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OLTRE 20.000 PROFUGHI BISOGNOSI D’AIUTO: L’IMPEGNO DELLA CARITAS IN UN PAESE CHE È TEATRO DI GUERRA

ESTERI (Banmaw, ASIA)– Grande impegno è stato quello della Caritas che si è mobilitata per l’emergenza umanitaria in corso nel Nord del Myanmar, un Paese travagliato da una guerra civile fra l’esercito regolare e i ribelli del Kachin Independent Army. L’associazione umanitaria è l’unica organizzazione impegnata sul territorio per aiutare e sostenere oltre 20mila profughi. Oltre alla diocesi di Myitkyina, che copre quasi per intero il territorio dello stato kachin, anche la diocesi di Banwam è soggetta al conflitto: per questo si sono impiegati numerosi volontari della Caritas locale, soprattutto giovani, religiose, sacerdoti che, senza indugio, si sono attivati “per l’assistenza umanitaria pastorale a migliaia di fedeli disorientati e terrorizzati”, rischiando la loro stessa vita a causa dei bombardamenti che colpiscono l’area in cui si portano il loro aiuto umanitario.

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SPORT, L’UNIVERSITÀ GREGORIANA BATTE L’ANGELICUM E SI AGGIUDICA LA CLERICUS CUP 2011

SPORT (Roma) – Niente canto gregoriano: dalle tribune del Pontificio Oratorio di San Pietro, gli studenti-tifosi dell’Università di piazza della Pilotta, intonano il “Waka waka” di Shakira per festeggiare il primo scudetto Clericus Cup della Pontificia università gregoriana. La squadra guidata da Salvatore Ranieri – presidente del Tivoli Calcio nella stagione 2007-2008 – ha battuto per 3-1 l’Angelicum, nella finale del campionato di calcio riservato a seminaristi e sacerdoti organizzato dal Centro sportivo italiano. 

Alla vigilia, i pronostici sembravano a favore dell’Angelicum. Il gioco dei seminaristi sudamericani, al loro esordio nella Clericus Cup, aveva stupito e convinto. I ragazzi allenati dal coach colombiano Alexander “Maturana” Bolaños, inoltre, ci tenevano ad onorare con una vittoria la recente beatificazione di Giovanni Paolo II che, da giovane, dal 1946 al 1948, aveva perfezionato gli studi di teologia proprio all’Angelicum, preparando il dottorato sulla “Dottrina della fede di San Giovanni della Croce”. Invece ha avuto la meglio la costanza dei ragazzi della Gregoriana. «Da ottobre – ha rivelato mister Ranieri, spiegando a fine gara le ragioni del successo – ci alleniamo ogni sabato. All’inizio del campionato non pensavamo di vincere. Ma sono contentissimo soprattutto per i miei calciatori, che sono ragazzi meravigliosi. Ho giocato diverse partite in serie C, ma non ho mai provato le emozioni di oggi. Venerdì notte confesso di non essere riuscito a prendere sonno a causa della tensione per la finale». L’allenatore della Gregoriana avrebbe invece dormito su sette guanciali se avesse saputo che il primo gol della sua squadra sarebbe arrivato già nei primi secondi di gioco. Lancio lungo a pescare l’attaccante congolese e capitano della Gregoriana Paul Kibamba Kabila, che con una cucchiaiata degna di Francesco Totti piazza un pallonetto imprendibile alle spalle del portiere argentino Jose Ansaldi.

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CINA, GIORNATA DI PREGHIERA PER LA CHIESA PROIBITA AI CATTOLICI DI SHANGHAI

CHIESA CATTOLICA NEL MONDO (Sheshan, CINA) – Membri della pubblica sicurezza hanno proibito alle comunità cattoliche sotterranee di Shanghai di recarsi al santuario della Madonna di Sheshan, in occasione della Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, il prossimo 24 maggio. Alcune comunità hanno però deciso di sfidare l’ordine della polizia e si recheranno in pellegrinaggio a Sheshan nel weekend precedente, il 21 maggio. “L’atmosfera è molto tesa – ha detto un sacerdote ad AsiaNews – e dovremmo restare calmi. Allo stesso tempo noi vogliamo ubbidire alle indicazioni del Santo Padre”.

È stato proprio Benedetto XVI a stabilire che il 24 maggio, festa di Nostra Signora, Aiuto dei cristiani, si celebri una Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. Nella sua Lettera ai cattolici cinesi del 2007, egli esprime l’intenzione che attraverso la preghiera si rafforzi l’unità fra cristiani sotterranei e ufficiali e la comunione col successore di Pietro, chiedendo anche al Signore la forza di perseverare nella testimonianza cristiana, pur fra le sofferenze della persecuzione. I cattolici in Cina sono ancora scioccati per la violenza del regime nell’ordinare vescovi senza il permesso del papa e per aver deportato vescovi e sacerdoti obbligandoli a partecipare a un’Assemblea a Pechino, contro il volere del pontefice, per eleggere i vertici del Consiglio dei vescovi e dell’Associazione patriottica. 

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GIOVANNI PAOLO II, ANCHE LA CHIESA THAILANDESE ALLA BEATIFICAZIONE DI PAPA WOJTYLA

SPECIALE BEATIFICAZIONE (Bangkok, THAILANDIA) – Mons. Joseph Chusak Sirisut, vescovo della diocesi di Nakhon Ratchasima e presidente della Commissione cattolica per il dialogo interreligioso e culturale, parteciperà alla cerimonia di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, il 1° maggio a S.Pietro, in rappresentanza della Conferenza episcopale cattolica thailandese. Egli è uno dei 23 sacerdoti ordinati proprio da Giovanni Paolo II nella visita in Thailandia, l’11 maggio 1984 presso il seminario minore a Samphran, Nakhon Pathom. In ricordo della visita, presso il seminario è stata eretta una statua di papa Woytila, con iscritte parole in lingua Thai rivolte quel giorno dal Papa ai cattolici thailandesi: “Sawaddee, sawaddee, poh rak muang thai” (Sawaddee è un saluto, poh significa padre ma è anche usato per indicare i sacerdoti, rak vuol dire amore, per cui possiamo tradurre: Sawaddee, io amo la Thailandia”). Mons. Sirisut spiega ad AsiaNews che “con la più profonda gratitudine per quello che Sua Santità ha trasmesso alla Chiesa thailandese, noi sentiamo di dover partecipare a questa importante cerimonia e siamo certi che Egli sarà proclamato santo davvero presto”.

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“IL VANGELO VINCE LA FATICA E IL TIMORE DEGLI ESTREMISTI ISLAMICI”, LA MISSIONE DI P.DANI A SUMATRA

CHIESA NEL MONDO (INDONESIA)- In occasione della Pasqua e del Natale, i fedeli delle comunità cattoliche, residenti nelle aree remote di West Sumatra, dopo aver camminato per ore ed ore, si riuniscono a Indrapura presso la diocesi di Padang per seguire le celebrazioni liturgiche. I fedeli, però, sono preda di violenti e continui attacchi da parte delle comunità musulmane come, ad esempio, quello di aver dato fuoco ad una casa di preghiera. “Annunciare il Vangelo e celebrare i sacramenti nelle aree più remote dell’Indonesia, vincendo la fatica causata da lunghe ore di marcia e il timore di attacchi degli estremisti islamici”: questa è la missione di Padre Dani (identificato con uno pseudonimo) che segue le comunità più sperdute nella costa meridionale della provincia di West Sumatra.

Sottolinea il sacerdote che, nonostante le difficoltà che deve affrontare, la popolazione non ha perduto la pazienza e il desiderio di pregare il Signore”. I musulmani e le autorità locali, da tempo, si oppongono alle celebrazioni cristiane, particolarmente all’Eucarestia poiché causa di dissapori e malumori nella comunità islamica, sfociati poi in attacchi veri e propri contro i cristiani. A riprova di questo, Padre Dani ha raccontato, nei minimi dettagli, l’episodio del rogo della cappella, usata dai cattolici come chiesa non permanente. Centinaia di musulmani inferociti, al grido di ‘Allah Akbar’, hanno cosparso la cappella di kerosene che è crollata in un istante. Le comunità cristiane sono rimaste così sprovviste del loro luogo di culto e, per questo motivo, numerose famiglie percorrono ore ed ore di cammino nella foresta pur di trovare un luogo per poter partecipare alle celebrazioni liturgiche.

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GIOVANNI PAOLO II, LA SALA STAMPA VATICANA: “TUTTO PRONTO PER LA BEATIFICAZIONE, E C’È ANCORA POSTO”

SPECIALE BEATIFICAZIONE (Città del Vaticano) – “A Roma è tutto pronto e c’è ancora posto per i pellegrini che vorranno assistere alla cerimonia di Beatificazione di Giovanni Paolo II. C’è disponibilità non solo negli hotel, ma anche negli istituti religiosi. Per i giovani ci saranno poi un campo con tende installato nelle vicinanze dell’aeroporto di Fiumicino ed una serie di servizi che aiuteranno i pellegrini”.

Le informazioni sono state fornite ieri nella Sala Stampa del Vaticano durante un incontro al quale sono intervenuti il Cardinale Agostino Vallini, vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma; padre Federico Lombardi, direttore di Radio Vaticana e della Sala Stampa della Santa Sede; padre Caesar Atuire, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi; monsignor Marco Frisina, direttore dell’Ufficio Liturgia del Vicariato di Roma e padre Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazione del Vicariato di Roma. Anche se la conferenza ha affrontato soprattutto aspetti pratici, il Cardinal Vallini ha voluto ricordare la dimensione spirituale dell’evento. “I santi sono il Vangelo incarnato”, ha affermato. Giovanni Paolo II, ha aggiunto, “ha dimostrato di aver centrato la sua fede in Dio”. “Ha parlato molto con il suo silenzio e ci ha insegnato a morire e quindi a vivere in un momento nel quale si è acceso un dibattito in Italia sul fine vita”.

Sabato 30 aprile ci sarà la veglia di preghiera al Circo Massimo, “con un tono molto universale ma molto romano” e alla quale “tutti possono intervenire”, ha spiegato il Cardinale. “All’inizio dell’evento sarà intronizzata l’immagine di Maria Salus Populi Romani, accompagnata dai rappresentanti di tutte le parrocchie e cappellanie diocesane”. Alla veglia, ha sottolineato, parteciperanno testimoni come il Cardinale Stanislaw Dziwisz, segretario privato del Pontefice per 27 anni, l’ex portavoce vaticano, Joaquín Navarro Valls, e suor Marie Simon Pierre, che ha ottenuto la guarigione miracolosa dal morbo di Parkinson utilizzata nella causa di beatificazione di Giovanni Paolo II. Seguiranno alcuni brevi filmati sul Papa in diversi momenti significativi del suo pontificato. Al termine sarà cantato il “Totus tuus” composto per il 50° dell’ordinazione sacerdotale di Giovanni Paolo II.

Nella seconda parte, il Cardinal Vallini presenterà in sintesi la personalità spirituale e pastorale del Beato e si reciteranno i misteri luminosi del S. Rosario, introdotti proprio da Giovanni Paolo II. Il tutto avverrà in collegamento video in simultanea con 5 santuari mariani in tutto il mondo. Saranno il santuario di Łagniewniki (Cracovia, Polonia), che presenterà come intenzione della preghiera i giovani; il santuario de Kawekamo – Bugando (Tanzania), che presenterà come intenzione la famiglia; il santuario di Notre Dame du Lebanon – Harissa (Libano), che presenterà come intenzione l’evangelizzazione; la basilica di Nostra Signora di Guadalupe (Città del Messico), che pregherà per la speranza e la pace dei popoli; il santuario di Fatima (Portogallo), che proporrà come intenzione la Chiesa. “Nella parte finale – ha indicato il Cardinal Vallini – avremo la gioia di avere la presenza del S. Padre, che in collegamento dal Palazzo Apostolico reciterà l’orazione finale e impartirà la Benedizione Apostolica a tutti i partecipanti”. Monsignor Frisina ha aggiunto che “quella notte saranno aperte 8 chiese del centro storico nel tragitto dal Circo Massimo a San Pietro, in una notte bianca delle chiese”.

La domenica dell’Ottava di Pasqua o della Divina Misericordia, alle 10.00 in Piazza San Pietro, si celebrerà la liturgia. Dalle 9.00 si realizzerà un’ora di preghiera con la corona della Divina Misericordia, devozione introdotta da Santa Faustina Kowalska, ha indicato il Cardinal Vallini. Nella Messa “il Papa pronuncerà la formula di beatificazione e si scoprirà l’arazzo che raffigura il nuovo beato”. La Comunione sarà distribuita in Piazza San Pietro da 500 sacerdoti, e altri 300 la distribuiranno in Via della Conciliazione. Anche nelle chiese collegate con maxischermi sarà possibile fare la Comunione in questo momento. In Via della Conciliazione e nelle zone adiacenti ci saranno 14 maxischermi. L’inno che verrà intonato inizia con le parole “Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura”, ed è disponibile sul sito http://www.corodiroma.com. Dopo la Messa si aprirà la Basilica di San Pietro, e sull’Altare della Confessione ci sarà la bara chiusa contenente il corpo di Giovanni Paolo II, che sarà venerata prima dal Papa e dai Cardinali. Ci sarà poi il flusso dei fedeli e dei pellegrini, fino a che la fila non sarà terminata.

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IL PAPA ALL’UDIENZA GENERALE: MISERICORDIA E BONTÀ VINCONO LO SMARRIMENTO DELLE COSCIENZE

BENEDETTO XVI (Città del Vaticano) – All’udienza generale, in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha dedicato la sua catechesi alla popolare figura di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, luminoso testimone della carità, vissuto a Napoli nel XVIII secolo. Il fondatore dei Redentoristi, ha detto il Papa, ci ricorda che bisogna avere una visione ottimista della vita, confidando nelle risorse di bene che il Signore dona ad ogni uomo. Quindi, ha messo l’accento sull’importanza dell’insegnamento della dottrina morale, che per Sant’Alfonso va sempre accompagnato da un atteggiamento caritatevole e comprensivo. “Chi prega si salva”: Benedetto XVI ha richiamato il motto di Alfonso Maria de’ Liguori, Santo della carità e dottore della Chiesa. Ed ha innanzitutto ricordato come, nonostante fosse l’avvocato più brillante della Napoli del suo tempo e di ricca famiglia, comprese che Dio lo chiamava ad un’altra vocazione: essere sacerdote in mezzo ai poveri. Nella società napoletana del primo ‘700, dunque, il Santo fondatore dei Redentoristi iniziò un’azione di evangelizzazione tra i più umili: “Alfonso ottenne ottimi risultati: nei quartieri più miseri della città si moltiplicavano gruppi di persone che, alla sera, si riunivano nelle case private e nelle botteghe, per pregare e per meditare la Parola di Dio, sotto la guida di alcuni catechisti formati da Alfonso e da altri sacerdoti, che visitavano regolarmente questi gruppi di fedeli”.

Queste riunioni, ha proseguito, presero il nome di “cappelle serotine”, una vera e propria “fonte di educazione morale e di risanamento sociale”, tanto che, grazie al suo impegno, quasi scomparirono i crimini nella città di Napoli: “Le ‘cappelle serotine’ appaiono un modello di azione missionaria a cui possiamo ispirarci anche oggi per una ‘nuova evangelizzazione’, particolarmente dei più poveri, e per costruire una convivenza umana più giusta, fraterna e solidale”. Sant’Alfonso non si fermò tuttavia ad agire nella città, ma entrò in contatto con i contadini e i pastori delle regioni interne del Regno di Napoli e decise di dedicarsi a queste persone “povere spiritualmente e materialmente”. Un’azione pastorale che fu poi portata avanti dai religiosi delle Congregazione da lui fondata. Sacerdoti, ha osservato il Pontefice, che divennero degli “autentici missionari itineranti”, esortando “alla conversione e alla perseveranza nella vita cristiana soprattutto per mezzo della preghiera”. Inoltre, il Santo si oppose ad una visione arcigna e severa di Dio, che sia andava affermando in quel periodo a motivo della mentalità giansenista. Il Papa ha così messo l’accento sul ricco insegnamento di teologia morale di Sant’Alfonso: “Ai pastori d’anime e ai confessori, Alfonso raccomandava di essere fedeli alla dottrina morale cattolica, assumendo, nel contempo, un atteggiamento caritatevole, comprensivo, dolce perché i penitenti potessero sentirsi accompagnati, sostenuti, incoraggiati nel loro cammino di fede e di vita cristiana”.

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