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PER IL VIAGGIO DELLA MEMORIA 120 STUDENTI ROMANI A PRAGA IL 29, 30 E 31 MARZO

GIOVANI (Roma) – I giovani romani a Praga per non dimenticare. “Viaggi nella memoria. Per non dimenticare le tragedie del ‘900”, il progetto pensato dal Campidoglio per non dimenticare le tragedie del Novecento quest’anno giungerà nella capitale della Repubblica Ceca e vedrà la partecipazione di 120 giovani di 20 scuole romane.

Dopo Auschwitz, Berlino, Hiroshima e le foibe, ecco Praga, capitale dalla grande storia e cultura, teatro di due dittature (nazismo e socialismo) e che, con la sua Primavera del 1968 – con gli universitari non violenti che spiegavano le loro ragioni ai sovietici – nel ‘900 è stata la città europea del dialogo, della forza delle idee che si oppone pacificamente alla forza delle armi. A visitare la città di Ian Palach il 29, 30 e 31 marzo prossimi saranno 120 studenti romani tra i 16 e i 19 anni, sei per ciascuno dei 20 istituti superiori che hanno aderito al progetto (16 statali e 4 paritarie di tutti gli ordini didattici, dai licei classici agli istituti alberghieri e commerciali), più 20 insegnanti (uno per scuola).

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AFRICA/COSTA D’AVORIO – I LEADER RELIGIOSI INDICONO SEI GIORNI DI PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE

ABIDJAN – I capi religiosi della Costa d’Avorio lanciano un appello alla popolazione perché non “ceda alle provocazioni ed alla violenza da qualunque parte provengano” afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides. Il documento è firmato dal “Collettivo dei Religiosi per la pace”, al quale aderisce la Chiesa cattolica. “Dopo aver gioito per come si è svolto il primo turno delle elezioni, adesso siamo preoccupati per la piega presa dagli eventi a pochi giorni dal secondo turno” afferma il comunicato. Il 3 dicembre il Consiglio Costituzionale ha annullato i risultati proclamati il 2 dicembre dalla Commissione Elettorale in base ai quali il vincitore dell’elezione è Alassane Ouattara, con il 54% delle preferenze, ed ha invece dichiarato vincitore del ballottaggio del 28 novembre il Presidente uscente Laurant Gbagbo. La Costa d’Avorio ha ora due Presidenti con due rispettivi Primi Ministri e governi. Mentre la comunità internazionale ha riconosciuto la vittoria di Ouattara, nel Paese cresce il timore di nuove violenze, alimentate pure dalla divisione etnica. “Di fronte al pericolo che si profila all’orizzonte- scrivono i leader religiosi alla popolazione- lanciamo questo appello solenne a non cedere alle provocazioni ed alla violenza da qualunque parte provengano; a non pronunciare parole di esclusione etnica, religiosa e nazionalista; a non commettere atti di intimidazione, di minaccia, di sterile provocazione”. I capi religiosi hanno indetto a partire da oggi, 13 dicembre, fino al 18 dicembre, 6 giorni di digiuno e preghiera per la pace in Costa d’Avorio.

Oggi l’Unione Europea dovrebbe stabilire delle “misure restrittive nei confronti della Costa d’Avorio, che riguarderanno chi ostacola il processo di pace, e in particolare, coloro che non vogliono accettare i risultati elettorali” afferma un comunicato, con un chiaro riferimento a Gbagbo e al suo entourage. La Costa d’Avorio è stata inoltre sospesa dalle attività dell’Unione Africana. (L.M.) (Agenzia Fides 13/12/2010)

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EUROPA/ITALIA – Gli Istituti missionari in Italia riaffermano “la cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della valorizzazione delle diversità, capace di vedere i migranti come portatori di valori e di risorse”

Anche nell’ambito del fenomeno migratorio noi missionari/e ci proponiamo una lettura piena di fede e di speranza perché, al di là dei risvolti drammatici che spesso accompagnano le storie dei migranti, i loro volti e le loro vicende portano il sigillo della storia di salvezza e della teologia dei ‘segni dei tempi’. La Chiesa difatti intende affermare la cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della valorizzazione delle diversità, capace di vedere i migranti come portatori di valori e di risorse”. E’ quanto scrive la Conferenza degli Istituti Missionari in Italia (CIMI) e la sua Commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato in un documento sul tema “Missionari/e ed Immigrati. Non possiamo tacere”.
Partendo dalla constatazione che “viviamo nell’epoca della più grande mobilità della storia conosciuta. Oltre 214 milioni di migranti internazionali, circa 740 milioni di sfollati, in parte sfollati interni. Ciò significa che una persona su sette nel mondo è un migrante”, il testo presenta una panoramica sull’attuale situazione, europea e italiana, riguardo alle politiche migratorie, toccando alcuni punti nevralgici, come la xenofobia ed il razzismo, i Centri di identificazione ed espulsione, le legislazione, i respingimenti, la tratta, il rispetto dei diritti umani… “La presenza dei migranti in mezzo a noi – è scritto nel testo – ci ricorda che, dal punto di vista biblico, libertà e benessere sono doni e come tali possono essere mantenuti solo se condivisi con chi ne è privo. I fondamenti del rispetto e dell’accoglienza dei migranti sono contenuti, per noi credenti, nella Parola di Dio”.
Tra gli impegni assunti, il testo dichiara la volontà di “imparare a leggere le Migrazioni come ‘ un segno dei tempi’, per la Chiesa e la Società” ascoltando l’invito dei documenti del Magistero; convivide le affermazioni dei Vescovi africani in tema di emigrazione pronunciate durante il Secondo Sinodo per l’Africa dell’ottobre 2009; ribadisce il desiderio di essere “dalla parte degli immigrati” come “scelta degli ultimi”; evidenzia la necessità di agire, mettendo a disposizione personale e strutture per il lavoro con gli immigrati. Infine un invito alla Conferenza Episcopale Italiana perché prepari un documento che “offra gli opportuni orientamenti alle comunità cristiane”.

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IL RAZZISMO NEGLI STADI È UNA VERGOGNA, FRUTTO DI AUTENTICA FOLLIA.

RAZZISMO – Anche sabato scorso,per la cronaca, prima di Fiorentina- Roma si sono registrati tafferugli. Del triste ed assurdo fenomeno abbiano parlato con il giornalista- scrittore e tifoso juventino, Idris. Dunque Idris, come valuta i cori di ispirazione razzista nei confronti del giocatore Balotelli di qualche giorno fa a Torino?: “ una vergogna. Penso che lo stadio sia un posto dove si debba andare per fare festa, per gioire ed anche di dolore, quando la squadra del cuore perde, anche se nella vita esistono dolori ben più seri e forti come il terremoto in Abruzzo o la peste suina. Ritengo che anche il calcio vada sdrammatizzato e preso nella giusta misura”. Pensa che sia un reale fenomeno di razzismo o solo una stupidata, figlia di ignoranza?: nella maggior parte dei casi trovo che si tratti di delinquenti esaltati, che si nascondono dietro ideologie politiche per combinare guai. In ogni caso trovo assurdo fischiare un calciatore per il colore della sua pelle. Ritiene che il clima politico italiano di questi tempi favorisca il proliferare del razzismo negli stadi e fuori?: bella domanda. Effettivamente si respira anche nell’arena politica, nella classe dirigente del Paese una certa aria che ammicca al razzismo e che discrimina volentieri il diverso. Basti pensare ad alcune leggi o progetti che mi sono sembrati ed ancor oggi mi sembrano di ispirazione razzista. Quindi la mia idea è che effettivamente oggi in Italia ci sia un clima generale che favorisce il razzismo e di riflesso quegli zoticoni da stadio….

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DURBAN – PANEBIANCO: UN CARTELLO ANTIOCCIDENTALE HA “SEQUESTRATO” I DIRITTI CIVILI

ESTERI – Tra un “l’avevamo detto” e dichiarazioni di buona volontà, prosegue a Ginevra la conferenza dell’Onu sul razzismo a Ginevra. «Ma di fatto si è conclusa – spiega Angelo Panebianco, editorialista del Corriere – perché quello che dovevamo ascoltare lo abbiamo ascoltato». Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, infatti, ha saputo sfruttare il palco e l’occasione offertagli dalle Nazioni Unite per lanciare una requisitoria contro Israele, accusandolo di razzismo e di essere, nella sostanza, uno stato usurpatore con la complicità dei governi occidentali. Ieri la conferenza ha approvato per acclamazione – in mezzo alle polemiche – la dichiarazione finale, anche se il forum proseguirà fino a venerdì.

Per Ahmadinejad Durban 2 è stata l’occasione per l’ennesimo attacco di stampo razzista e nazionalista allo stato ebraico. Il tutto come da previsioni. È uno smacco per l’Onu? Per i diritti umani, che restano intatti e impregiudicati? O per la politica internazionale?

Quello che è accaduto a Ginevra cataloga subito il vertice come la prosecuzione perfetta di Durban 1. Innanzitutto, l’intervento del presidente iraniano era ampiamente previsto e prevedibile. In vista delle elezioni di giugno Ahmadinejad ha il problema di massimizzare il consenso tra la parte più radicale del paese e di rafforzare la sua posizione nei confronti dell’autorità suprema iraniana. A Ginevra ha avuto a disposizione una tribuna per farlo ed era scontato che avrebbe forzato in quel senso.

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NON AVER PAURA, APRITI AGLI ALTRI, APRITI AI DIRITTI: LANCIATA CAMPAGNA CONTRO IL RAZZISMO

GERUSALEMME – “Una situazione politica che si basa sul potere e la forza militare non porta alla speranza ma ad altri problemi”. Lo ha detto il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, nella sua catechesi per questa terza domenica di Quaresima proposta su YouTube attraverso Telepace Holy Land Tv e ripresa dall’agenzia Sir. “Abbiamo bisogno di soluzioni che non sopprimano il problema umano sopprimendo l’uomo ma che ci aiutino ad affrontarlo con speranza e fede” ha dichiarato il patriarca che ha proseguito: “in Terra Santa viviamo con enormi problemi politici” davanti ai quali “possiamo essere impazienti, mettendo da parte o addirittura ignorando del tutto i nostri e gli altrui bisogni, per trovare una fine rapida a questi problemi”. Una fretta, che per Twal, “è uno dei motivi per cui molti cristiani emigrano. Essi concepiscono le loro vite come un problema senza soluzione. Gesù, invece, ci mostra che è possibile lavorare con pazienza per la soluzione di ogni problema dell’uomo. Ed è quello che ci mostra questa stagione di penitenza”. Sull’emigrazione dei cristiani dalla Terra Santa il patriarca aveva già parlato il 9 marzo, all’università cattolica di Lione, nel corso della sua visita in Francia su invito dell’Ordine del Santo Sepolcro.

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News Regionali pubblicate sul sito dei Papaboys.

LAZIO – UNIVERSITÀ: GIUBILEO PAOLINO, FORUM INTERNAZIONALE A ROMA SU “VANGELO E CULTURA”

Nell’ambito del Giubileo paolino degli universitari “Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio”, dal 12 al 15 marzo si svolge a Roma il Forum internazionale delle università su “Vangelo, cultura e culture”. Promosso dalla Congregazione per l’Educazione cattolica, dal Pontificio Consiglio della cultura e dal Vicariato di Roma – Ufficio per la pastorale universitaria, l’incontro verrà inaugurato il 12 marzo in Campidoglio..

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UMBRIA – DIOCESI DI FOLIGNO, AD APRILE IL FESTIVAL DELLA COMUNICAZIONE

FOLIGNO – La diocesi di Foligno e gli istituti superiori della città di Foligno, nell’anno scolastico 2008/2009, hanno collaborato insieme nel progetto culturale “Cittadini del mondo”, sviluppando la tematica “Una nuova sobrietà per abitare la terra” e “La comunicazione, cercare la verità per condividerla”…

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UMBRIA – DIOCESI DI CITTÀ DI CASTELLO, AL VIA LA III EDIZIONE DI AGORÀ

CITTA’ DI CASTELLO – Sta per iniziare la III edizione di “Agorà”, la piazza ideale dove discutere di politica, nel senso di “arte di governare la polis”. Promosso dall’Ufficio diocesano per i problemi sociali, la giustizia, il lavoro e la pace di Città di Castello, e patrocinato dall’Ufficio cultura della stessa diocesi, la scuola di formazione politica e sociale quest’anno è incentrata sul tema …

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UMBRIA – DIOCESI DI FOLIGNO: E’ QUARESIMA TEMPO DI CONVERSIONE E CONDIVISIONE

Venerdì 6 marzo alle ore 21 l’intera comunità ecclesiale diocesana è convocata nella Cattedrale di San Feliciano per prepararsi, attraverso la catechesi di Mons. Gualtiero Sigismondi dal titolo “Convertitevi e credete al Vangelo”, alla Quaresima, tempo forte per eccellenza della Chiesa, caratterizzato da un più attento e prolungato ascolto della Parola di Dio per vivere in pienezza il mistero della Pasqua…

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