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MONS. BÉCHARA RAÏ SUL SINODO PER IL MEDIO ORIENTE: ORA NON CI SENTIAMO PIÙ MINORANZA

SINODO PER IL MEDIO ORIENTE – Torniamo in Medio Oriente con coraggio e fiducia per testimoniare la fede nelle nostre terre: è quanto afferma mons. Béchara Raï, vescovo di Jbeil dei Maroniti in Libano, che ai nostri microfoni traccia un bilancio del Sinodo appena concluso. Ieri mattina il Papa ha presieduto nella Basilica di San Pietro la solenne celebrazione al termine dell’assemblea speciale per il Medio Oriente, invitando i cristiani di questa regione a farsi portatori della Buona Novella dell’amore di Dio per l’uomo. Ascoltiamo mons. Béchara Raï:

R. – Noi torniamo, come bilancio personale e collettivo, con molta fiducia, con molto coraggio. Non parliamo più di minoranza di cristiani in Medio Oriente: parliamo piuttosto di una parte della Chiesa universale che si trova in Medio Oriente, a nome di tutta la Chiesa universale, quindi forti nella consapevolezza di essere sostenuti dalla Chiesa universale, e siamo lì, attingiamo la nostra forza dalla Chiesa e testimoniamo la nostra fede. Il numero non conta più. Quindi, con coraggio, con molta speranza, con molte idee, con molte iniziative noi torniamo a lavorare nelle nostre diocesi e parrocchie, con i nostri concittadini musulmani o con i nostri connazionali nella Terra Santa, o in Iran o anche in Turchia.

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IN CAMPIDOGLIO CONVEGNO SULLA TESTIMONIANZA A SERVIZIO DELLA PACE IN MEDIO ORIENTE

SINODO PER IL MEDIO ORIENTE – Lavori a porte chiuse, oggi, al Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente, in corso in Vaticano sul tema della “comunione e testimonianza”. In programma, la preparazione delle Proposizioni finali. Intanto, stamani una delegazione del Sinodo è intervenuta in Campidoglio al convegno intitolato “Medio Oriente. La testimonianza cristiana al servizio della pace”, promosso dal Comune di Roma, insieme alla Fraternità di Comunione e Liberazione e alla nostra emittente.  La pace in Medio Oriente è la grande speranza per tutti i popoli del mondo. Questo, in sintesi, il “filo rosso” che lega tutti gli interventi pronunciati in Campidoglio. E pace è la parola invocata a più voci, così come l’importanza della presenza cristiana nella regione mediorientale. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “I valori del cristianesimo possono essere inevitabilmente la medicina migliore per fare in modo che nel risolvere il conflitto, nel creare la pace e la giustizia non ci sia il fardello di tensioni, di rabbie, di rancori, di inimicizie che nascono dall’odio accumulato in tanti anni”. Gli fa eco il segretario generale del Sinodo, mons. Nikola Eterović, il quale ricorda che la pace è un dono di Dio e che ogni membro della Chiesa è chiamato a seguire la propria vocazione, ossia ad essere costruttore di pace: “Tale vocazione ha pure un’importante dimensione sociale che potrebbe rompere il circolo vizioso della violenza, della vendetta e dell’odio e preparare il cuore alla ricerca di una pace autentica nella riconciliazione e nella giustizia”. Da Roma per il Medio Oriente e a Roma dal Medio Oriente, continua padre Federico Lombardi, direttore generale della Radio Vaticana, spiegando il forte legame esistente tra la capitale italiana e la regione mediorientale. Ricorda poi il ruolo fondamentale dei mass media nel far sì che i cristiani del Medio Oriente percepiscano la solidarietà della comunità internazionale, sua a livello sociale che politico. Quindi, padre Lombardi sottolinea l’esigenza più forte avvertita dal Sinodo: “Solidarizzare, nell’affrontare, in modo promettente per il futuro, la riflessione su quale sia il vero significato, il vero posto dell’esercizio pieno, oggi, nel Medio Oriente e in tutti gli altri Paesi del mondo, della libertà religiosa, della libertà di coscienza, della piena cittadinanza per costruire le comunità sociali e politiche in cui si vive. Approfondire questi temi proprio per poterli diffondere e poterne rendere tutti consapevoli per il bene dei cristiani del Medio Oriente”.

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IL SINODO CHIEDE LIBERTÀ RELIGIOSA PER IL MEDIO ORIENTE. L’INTERVENTO DEL RABBINO ROSEN

SINODO PER IL MEDIO ORIENTE – Il Medio Oriente ha il diritto di sperare: è la voce unanime del Sinodo dei vescovi dedicato alla regione mediorientale, in corso in Vaticano sul tema della “comunione e testimonianza”. Mercoledì mattina, al centro della sesta Congregazione generale svoltasi alla presenza del Papa, anche i temi dell’uguaglianza dei diritti e del rafforzamento dei sistemi di comunicazione. Mercoledì pomeriggio, invece, si è svolto l’atteso intervento del rabbino David Rosen, Invitato speciale, che è stato anche ricevuto in udienza da Benedetto XVI. Nel pomeriggio di ieri, l’intervento di due rappresentanti musulmani.

Noi fedeli della tormentata regione del Medio Oriente abbiamo il diritto di sperare e ci aspettiamo molto da questo Sinodo: lo dicono a gran voce i vescovi, ribadendo che la regione mediorientale alterna pagine cupe a momenti di luce. Se in Libano, infatti, la Chiesa ha un ruolo primordiale e in certi Paesi del Golfo si contano nuove chiese o che Arabia Saudita si incoraggiano gli incontri interreligiosi, è anche vero che dove l’Islam è religione di Stato, la libertà religiosa manca, le leggi sull’immigrazione sono restrittive, i sacerdoti scarseggiano. Come conciliare tutto questo, chiede il Sinodo, con la tolleranza di cui parla il Corano, se manca la libertà di coscienza e i cittadini non sono tutti uguali davanti alla legge? In questo contesto è quindi importante rilanciare anche i sistemi di comunicazione che favoriscono la conoscenza reciproca, dettando l’agenda del pensiero delle persone. Spazio allora alla formazione mass mediatica non solo per i laici, ma anche per i seminaristi, in particolare alla cultura digitale, presente ormai anche nelle diverse nazioni del Medio Oriente. Altro tema forte trattato in Aula: l’evangelizzazione della famiglia, spesso attaccata dalla cultura occidentale che parla di divorzio o di contraccettivi. Il nucleo familiare va quindi recuperato come Chiesa domestica, fulcro della trasmissione della fede.

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PRESENTATO IL SINODO DEI VESCOVI PER IL MEDIO ORIENTE CHE SI SVOLGERÀ DAL 10 AL 24 OTTOBRE

SINODO PER IL MEDIO ORIENTE – “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuor solo e un’anima sola”: questo il tema del Sinodo speciale per il Medio Oriente che si svolgerà dal 10 al 24 ottobre in Vaticano. L’evento è stato presentato questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede, alla presenza del segretario generale del Sinodo, mons. Nikola Eterovic, e del vicedirettore della Sala Stampa, padre Ciro Benedettini. Sedici Stati, sette milioni di kmq, 5,5 milioni di cattolici, pari all’1,6% della popolazione. I numeri del Medio Oriente sono questi. E “pionieristico” si potrebbe definire il Sinodo ad esso dedicato che si apre domenica, con la Messa presieduta da Benedetto XVI in San Pietro. Tante, infatti, le caratteristiche particolari di questa Assise sinodale: per la prima volta, si riuniranno intorno al Papa quasi tutti gli Ordinari del Medio Oriente; poi, si tratterà del Sinodo più breve celebrato finora, solo 14 giorni. Questo, ha detto mons. Eterovic, per permettere ai Padri Sinodali di non stare lontani dai propri fedeli per troppo tempo, considerata la situazione assai complessa dei Paesi del Medio Oriente. E ancora: per la prima volta, il Sinodo avrà come lingua ufficiale anche l’arabo e vedrà due presidenti delegati nominati dal Papa ad honorem, ovvero il cardinale Nasrallah Sfeir, patriarca di Antiochia dei Maroniti in Libano, e Sua Beatitudine Emmanuel III Delly, patriarca di Babilonia dei Caldei, in Iraq. Oltre alla Chiesa di Tradizione latina, saranno rappresentate anche le sei Chiese Orientali cattoliche sui iuris, ovvero la copta, la sira, la greco-melkita, la maronita, la caldea e l’armena.

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GLI UNIVERSITARI DI ROMA IN PREGHIERA CON IL PAPA PER L’AFRICA, SABATO 10 OTTOBRE IN AULA PAOLO VI

CITTA’ DE VATICANO – Questa domenica, al termine dell’Angelus, Benedetto XVI ha invitato i giovani universitari di Roma alla recita del santo Rosario “con l’Africa e per l’Africa”, che lui stesso guiderà sabato prossimo, 10 ottobre, insieme con i Padri sinodali, nell’Aula Paolo VI del Vaticano, in occasione della II Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi. “Cari giovani universitari – ha detto il Pontefice –, vi attendo numerosi, per affidare a Maria Sedes Sapientiae il cammino della Chiesa e della società nel Continente africano”. L’evento, promosso dalla Segreteria generale del Sinodo, e organizzato dall’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma, sarà dedicato al tema “La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. «Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo» (Mt 5, 13.14)”.

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LA COMUNICAZIONE DELLA SANTA SEDE? PER IL PORTAVOCE ‘TUTTO OK’. MA NON SIAMO D’ACCORDO

CITTA’ DEL VATICANO – In una intervista ‘uscita’ in queste ore su ZENIT.org (agenzia internazionale di informazione cattolica), il direttore della Sala Stampa vaticana, il sacerdote gesuita Padre Federico Lombardi, ha difeso il sistema di comunicazione interno ed esterno alla Santa Sede, fortemente criticato negli ultimi tempi. “Parlare di questa crisi in termini apocalittici mi sembra eccessivo”, ha osservato padre Lombardi. “L’anno passato è stato un anno di grandi successi comunicativi per il pontificato”. Il portavoce ha infatti ricordato il viaggio apostolico del 2008 negli Stati Uniti, che ha definito “splendido”, e ha sottolineato l’ “ottima comunicazione” che si è avuta durante il Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio e durante la visita papale in Francia. “Si fa troppo presto a dimenticare tutti questi aspetti e queste esperienze positive”, ha commentato. “Questo non è giusto ma, purtroppo, fa parte del nostro mondo così come della comunicazione”. Di fronte, invece, ai rischi derivanti dall’adottare prospettive limitate capaci di generare “grandi rumori”, padre Lombardi ha esortato i giornalisti a “guardare le cose con un po’ di distanza e obiettività”.

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IL MESSAGGIO DEL SINODO: LA PAROLA DI DIO SIA SEMPRE PIÙ AMATA E CONOSCIUTA NEL MONDO!

CITTA’ DEL VATICANO – Una lettura sinfonica a più voci: così è stato presentato stamani, nell’Aula del Sinodo, il Messaggio conclusivo della XII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio. A presentare il testo, è stato mons. Gianfranco Ravasi, presidente della Commissione per il Messaggio dell’assise, che si è alternato nella lettura del documento con altri quattro Padri sinodali. Il Messaggio, pronunciato in italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco, invita ad amare e conoscere sempre di più la Parola di Dio.

Un messaggio performativo – commenta Isabella Piro per Radio Vaticana -, un appello caloroso, perché alla Bibbia ci si accosta non solo con il rigore dell’esegesi, ma anche con il cuore: così mons. Ravasi ha presentato il Messaggio. Un testo che è suddiviso in quattro parti, ognuna corrispondente ad una “declinazione della Parola di Dio”: la sua voce, ovvero la Rivelazione; il suo volto, ossia Gesù Cristo; la sua Casa, quindi la Chiesa e le sue strade, ovvero la missione. Quattro tappe, ha detto il presule, che dall’eterno e dall’infinito ci conducono fino alle nostre case e alle nostre città. Nelle prime due, il documento ricorda l’importanza della Parola divina efficace, creatrice e salvatrice, in principio all’essere e alla storia, alla creazione e alla redenzione. Ma anche la forza della Parola che si è fatta carne, che entra nello spazio e nel tempo ed assume un volto umano, Gesù Cristo. Proprio per questo, allora, l’approdo alla Bibbia avviene nell’incontro con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte. Importante, quindi, ribadire l’impegno a non cadere nel fondamentalismo esegetico che nega l’incarnazione della Parola divina nella storia. Quel fondamentalismo, ha detto mons. Ravasi nella conferenza stampa tenuta al termine della mattinata, che spesso pensa di aver imprigionato la verità nelle singole parole ed ha paura di scoprire la Parola al di là di esse. Davanti ai giornalisti, il presule ha anche auspicato che le singole Conferenze episcopali del mondo, in base alle singole realtà del sistema didattico, aiutino a diffondere la Bibbia nelle scuole.

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1899

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