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DA ROMA 1985 A MADRID 2011, ALL’UNIVERSITÀ DI ROMA TRE RIVISSUTI 26 ANNI DI GMG

GMG (Roma) – “Gmg, che cos’è? Omaggio a Giovanni Paolo II”. È questo il titolo dell’incontro svoltosi ieri nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e filosofia dell’università Roma Tre, che ha ripercorso, insieme agli studenti, i meravigliosi eventi promossi dal Santo Padre nel corso dei 26 anni dalla nascita della Giornata Mondiale della Gioventù, momenti unici d’incontro tra il Papa e giovani provenienti da tutto il mondo.
Animato da canti e testimonianze dei ragazzi del “Laboratorio della fede”, l’incontro è stato moderato da don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, Gianpiero Gamaleri, professore di comunicazione pubblicitaria e Giacomo Marramao, docente di filosofia politica.

Don Marco Ceccarelli, cappellano dell’ateneo, ha inoltre proiettato un video di tutte le Gmg dal 1985 ad oggi, dalla prima storica Giornata di Roma a Sydney (2008), fino ad arrivare a Madrid 2011, in programma dal 16 al 21 agosto. Don Anselmi ha illustrato i dettagli della partenza verso la capitale spagnola: a Madrid andranno circa 100mila italiani, di cui 45mila saranno presenti già dalla settimana precedente l’evento. Il responsabile del servizio Cei per la Pastorale giovanile ha dichiarato che l’iniziativa della Gmg è un incontro “per vivere anche momenti di fraternità e amicizia con i ragazzi del luogo e delle diocesi in cui i ragazzi italiani verranno accolti». Il professor Gamaleri, attraverso uno studio dell’istituto Iard su un campione di 1000 ragazzi tra i 18 e i 29 anni, ha evidenziato che solo il 15% dichiara di essere cattolico praticante. Com’è possibile allora che ci sia un così grande afflusso di ragazzi alla prossima Gmg? La risposta, a detta del docente di comunicazione, “intercettano un moto spontaneo dell’animo giovanile che permette un coordinamento dall’alto, ma la cui spinta viene dal basso. Quello che unisce, in questi eventi, è la forte domanda di autenticità e di speranza che viene dai giovani”.

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IL CARDINALE KOCH: PREGARE INSIEME PER I NOSTRI FRATELLI PERSEGUITATI

CITTA’ DEL VATICANO – “La fedeltà all’insegnamento degli apostoli ci unisce”: è il tema odierno della Settimana per l’Unità dei Cristiani, che vivrà momenti di grande significato ecumenico. Lunedì 24, il Papa riceverà in udienza privata una delegazione della Chiesa Unita Evangelica-Luterana della Germania. Il giorno prima, invece, il cardinale presidente del dicastero per l’Unità dei Cristiani, Kurt Koch, presiederà un incontro ecumenico presso la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Come momento centrale dell’avvenimento, verrà piantato e benedetto un albero in gemellaggio con il progetto del “Giardino di Lutero” a Wittenberg in Germania. Infine, martedì 25 gennaio, alle ore 17.30, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, Benedetto XVI presiederà la celebrazione dei Secondi Vespri della solennità della Conversione di San Paolo a conclusione della Settimana di preghiera. Al rito prenderanno parte rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma. Quest’anno la Settimana per l’Unità dei cristiani è dedicata in particolare ai fedeli vittime della persecuzione e delle discriminazioni. E’ quanto sottolinea il cardinale Kurth Koch, al microfono di Mario Galgano:

R. – Ich glaube, es ist gerade im Westen höchste Dringlichkeit, dass wir diese …
Credo che proprio nel mondo occidentale sia della massima urgenza prendere coscienza della moderna persecuzione dei cristiani. Per molti in Europa le persecuzioni dei cristiani sono parte della storia della Chiesa, perché tutti ne hanno sentito parlare. Ma che oggi i cristiani rappresentino il gruppo religioso maggiormente perseguitato, purtroppo non è ancora entrato nella consapevolezza collettiva. In questa Settimana per l’unità questo fatto sarà reso visibile perché noi pregheremo per i cristiani perseguitati, denunceremo apertamente tutti i casi di martirio ed indicheremo come la “cristianofobia” sia in costante aumento nell’Europa occidentale. Abbiamo la coscienza vigile per l’antisemitismo che sta rinascendo e nei riguardi dell’islamofobia che va espandendosi, ma poi siamo ciechi davanti alla cristianofobia che pure è presente tra di noi.

D. – Sulla strada dell’unità dei cristiani, a che punto siamo, oggi?

R. – Auf dem Weg. Weder am Anfang noch am Ziel, …
In cammino. Né all’inizio, né alla meta. Non dobbiamo comportarci come se fossimo appena all’inizio, ma non possiamo nemmeno fare finta di essere già arrivati alla meta. Ci troviamo lungo un percorso che richiede molta pazienza, e la pazienza è la sorella più piccola della speranza. Il fatto che siamo fiduciosi si manifesta nel fatto che conserviamo la nostra pazienza.

D. – Come sono i rapporti oggi con gli ortodossi e i protestanti?

R. – Ich glaube, der Grundunterschied besteht darin, dass wir mit den Orthodoxen …
Credo che la differenza fondamentale consista nel fatto che abbiamo molto in comune con gli ortodossi e con i vetero-orientali. Quando mi trovo ad avere contatti con i membri delle Chiese vetero-orientali, dai quali in realtà siamo separati ormai da oltre 1500 anni, mi sento a casa perché loro hanno la stessa struttura ecclesiale. Quello che ci separa un po’ è la cultura diversa. Mentre con le Chiese nate dalla Riforma non abbiamo in comune una larga base di fede, abbiamo però in comune la stessa cultura, ed io ho l’impressione che per molti cristiani, cattolici come riformati, a volte la comune base culturale sia più importante della comune base di fede.

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IL 29 E 30 GENNAIO 2000 CITTA’ DI TUTTO IL PIANETA IN PREGHIERA PER LA PACE

GERUSALEMME – Il 29 e 30 gennaio 2011, nel mese dedicato dalla Chiesa alla “pace”, è prevista laCelebrazione della Terza Giornata Internazionale di Intercessione per la Pace in Terra Santa, iniziativa di preghiera nata dalla volontà di alcune associazioni cattoliche giovanili che in questa terza edizione prevedono il coinvolgimento di duemila città in tutto il mondo, in contemporanea, per una preghiera che – si augurano gli organizzatori – “possa salire fino al cuore del Signore e riportare la pace nella Sua terra”.

La Terza Giornata Internazionale di Intercessione per la Pace in Terra Santa, patrocinata dalPontificio Consiglio Giustizia e Pace, che si celebrerà il 29-30 gennaio 2011, nasce dalla volontà e dalla riflessione di impegnarsi in modo concreto e forte per vivere una giornata intensa di preghiera. Nella terza edizione della Giornata Internazionale, nel seguito dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi sul tema “Comunione e Testimonianza”, le 24 ore di preghiera ininterrotta inizieranno in modo quanto mai significativo, in concomitanza con la Quinta Preghiera Straordinaria di tutte le Chiese per la Riconciliazione, l’Unità e la Pace, cominciando da Gerusalemme, coincidente a sua volta, a Dio piacendo, con la settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani a Gerusalemme, il sabato 29 gennaio 2011, alle ore 17-18 di Terra Santa. La Preghiera Straordinaria di tutte le Chiese verrà diffusa in mondovisione.

L’anno scorso, la preghiera è stata celebrata in 1103 città del pianeta. In comunione con il Patriarca di Gerusalemme e il Custode di Terra Santa, così Sua Santità Benedetto XVI ha voluto vivere questa Giornata di Preghiera: “Oggi si celebra anche la seconda Giornata di Intercessione per la Pace in Terra Santa. In comunione con il Patriarca Latino di Gerusalemme e il Custode di Terrasanta, mi unisco spiritualmente alla preghiera di tanti cristiani di ogni parte del mondo, mentre saluto di cuore quanti sono qui convenuti per tale circostanza” (Angelus 31 gennaio 2010). Il prossimo 30 gennaio 2011, vogliamo alzare di nuovo dal cuore del mondo una preghiera accompagnata da Celebrazioni Eucaristiche ed Adorazioni.

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NON METTIAMO I RAGAZZI IN CONDIZIONE DI MENTIRE PER “LIBERARSI” DI NOI

SCUOLA – “Io e te”. Si intitola così l’ultimo libro di Niccolò Ammaniti in cui viene narrata la vicenda di Lorenzo, quattordicenne in difficoltà con sé e con gli altri. Dove gli altri, per suo esplicito dire, sono “tutti quelli che non erano mia madre, mio padre e nonna Laura”. Peccato che non ci sia nessun vero tu in questa vicenda, ossia nessun personaggio reale che guardi davvero a Lorenzo per quello che è: un soggetto di desideri, messi in crisi. Il pronome del titolo si riferisce piuttosto a una sorellastra di qualche anno maggiore, tossicodipendente e bugiarda, il cui ingresso in scena dovrebbe concedere una svolta decisiva a una storia di per sé un po’ sconclusionata e poco credibile. Lorenzo ha mentito ai suoi genitori millantando un invito per una settimana bianca da parte di una compagna di classe che probabilmente non sa nemmeno se lui esiste; così, dentro una bugia ormai irrevocabile decide di simulare una partenza e trascorrere l’intera settimana nascosto nella cantina del suo palazzo. Nella vita solitaria, a solo tre piani sotto i suoi che lo credono a Cortina, irrompe dopo pochi giorni la sorellastra Olivia, ventitreenne, preda di una crisi di astinenza. Qualche attimo di tenerezza fra i due, legato a ricordi infantili, emotivamente coinvolgente e anche ben narrato, assume le sembianze nel racconto di un rapporto, di un fatto significativo capace di generare un cambiamento positivo. Eppure ben presto, il lettore accorto, intuisce che non sta accadendo nulla.

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MATURITA’: SCATTA L’ORA DELL’ESAME ORALE. I PAPABOYS AI GIOVANI: NON ABBIATE PAURA!

SQUOLA… – Errori eccessivi?… Impreparati??? Forza ragazzi, non abbiate paura! La Maturità 2010 è in dirittura d’arrivo. Dopo il tour de force di prove scritte che gli studenti hanno dovuto affrontare la scorsa settimana, da oggi cominciano i colloqui, ultimo ostacolo prima dell’ambito diploma. Ai candidati della Capitale il ponte dei santi patroni Pietro e Paolo potrebbe regalare una parentesi più lunga. Il colloquio, che si svolge alla presenza dell’intera commissione e di solito comincia con un argomento a piacere, punta ad accertare le conoscenze acquisite nell’ultimo anno di corso sia in relazione agli obiettivi generali sia a quelli specifici dell’indirizzo di studio scelto. Si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell’ultimo anno di corso.

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