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CRONACA DI UN PELLEGRINAGGIO IN TERRASANTA: ‘DARE SPIEGAZIONI SULLA SPERANZA CHE E’ IN NOI’

TERRASANTA – “Siamo pronti a dare spiegazioni sulla speranza che che abbiamo in Cristo”. Così posso riassumere il pellegrinaggio in terra santa. Un gruppo fantastico: Italiani, cileni, messicani… tutti uniti sotto lo stesso linguaggio: alla ricerca del volto di Gesù. Abbiamo visitato dal 3 al 9 dicembre i principali luoghi dove il Signore Gesù ha trascorso la sua vita 2000 anni fa. In questi luoghi si ha realizzato l’evento piu importante e trascendente per la vita dell’uomo e colpisce però la semplicità con cui è stato fatto e portato avanti questo proggetto di Dio. Siamo stati accompagnati da Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, ci abbiamo incontrato con Gesù a Nazareth, a Betlemme, nel lago di Galilea, nel monte delle beatitudini e particolarmente a Gerusalemme. In ogni posto abbiamo conosciuto al Cristo Risorto attraverso la celebrazione della Eucarestia e della lettura del Vangelo. Quante cose ci ha Lui spiegato e insegnato durante questi santi giorni! Ha aperto la nostra mente per capire meglio il suo insegnamento come fecce con i suoi discepoli. Ci ha colpito nei nostri cuori mostrandoci l’amore agli uomini fino al estremo; Ci ha rafforzato le nostre volontà per prendere decisioni piu coerenti della nostra vita cristiana. Dopo questi giorni, tornando alle nostre case e attività ordinarie, ci rendiamo conto che la nostra vita non può continuare come prima. Siamo stati toccati dalla Grazia. Torniamo con una ferita che non ci produce dolore, ma pace, gioia e tanta speranza, perchè Cristo è vivo! E vive in mezzo a noi! La morte non ha potere su di Lui. Ci ha redento e ci aspetta con le braccia aperte alla fine del nostro pellegrinaggio su questa terra. Lui è l’unico amico sincero, fedele; l’unico che ci offre una mano nella giovinezza, nella maturità, nella vecchiaia, nella tomba e nell’eternità. Chiediamo alla Santissima Vergine Maria che ci conceda luce e tanta forza per mettere in prattica queste lezioni di amore che abbiamo vissuto nella Terra Santa. Che ci faccia testimoni autentici, allegri e coraggiosi della risurrezione di Nostro Signore. Ricordare questi giorni sarà per sempre di grande incoraggiamento. Per questo motivo vi faccio un breve racconto con delle fotografie.

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IL PAPA ALL’ANGELUS: LA VERGINE MARIA È LA STELLA CHE ORIENTA OGNI ITINERARIO DI SANTITÀ.

CITTA’ DEL VATICANO – Angelus sul sagrato della Basilica di San Pietro anzichè dalla finestra del suo studio privato per Papa Benedetto XVI, dopo aver celebrato la Messa solenne per la proclamazione di cinque nuovi santi. Nella riflessione prima della preghiera mariana, egli è ritornato sul valore della testimonianza dei santi canonizzati questa mattina. Ai pellegrini di lingua francese ha chiesto di seguire l’esempio di Santa Jeanne Jugan, “ad avere cura dei più poveri e dei più piccoli”; a sostenere con la preghiera e le opere “le persone impegnate con generosità nella lotta contro la lebbra e tutte le altre forme di lebbra dovute alla mancanza d’amore per ignoranza o meschinità”.

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BENEDETTO XVI: ROMA MANTENGA VIVA LA SUA VOCAZIONE CRISTIANA. E PRESENTA L’ENCICLICA SOCIALE

luCITTA’ DEL VATICANO – I cristiani restino sempre ”fedeli alla vocazione cristiana e non si conformino alla mentalità di questo mondo”. L”’esortazione” è venuta questa mattina da Papa Benedetto XVI. Al termine della Messa celebrata nella Basilica Vaticana nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, con la partecipazione di una delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e con l’imposizione dei Palli agli Arcivescovi Metropoliti, il Papa ha guidato la recita dell’Angelus con i fedeli presenti in San Pietro e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. ”Prego costantemente affinchè Roma mantenga viva la sua vocazione cristiana non solo conservando inalterato il suo immenso patrimonio spirituale e culturale, – ha detto il Pontefice – ma anche perchè i suoi abitanti possano tradurre la bellezza della fede ricevuta in modi concreti di pensare e di agire, ed offrano così a quanti, per varie ragioni vengono in questa città, un’atmosfera carica di umanità e di valori evangelici”.

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SANTI PIETRO E PAOLO. PAPA IMPONE IL SACRO PALLIO: IL RETTO PASTORE DEVE SAPER RESISTERE AI LUPI

luIl Papa ha presiedito nella Basilica di San Pietro la Santa Messa nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni di Roma. Hanno concelebrato i 34 nuovi arcivescovi metropoliti, ai quali Benedetto XVI ha imposto il sacro Pallio, la stola di lana bianca, simbolo della potestà vescovile. “Essere vescovo, essere sacerdote”, significa “assumere la posizione di Cristo”, cioè “pensare, vedere ed agire a partire dalla sua posizione elevata” e così “a partire da lui essere a disposizione degli uomini, affinché trovino la vita”. Con queste parole il Papa ha riassunto il senso del ministero sacerdotale nell’omelia. Partendo dalla prima lettera di Pietro, Benedetto XVI ha ricordato che l’apostolo chiama Cristo “vescovo delle anime”, termine che indica “un vedere nella prospettiva di Dio”, che “è un vedere dell’amore che vuole servire l’altro, vuole aiutarlo a diventare veramente se stesso”. L’espressione “vescovo delle anime” significa dunque che Cristo “ci vede nella prospettiva di Dio”.

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OGNI POPOLO DEVE POTER ESPRIMERE LA VERITÀ SALVIFICA CON IL LINGUAGGIO CHE GLI È PROPRIO. UDIENZA.

luCITTA’ DEL VATICANO – “Ogni popolo deve calare nella propria cultura il messaggio rivelato ed esprimerne la verita’ salvifica con il linguaggio che gli e’ proprio”: questo si intende con il termine inculturazione, di cui i Santi Cirillo e Metodio rappresentano un “esempio classico”. Lo ha detto il Papa, che nel corso dell’Udienza Generale del Mercoledi’, ha parlato dei due Santi, noti come “apostoli degli salvi”, vissuti nel nono secolo. Essi hanno evangelizzato quelle terre e hanno tradotto i testi sacri nella lingua slava, fino a inventare un nuovo alfabeto, “aderente alla lingua parlata”, poi chiamato cirillico, dal nome del suo inventore, San Cirillo. Tale inculturazione – ha continuato Benedetto XVI – “suppone un lavoro traduzione molto impegnativo, perche’ richiede l’individuazione di termini adeguati a riproporre senza tradirla la ricchezza della parola rivelata. Di cio’ – ha sottolineato – i due Santi fratelli hanno lasciato una testimonianza quanto mai significativa alla quale la Chiesa guarda anche oggi per trarne ispirazione e orientamento”.

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ANGELUS – SOLIDARIETÀ DI BENEDETTO XVI CON GLI OPERAI : I LAVORATORI E LE LORO FAMIGLIE, INNANZITUTTO

CITTA’ DEL VATICANO – Di fronte alla crisi economica che rischia di travolgere l’Italia con disoccupazione e chiusure di aziende, Benedetto XVI ha lanciato questa domenica un appello a tutelare come priorità i lavoratori e le loro famiglie. Al termine dell’Angelus in piazza San Pietro, il Papa ha rivolto un saluto particolare a un gruppo di operai e impiegati dello stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco, la cittadina industriale alle porte di Napoli, venuti a manifestare la loro preoccupazione per il futuro della fabbrica e delle migliaia di persone che da essa dipendono. Accennando poi a situazioni simili che interessanto anche i territori del Sulcis-Iglesiente, in Sardegna, di Prato in Toscana e di altri centri in Italia, il Papa ha detto di unirsi ai Vescovi e alle rispettive Chiese locali nell’esprimere “vicinanza alle famiglie interessate dal problema. Desidero esprimere il mio incoraggiamento alle autorità sia politiche che civili, come anche agli imprenditori, affinché con il concorso di tutti si possa far fronte a questo delicato momento – ha poi aggiunto –. C’è bisogno, infatti, di comune e forte impegno, ricordando che la priorità va data ai lavoratori e alle loro famiglie. In una intervista al quotidiano “Il Mattino”, mons. Beniamino Depalma, Vescovo di Nola e Pomigliano d’Arco (Na), che il 27 febbraio ha partecipato alla manifestazione degli operai di Pomigliano preoccupati per il rinnovo della cassa integrazione ha detto: “Non facciano pagare agli operai i costi della crisi. Il lavoro, ha spiegato il Vescovo, “vuol dire dignità. Senza lavoro, per le famiglie non c’è ombra di futuro”. E se lo stabilimento “Gian Battista Vico” dovesse chiudere, “si aprirebbe un capitolo terribile. Nell’area campana. Anzi, in tutto il Sud.

Per leggere tutto il testo visita:  http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2318

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LA CHIESA SI PREPARA A CELEBRARE IL NATALE: IL PAPA PRESIEDERÀ DOMANI LA MESSA DI MEZZANOTTE


CITTA’ DEL VATICANO – La Chiesa si prepara a festeggiare il Natale. Domani Benedetto XVI celebrerà, alle ore 24 nella Basilica Vaticana, la Messa di Mezzanotte e come di consueto il 25 dicembre pronuncerà il suo Messaggio natalizio e impartirà la Benedizione “Urbi et Orbi” dalla Loggia centrale di San Pietro. In questa antivigilia di Natale, un invito a riflettere sui nostri stili di vita in tempi di crisi economica, è giunto ieri da mons. Giuseppe Betori, neoarcivescovo di Firenze. “Se prendessimo sul serio la crisi che è nata da un’idolatria del denaro – ha osservato il presule – credo che torneremo tutti ad una maggiore essenzialità”, senza demonizzare il consumo che fa girare l’economia – ha aggiunto – perché “c’è consumo voluttuario e consumo di condivisione”. Una sfida da raccogliere. Natale di crisi economica nei Paesi occidentali, sebbene il mercato del lusso, dei beni voluttuari e dei viaggi, specie esotici, continui a crescere, mentre si allarga la forbice tra ricchi e poveri e cresce il numero degli emarginati, anche nel Nord più opulento. In mezzo è la classe media, per lo più disorientata e spaventata all’idea di dover contrarre i propri consumi, mentre i governi e i media lanciano messaggi contraddittori su cure e rimedi. Al microfono della Radio Vaticana Roberta Gisotti ha intervistato don Albino Bizzotto, fondatore e presidente dell’Associazione “Beati i costruttori di pace”. Allora, don Albino: dalla sofferenza economica possiamo in questo nostro mondo così sovente dimentico di valori, trarre qualche beneficio?

R. – Penso che, come tutte le crisi, c’è un aspetto che è negativo e che fa paura: molte persone hanno paura anche di questi messaggi sempre sulla crisi. Ma penso anche che la crisi darà la possibilità di attingere ancora più in profondità alla nostra umanità. Io credo che, per la prima volta, ci sentiamo molto più vicini al resto del mondo e per la prima volta stiamo comprendendo che sta affondando il sistema del benessere dei consumi. Però, questo significa anche fare i conti con la realtà di tutti quelli che abbiamo intorno e anche metterci davanti agli altri in modo diverso. Credo che tutto quello che sta avvenendo, avvenga per la necessità di ricomprendere la nostra umanità insieme a tutti gli altri e metterci affianco di tutti gli altri, così come siamo. E allora, probabilmente, più che i valori, saranno le nostre persone, sarà proprio la nostra umanità a fare i conti con quello che sta avvenendo.

D. – Don Albino, in questo Natale, che cosa dire ai fedeli?

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2059

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La storia del Capitolo di San Pietro, protagonista millenario delle vicende della Città eterna

Città del Vaticano –  Il Capitolo di San Pietro è un collegio di sacerdoti, istituito nell’XI secolo per il Governo della Basilica Vaticana. La storia del Capitolo è quella di una comunità, dapprima monastica poi divenuta struttura canonicale, come appare attualmente; una congregazione da sempre impegnata nel culto e nelle celebrazioni quotidiane, nella carità, nella gestione del patrimonio della Basilica. Ben presto il Capitolo divenne, per i vari Papi che si succedettero – dopo Paolo IX, sotto il quale il Capitolo ebbe inizio nel 1053, e dopo Eugenio III, col quale il Capitolo acquisì una struttura più autonoma – il luogo dal quale i Pontefici sceglievano i collaboratori più fidati per il Governo della Chiesa. La storia della continuità e dello strettissimo rapporto tra il Capitolo e il Vaticano, è stata ora raccolta in un’opera in tre volumi: “Il Capitolo di San Pietro in Vaticano dalle origini al XX secolo”, di mons. Dario Rezza, canonico vaticano, e Mirko Stocchi, archivista (Edizioni Capitolo Vaticano). Un libro, frutto di un lavoro di circa sei anni che vuole essere un’opera di divulgazione culturale, caratteristica evidente fin dalla sua forma esteriore: il volume, infatti, è arricchito da illustrazioni e persino dalle ‘caricature’ del Ghezzi.  “Una presenza continua, volutamente non appariscente, ma fedele e perseverante”, quella del clero nella Basilica Vaticana, come l’ha definita Papa Benedetto XVI. Un’opera, come ha detto mons. Rezza all’Agenzia Fides, che nasce da una passione archivistica e da una giustificazione storica, e che prende l’avvio dal 1400, poiché il periodo precedente è stato recentemente studiato da francesi e tedeschi. Un archivio inedito che vale la pena portare alla luce per fornire una visione generale della storia del Capitolo, e un quadro complessivo delle attività del Capitolo nel tessuto urbano. Mons. Rezza rivela che “si prova una certa emozione a veder resuscitare certe pergamene”, come a scoprire tante curiosità: nell’Archivio sono state ritrovate, per esempio, le Mappe di Borgo, uno spaccato di vita romana, prima ancora che fosse costruita Via della Conciliazione, che evidenziano l’impatto del Capitolo con la città; oppure il fatto che proprio al Capitolo si deve il primo Giubileo della storia, indetto da Papa Bonifacio VIII nel 1300. La parte principale del primo volume, presentato presso l’Oratorio del Gonfalone, è interamente dedicata al clero capitolare; questa trattazione viene preceduta dalla narrazione delle vicende che hanno visto protagonista l’Archivio del Capitolo, dalla fondazione nel XII-XIII secolo, fino al suo trasferimento, nel 1940, nella Biblioteca Apostolica Vaticana. La storia del Capitolo, protagonista millenario delle vicende della città eterna, è una novità nella storiografia – fatta eccezione per un volume della fine del XVIII secolo – che fino a questo momento non ha dedicato particolare attenzione alla totalità e continuità della storia del Capitolo, ma piuttosto ad aspetti più o meno circoscritti nel tempo e nello spazio.
Il primo volume è arricchito dall’Elenco storico-cronologico dei Cardinali Arcipreti di San Pietro e dei loro Vicari: un breve accenno biografico di tutti coloro che hanno ricoperto questo ruolo, nel Capitolo, dall’XI secolo, data della prima testimonianza dell’esistenza di questa funzione, fino ad oggi. L’ultima sezione del primo volume racchiude il Catalogo alfabetico dei Capitolari di San Pietro, cioè quanti hanno prestato servizio nel Coro della Basilica Vaticana: si tratta di circa tremila persone, succedutesi nel corso dagli anni dal Pontificato di Sisto IV (1471-1484) fino ai giorni nostri. Il secondo e il terzo volume, che saranno pubblicati prossimamente, affrontano, rispettivamente, la situazione patrimoniale del Capitolo e le relazioni con altre realtà istituzionali, soprattutto romane, e la storia del Capitolo e del suo clero dal punto di vista culturale, liturgico, assistenziale (particolare attenzione sarà dedicata al rapporto con realtà ospedaliere, come l’Ospedale di Santo Spirito in Sassia).

Fonte Agenzia Fides.

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SI CHIUDE IN SAN PIETRO IL MESE DI MAGGIO DEDICATO A MARIA. ROSARIO CON IL CARDINALE COMASTRI.

CITTA’ DEL VATICANO – «La Madonna» ci invita a «riscoprire la bellezza di questa preghiera così semplice e tanto profonda». Il Rosario. «Preghiera contemplativa e cristocentrica, inseparabile dalla meditazione della Sacra Scrittura. È la preghiera del cristiano che avanza nel pellegrinaggio della fede, alla sequela di Gesù, preceduto da Maria». Così si rivolgeva Benedetto XVI, all’Angelus del 1° ottobre 2006, ai fedeli giunti in piazza San Pietro. In questa stessa cornice, e non come solitamente avvenuto negli anni precedenti nei Giardini Vaticani, si concluderà sabato 31 il mese di maggio con la consueta recita comunitaria della preghiera di cui anche Papa Giovanni Paolo II è stato «grande apostolo». L’inizio della celebrazione, che prevede una liturgia della parola con la recita dei Misteri della gioia, è previsto alle ore 20 (per accedere nella piazza non saranno necessari biglietti). Ad aprirla, nel piazzale interno al Vaticano accanto all’Arco delle Campane, sarà una processione con i sacerdoti, guidata dal cardinale Angelo Comastri, vicario di Sua Santità per lo Stato di Città del Vaticano, presidente della Fabbrica di San Pietro, che proprio ieri ha preso possesso della diaconia di San Salvatore in Lauro. I fedeli attendere in piazza con i flambeaux tra le mani. Un appuntamento dedicato alla meditazione dei misteri della vita di Gesù, capace di trasfondere con convinzione la partecipazione ai momenti dell’infanzia e della vita pubblica culminanti nella passione, morte e risurrezione di Cristo, aiutandoci così a scoprire di riflesso il valore nella nostra vita di cristiani.

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140 ANNI AZIONE CATTOLICA: IN 100.000 A S. PIETRO PER PAPA: ‘AVETE TRASFORMATO PIAZZA IN CENACOLO’

CITTA’ DEL VATICANO – ”Piazza San Pietro si presenta oggi quasi come un cenacolo a cielo aperto, gremito di fedeli, in gran parte soci dell’Azione Cattolica Italiana”. Benedetto XVI ha esternato con queste parole la sua soddisfazione per la massiccia presenza dei militanti di Ac all’incontro avvenuto in Vaticano per i 140 anni dalla fondazione della più importante Associazione ecclesiale del nostro Paese. Giunto a piedi sul sagrato della Basilica, dopo ripetuti applausi e acclamazioni, il Papa, prima della preghiera del ‘Regina Caeli’, ha ricordato il significato della festa liturgica dell’Ascensione. ”Nei suoi discorsi di addio ai discepoli – ha detto -, Gesu’ ha molto insistito sull’importanza del suo ritorno al Padre, coronamento di tutta la sua missione: Egli infatti e’ venuto nel mondo per riportare l’uomo a Dio, non sul piano ideale, come un filosofo o un maestro di saggezza, ma realmente, quale pastore che vuole ricondurre le pecore all’ovile”. Secondo il Pontefice, ”questo esodo verso la patria celeste, che Gesu’ ha vissuto in prima persona, l’ha affrontato totalmente per noi: e’ per noi che e’ disceso dal Cielo ed e’ per noi che vi e’ asceso, dopo essersi fatto in tutto simile agli uomini, umiliato fino alla morte di croce, e dopo avere toccato l’abisso della massima lontananza da Dio”. Tutto questo, ha fatto notare, rappresenta ”una verita’ non teorica ma reale. Percio’ la speranza cristiana, fondata in Cristo, non e’ un’illusione”. Recitato il ‘Regina Caeli’, il Papa si è quindi concentrato essenzialmente sulla vita e la missione dell’Ac. L’Azione Cattolica, infatti, ha chiesto Benedetto XVI, deve continuare ”a mantenersi fedele alle proprie profonde radici di fede, nutrite da un amore incondizionato alla Chiesa, da una partecipazione vigile alla vita civile e da un costante impegno formativo”. ”In una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalita’ relativistica, edonistica e consumistica, sappiate – ha continuato il Pontefice rivolto agli iscritti dell’Ac – allargare gli spazi della razionalita’ nel segno di una fede amica dell’intelligenza, sia nell’ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca piu’ elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all’eroismo della santita’, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio”. ”L’amata Nazione italiana – ha ricordato Benedetto XVI – ha sempre potuto contare su uomini e donne formati nella vostra Associazione, disposti a servire disinteressatamente la causa del bene comune, per l’edificazione di un giusto ordine della societa’ e dello Stato”. Ai membri dell’Azione Cattolica, il Papa ha chiesto nel suo discorso di ”vivere sempre all’altezza del Battesimo” essendo ”cittadini degni del Vangelo” e ”ministri della sapienza cristiana per un mondo piu’ umano”. ”Questo – ha scandito – e’ l’impegno che oggi assumete davanti alla Chiesa italiana, qui rappresentata da voi, dai vostri presbiteri assistenti, dai vescovi e dal loro presidente”. ”In una Chiesa missionaria, posta dinanzi ad una emergenza educativa come quella che si riscontra oggi in Italia, voi che la amate e la servite sappiate essere – sono state ancora le parole del Papa – annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedelta’ e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalita’ evangelica”. Alludendo ai drappi che sul colonnato del Bernini ricordavano le numerose beatificazioni e canonizzazioni di membri dell’Ac, da Piergiorgio Frassati ad Alberto Marvelli, Benedetto XVI ha poi concluso: ”Nel cammino che avete davanti non siete soli, vi accompagnano i vostri Santi, esempi di cristianesimo vissuto. Voi avete intrapreso un anno straordinario, un anno che potremmo qualificare della santita’, nel quale vi impegnate a tradurre nella vita concreta gli insegnamenti del Vangelo. Intensificate la preghiera, rimodulate la vostra condotta sugli eterni valori del Vangelo, lasciandovi guidare dalla Vergine Maria, Madre della Chiesa. Il Papa vi accompagna con un costante ricordo al Signore”. A portare il saluto dei presenti al Santo Padre è stato il Presidente dell’Azione Cattolica Italiana, Luigi Alici. Che ha sottolineato: ”Nella XIII Assemblea, appena conclusa, abbiamo confermato la volonta’ di essere cittadini degni del Vangelo e ministri della sapienza cristiana per un mondo piu’ umano”. ”Siamo qui, Padre Santo – ha spiegato Alici -, per rinnovare la nostra dedizione totale e appassionata al Vangelo; per riaffermare davanti a Voi, con affetto, gioia e gratitudine, una fedelta’ che viene da lontano; per essere confermati nella fede e nel servizio”. ”Consapevoli, come abbiamo scritto nel Manifesto al Paese, della possibilita’ e della bellezza di una vita pienamente umana e cristiana, vogliamo porci – ha concluso Alici nel suo ultimo discorso da presidente di Ac – al servizio di un incontro sempre possibile tra fede e intelligenza, tra l’altezza dell’infinito e l’ordinarieta’ del quotidiano”. Al termine dei discorsi ufficiali e dei baciamano con gli ospiti presenti sul sagrato della Basilica, Benedetto XVI ha attraversato Piazza San Pietro sulla jeep bianca scoperta, girando tra tutti i settori gremiti dagli oltre 100.000 militanti dell’Associazione ecclesiale. Prima di rientrare dall’Arco delle Campane all’interno della Citta’ del Vaticano, il Papa ha anche fatto fermare la vettura per salutare un folto gruppo di portatori di handicap che attendeva il suo passaggio.

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VATICANO – Mercoledì prossimo in San Pietro le esequie del Card. Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia

Città del Vaticano – Saranno celebrate mercoledì prossimo, 23 aprile, alle ore 11, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, le esequie del Card. Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Come informa la Sala Stampa della Santa Sede, la Santa Messa sarà celebrata dal Card. Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme ai Cardinali. Al termine, la Liturgia Esequiale sarà presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI, il Quale terrà l’omelia e il rito dell’Ultima Commendatio e della Valedictio. Il Card. Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Arcivescovo emerito di Medellín (Colombia), era nato a Villahermosa, diocesi di Ibagué (ora Diocesi di Líbano-Honda), in Colombia, l’8 novembre 1935. Trasferitosi fin dalla fanciullezza con la famiglia a Bogotá, era già studente universitario quando chiese di entrare nel Seminario maggiore arcidiocesano. Inviato a perfezionare i suoi studi a Roma, si è laureato in filosofia all’Angelicum, seguendo anche corsi di teologia e di sociologia ed effettuando studi sul marxismo. Dopo l’ordinazione sacerdotale, il 13 novembre 1960, proseguì gli studi a Roma per altri due anni, quindi – rientrato a Bogotá – insegnò per 4 anni filosofia nel locale Seminario maggiore. Per il Congresso Eucaristico Internazionale, svoltosi a Bogotá nel 1968, fu incaricato di coordinare la formazione pastorale e di dirigere in tutti i centri principali della Colombia uno speciale corso sull’enciclica “Populorum Progressio” di Paolo VI. Lo stesso anno fu perito della II Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano (CELAM), svoltasi a Medellín. Dopo il Congresso Eucaristico passò all’organizzazione del nuovo Dipartimento di Pastorale dell’arcidiocesi di Bogotá e dal 1970 al 1972 fu Vicario generale dell’arcidiocesi. Il 25 febbraio 1971 fu eletto da Paolo VI arcivescovo titolare di Boseta ed Ausiliare di Bogotá. Ricevette l’ordinazione episcopale il 25 marzo successivo. Lasciò poi l’ufficio di Ausiliare per dedicarsi al Segretariato generale del CELAM (Consiglio Episcopale Latinoamericano), del quale fu eletto Segretario generale il 22 novembre 1972 e poi riconfermato nel novembre 1974, rimanendo in carica fino al 1979. Sempre Paolo VI, il 22 maggio 1978, lo nominò Coadiutore con diritto di successione dell’arcidiocesi di Medellín, di cui divenne Arcivescovo residenziale il 2 giugno 1979. In qualità di Segretario generale del CELAM lavorò intensamente alla preparazione e allo svolgimento della III Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano (CELAM), svoltasi a Puebla nel 1979. Successivamente, dal 1979 al 1983, fu Presidente del CELAM. Presidente della Conferenza Episcopale di Colombia dal 1987 al 1990, ha partecipato a numerose assemblee del Sinodo dei Vescovi. L’8 novembre 1990 Papa Giovanni Paolo II lo nominò Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia e lo creò Cardinale nel Concistoro del 2 febbraio 1983, del Titolo della Chiesa Suburbicaria di Frascati (17 novembre 2001). Era membro delle Congregazioni: per la Dottrina della Fede; per i Vescovi; per l’Evangelizzazione dei Popoli; delle Cause dei Santi; della Pontificia Commissione per l’America Latina. E’ spirato la sera del 19 aprile, in una clinica romana, dove era ricoverato da qualche tempo.

Fonte: Agenzia Fides

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