QUANDO I PAPI SCONFISSERO LA BABELE DELLE LINGUE

CITTA’ DEL VATICANO – Un microfono aperto per amplificare nel mondo la voce dei Papi, raccontare la vita delle Chiese di ogni angolo del pianeta, difendere la fede cristiana da chi la considera superata o scomoda. Sono 80 anni che generazioni di giornalisti, di tecnici e di altre maestranze si mettono ogni giorno al lavoro alla Radio Vaticana per assolvere a questo preciso servizio. Con Benedetto XVI, sono sette i Pontefici che si sono avvalsi di questo strumento, che il primo fra loro, Pio XI, definì un “poderoso mezzo materiale per la diffusione dell’Idea”, cioè il Vangelo. E ad ogni traguardo raggiunto, ciascun Papa non ha dimenticato di celebrare l’importanza della “sua” Radio.

Ottant’anni di storia mostrano, della Radio Vaticana, un aspetto incontestabile: la più moderna tecnologia non ha mai snaturato la sua anima più antica. Né i pesi della storia hanno reso meno veloci i suoi messaggi. È un principio che vale da quando chi la volle, Pio XI, per primo tracciò nell’etere la traiettoria di un contenuto e di uno stile: la Radio del Papa intende parlare delle cose del cielo a chi sta sulla terra, senza distinzioni. E vuole farlo in quante più lingue possibili, quasi a voler sancire la sconfitta di Babele, dove all’inizio del mondo la diversità di idiomi oscurò la comprensione di Dio, mentre l’accordo col quale oggi lavorano le oltre 40 lingue portate al microfono può aiutare a ritrovare il sentore di quella perduta unità. La grande storia parte con la cronaca di un memorabile pomeriggio. Sono circa le 16.40 e una leggera tramontana serpeggia tra la folla riunita sulla collinetta alle spalle della Basilica di San Pietro, sede della nuova Statio Radiofonica della Città del Vaticano. Guglielmo Marconi – celebrato genio della fisica ma soprattutto principale autore delle portentose macchine che da ore stanno rombando a pieno regime – si avvicina al grande microfono e dice:

“Ho l’altissimo onore di annunziare che fra pochi istanti il Sommo Pontefice Pio XI inaugurerà la stazione radio dello Stato della Città del Vaticano. Le onde elettriche trasporteranno in tutto il mondo, attraverso gli spazi, la sua parola di pace e di benedizione. Per circa 20 secoli, il Pontefice Romano ha fatto sentire la parola del suo divino magistero nel mondo, ma questa è la prima volta che la sua viva voce può essere percepita simultaneamente su tutta la superficie della terra…”

Gli sguardi sono ora tutti su Pio XI. Questi si alza dalla poltrona rossa, guadagna il tozzo microfono lasciato libero da Marconi e comincia a parlare. Sono le 16,49 e mezzo mondo – da New York a Melbourne – sta ascoltando in simultanea. È il “miracolo” del primo Papa che conquista la dimensione dello spazio-tempo: “…Ci rivolgiamo primieramente a tutte le cose e a tutti gli uomini, loro dicendo, qui e in seguito, con le parole stesse della Sacra Scrittura: ‘Udite, o cieli, quello che sto per dire, ascolti la terra le parole della mia bocca. Udite, o genti tutte, tendete l’orecchio, o voi tutti che abitate il globo, uniti in un medesimo intento, il ricco e il povero. Udite, o isole, ed ascoltate, o popoli lontani’”.

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SARÀ POSSIBILE ANCORA SPERARE? AFFIDIAMOCI A GESÙ E ANDIAMO CONTROCORRENTE!

RIFLESSIONE – Ci sono notizie che sconvolgono, ponendo domande terribili, sia per quanto accaduto, sia per il modo di trattarle. Sul solito sito degli atei ho appreso la notizia del suicidio di quel sacerdote di Caravaggio, messo in mostra dalle Iene per un comportamento scorretto nei confronti di un giovane omosessuale che si era rivolto a lui per consiglio e conforto. Mentre poi andando in macchina e ascoltando la radio ho saputo del suicidio di Mario Monicelli, regista famoso, che a 95 anni si è gettato dalla finestra dell’ospedale in cui era in cura. E i commenti sono stati di disprezzo per il primo, di stima per il secondo. Io so solo una cosa: sento nel cuore tutto il dolore, la sofferenza per entrambi quei destini: la vergogna del male che ha portato un sacerdote a non confidare più nella misericordia di Dio come una esperienza del presente, lo sconcerto per quella che è stata definita la paura di non essere più in grado di essere se stesso, dipendendo da medici, infermieri…

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A NATALE NASCERÀ LA PRIMA RADIO CRISTIANA IN TERRA SANTA. TRASMETTERA’ DAI TERRITORI OCCUPATI

ERRASANTA – E’ attesa per Natale la nascita della prima radio cristiana in Terra Santa, grazie anche alla collaborazione con la “Radio Vaticana”. L’emittente, riferisce Terrasanta.net, è stata concepita fin dal 2008 da padre Raed Abusahlia (45 anni), già cancelliere del Patriarcato latino di Gerusalemme e da alcuni anni parroco dell’insediamento palestinese di Taybeh, in Cisgiordania. Il sacerdote vuole offrire una nuova voce ai cristiani della regione e spera di poter inaugurare le trasmissioni della nuova radio la vigilia di Natale. Padre Raed ha spiegato l’8 luglio ai microfoni della “Radio Vaticana” che in Terra Santa si sente il bisogno di una voce cristiana via etere che riesca a coprire il territorio di tutta la Diocesi, che include Giordania, Israele, i Territori Palestinesi e Cipro.

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CROLLANO I GIORNALI, ARRIVA LA “BOLLETTA DELLE NOTIZIE”. QUALE FUTURO PER IL MONDO DEI ‘CARTECEI’?

MEDIA – I quotidiani negli Stati Uniti stanno aiutando a difendere le foreste con modalità da far invidia ai più ardenti ambientalisti. In soli cinque anni, dal 2003 al 2008, hanno ridotto di ben il 43% la quantità di carta utilizzata per stampare i loro prodotti, scesa da 675 mila a 380 mila tonnellate l’anno. Peccato che lo abbiano fatto contro il loro volere e che il dato sia uno dei segnali della crisi profonda che sta vivendo l’editoria tradizionale. Insieme alla carta, dalle redazioni americane stanno sparendo anche i giornalisti: erano 56.900 nel 1990, adesso sono diecimila di meno. E oltre ottomila di coloro che hanno perso il posto di lavoro sono stati licenziati solo negli ultimi due anni.

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A RADIO GIOVENTÙ SI PARLA DI DIRITTO AL FUTURO: DUE MILIONI DI EURO PER LE CITTÀ UNIVERSITARIE

RADIO & GIOVANI – Gli studenti italiani hanno ancora meno facilitazioni della maggior parte dei loro colleghi europei. Questa settimana Radio Gioventù, la rubrica radiofonica del ministero della Gioventù condotta dal ministro Giorgia Meloni e Pierluigi Diaco si è parlato proprio delle difficili condizioni in cui più delle volte, si trovano a vivere gli studenti italiani. Proprio per questo, lo scorso dicembre, il ministro della Gioventù, ha varato un accordo con l’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani, che prevede lo stanziamento di due milioni di euro per finanziare i progetti dei comuni nelle città universitarie.

Il progetto – sottolinea il ministro Meloni – “vuol dire borse di studio, quindi incentivi a quei ragazzi meritevoli che non hanno le condizioni economiche per continuare gli studi, vuol dire agevolare i trasporti, e soprattutto, aiutare gli studenti fuori sede, quelli che magari cambiano città per andare in un’altra università e che oggi sono costretti a vivere in condizioni drammatiche o a far sborsare alle proprie famiglie delle cifre improponibili”.

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ANGELUS, BENEDETTO XVI: “UN GIORNO DIO CI CHIEDERÀ CONTO DELLE NOSTRE AZIONI”.

CITTA’ DEL VATICANO – Prima della tradizionale preghiera domenicale dell’Angelus in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha evocato il Giudizio Universale scuotendo non poco le coscienze dei fedeli. “Nell’ora che solo Dio conosce, ciascuno – ha infatti ammonito il Papa – sara’ chiamato a rendere conto della propria esistenza”. “Questo – ha spiegato il Pontefice – comporta un giusto distacco dai beni terreni, un sincero pentimento dei propri errori, una carita’ operosa verso il prossimo e, soprattutto, un umile e fiducioso affidamento nelle mani di Dio, nostro Padre tenero e misericordioso”. “Noi abbiamo sempre poco tempo, specialmente per il Signore: non sappiamo o, talvolta, non vogliamo trovarlo. Ebbene, Dio ha tempo per noi”, ha poi ricordato Benedetto XVI, appena rientrato dalla Basilica di San Lorenzo fuori le Mura. “Tutti – ha osservato il Papa – diciamo che ci manca il tempo, perche’ il ritmo della vita quotidiana e’ diventato per tutti frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una ‘buona notizia’ da portare: Dio ci dona il suo tempo”. Secondo il Pontefice, “questa e’ la prima cosa che l’inizio di un anno liturgico ci fa riscoprire con meraviglia sempre nuova. Si’: Dio ci dona il suo tempo, perche’ e’ entrato nella storia con la sua parola e le sue opere di salvezza, per aprirla all’eterno, per farla diventare storia di alleanza. In questa prospettiva – ha detto il successore di Pietro agli oltre 30.000 pellegrini che assistevano all’Angelus dalla Piazza e agli altri milioni di fedeli collegati via Tv e Radio da tutto il mondo – il tempo e’ gia’ in se stesso un segno fondamentale dell’amore di Dio: un dono che l’uomo, come ogni altra cosa, e’ in grado di valorizzare o, al contrario, di sciupare; di cogliere nel suo significato, o di trascurare con ottusa superficialità”. Dopo la preghiera mariana dell’Angelus, il Papa ha quindi voluto pregare “per le numerose vittime sia dei brutali attacchi terroristici di Mumbai, in India, sia degli scontri scoppiati a Jos, in Nigeria, come pure per i feriti e quanti, in qualsiasi modo, sono stati colpiti”. “Diverse – ha rimarcato il Pontefice – sono le cause e le circostanze di quei tragici avvenimenti, ma comuni devono essere l’orrore e la deplorazione per l’esplosione di tanta crudele e insensata violenza”. “Chiediamo al Signore – ha aggiunto – di toccare il cuore di coloro che si illudono che questa sia la via per risolvere i problemi locali o internazionali e sentiamoci tutti spronati a dare esempio di mitezza e di amore per costruire una societa’ degna di Dio e dell’uomo”. “Di tutto cuore rivolgo il mio saluto e il mio augurio a Bartolomeo I e ai fedeli del Patriarcato Ecumenico, invocando su tutti l’abbondanza delle celesti benedizioni”, ha poi sottolineato Benedetto XVI, ricordando che “il 30 novembre ricorre la festa dell’Apostolo Sant’Andrea, fratello di Simon Pietro”. Entrambi furono dapprima seguaci di Giovanni il Battista e, dopo il battesimo di Gesu’ nel Giordano, divennero suoi discepoli, riconoscendo in Lui il Messia. “Sant’Andrea e’ patrono del Patriarcato di Costantinopoli, cosi’ che la Chiesa di Roma si sente legata a quella costantinopolitana da un vincolo di speciale fraternita’. Percio’, in questa felice circostanza – ha affermato il Papa -, secondo la tradizione, una delegazione della Santa Sede, guidata dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unita’ dei Cristiani, si e’ recata in visita al Patriarca Ecumenico Bartolomeo I”. E “l’arrivo di quel giorno benedetto nel quale pregheremo Dio assieme in una condivisa celebrazione dell’Eucaristia” e’ stato auspicato dal Santo Padre nel messaggio consegnato a suo nome dal Cardinale Kasper a Bartolomeo I. Il Papa, nella lettera, dichiara che “la vita interiore delle nostre Chiese e le sfide del mondo moderno richiedono urgentemente la testimonianza di unita’ dei discepoli di Cristo”.

Per leggere tutto i testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2003

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