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IL DOLORE NELLE RELIGIONI MONOTEISTE. QUALI SPIEGAZIONI OFFRE LA FEDE AGLI UOMINI CHE SOFFRONO

ROMA – Il dolore, tema fra i più universali, visto nell’ottica della scienza, della filosofia e delle religioni. Questo lo scopo del colloquio messo in piedi lo scorso anno dalla facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza di Roma. Di quell’incontro, nato anche per tracciare le dimensioni del dolore cronico (tanto ampie da avere pesanti risvolti socio-economici in termini di perdita di lavoro e comparsa di depressione) sono stati pubblicati finalmente gli atti. A presentarli al pubblico, alcuni giorni fa, tre esponenti – ognuno a proprio modo – delle tre grandi religioni monoteiste, per raccontare come il Cristianesimo, l’Islam e l’Ebraismo risolvono la questione della sofferenza nella vita degli uomini: Gaspare Mura (docente di Filosofia alle Pontificie Università Urbaniana e Lateranense), Khaled Fouad Allam (docente di Sociologia del mondo musulmano all’Università di Trieste) e David Meghnagi (docente di Psicologia della Religione e di Pensiero Ebraico).

Premesso che «la sofferenza appartiene alla vicenda storica dell’uomo – come ben spiegò Giovanni Paolo II nel 2000, in occasione del Giubileo degli ammalati -, il quale deve imparare ad accettarla e superarla», è vero che le risposte che le tre religioni monoteiste danno al quesito del dolore, «convergono tutte – per Gaspare Mura – intorno ad una figura simbolica, quella di Giobbe». «La ragione per cui ci si riannoda al Libro di Giobbe è che questi non è un personaggio storico ma è figura di narrazione simbolica, è un pagano che non appartiene ad alcuna determinata tradizione religiosa». In altri termini, «Giobbe è “l’uomo” che, nella nudità della sua esistenza, pone le supreme questioni sul dolore a rappresentanza di ogni uomo, di ogni epoca e di ogni cultura». Ulteriore elemento, è che Giobbe non pone questioni astratte intorno al dolore, non domanda come i filosofi il “perché delle cose”, «soprattutto Giobbe mostra che non esiste nessuna tecnica, nemmeno quella terapeutica o psicoanalitica, capace di rispondere al senso esistenziale profondo del dolore». E così, «il fedele dell’Islam vede in Giobbe – continua Mura – la pazienza con cui il vero credente deve accettare dall’Onnipotente non solo i beni, ma anche i mali che nella sua imperscrutabile volontà gli assegna per metterlo alla prova e premiarlo della vittoria; e soprattutto vede nella figura di Giobbe anche un invito a tutti coloro che sono vicini ad un uomo che soffre, a farsi compassionevoli, ad esercitare la virtù della bontà, dell’assistenza, della pietà, cosicché il dolore di uno possa tornare a beneficio di tutti». «Da Ferdinand de Saussure – spiega poi Allam – sappiamo che la lingua forma la coscienza. Possiamo dunque ricercare le forme verbali che indicano una situazione di dolore nel Corano, perché attraverso esse possiamo riconoscere la semantica del dolore nell’Islam e dunque la percezione che i musulmani hanno di quella esperienza». Non si dice «io sono malato» ma semplicemente «malato», come ad indicare il dominio della malattia sul soggetto. «Si nota come qui l’individuo perda la sua autonomia, perché tutto risulta rimesso alla volontà divina».

continua su:http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3849

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DELEGAZIONE DEI PADRI SINODALI AL QUIRINALE. NAPOLITANO: CRISTIANI IN MEDIO ORIENTE PER LA PACE

SINODO PER IL MEDIO ORIENTE – Ieri mattina, dunque, una delegazione di Padri Sinodali si è recata in visita al Quirinale, per un incontro con il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, il segretario generale del Sinodo, mons. Nikola Eterovic, ed il presidente delegato, il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

R. – E’ stato un incontro molto cordiale e abbiamo manifestato l’apprezzamento sincero, il ringraziamento più caldo all’Italia per tutto l’interesse e tutta la sollecitudine con cui seguono i Paesi del Medio Oriente.

D. – Eminenza, l’Italia e l’Unione Europea che cosa possono dare in più per il riconoscimento di questi fondamentali diritti umani?

R. – Si tratta di un aiuto straordinario perché la pressione dei Paesi occidentali per il rispetto di questi diritti, per l’uguaglianza nella cittadinanza di tutti quelli che abitano il Medio Oriente, senz’altro, ha più forza se viene presentato da parte di tutta l’Europa. Poi, ci sono aiuti della Comunità europea che vengono incontro ai bisogni del Medio Oriente. Anche lì, noi vorremmo che ci sia un’attenzione particolare in queste elargizioni che fa l’Unione Europea verso i nostri cattolici che, come sappiamo, pure essendo una piccola realtà, sono molto importanti per quanto riguarda l’educazione, senza dimenticare il ruolo sociale delle Caritas, e vorremmo che abbiano anche una sensibilità speciale per le nostre opere cattoliche.  “Un evento di portata storica”: così il presidente Giorgio Napolitano ha definito il Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente. Nel suo discorso alla delegazione di Padri sinodali, il capo dello Stato ha anche ricordato l’impegno dell’Unione Europea nella promozione dei diritti umani ed ha espresso un auspicio di pace per la regione mediorientale, ricordando l’impegno della Chiesa e dei vescovi. “Il vostro impegno è un impegno di rinnovamento, di rilancio e di valorizzazione della presenza cattolica e, più in generale, delle comunità cristiane nel Medio Oriente ed è un impegno dal quale – ne sono convinto – possono trarre grande beneficio e impulso la causa del pluralismo religioso, la causa del dialogo, la causa della pace, in questa regione tormentata. Credo che, effettivamente, questo grande filone del dialogo delle religioni monoteiste, che la Chiesa cattolica persegue con molta convinzione – l’attuale Pontefice lo fa in prima persona -, sia davvero una delle strade fondamentali per assicurare la riconciliazione tra le civiltà. E’ la maggiore risorsa di cui disponiamo per nutrire la nostra speranza e per perseguire i nostri ideali e i nostri obiettivi”.

Testo integrale del discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=10944

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