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TORNA DI NUOVO L’ALLARME A FUKUSHIMA: FUSE LE BARRE DI COMBUSTIBILE DEI REATTORI 2 E 3

ESTERI (Tokyo) – La società che gestisce l’impianto di Fukushima, la Tokyo Electricity Power Company (Tepco) ha annunciato che si sono parzialmente fuse le barre di combustibile dei reattori N. 2 e 3. L’accaduto, però, non modifica l’intenzione della Tepco, quella di arrivare a una “chiusura fredda” dell’impianto entro il gennaio del 2012. I tecnici hanno affermato che nel reattore N. 1 si è sciolto il combustibile in seguito al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo scorso, mentre il reattore N. 2 ha subito danni tre giorni dopo il sisma. Si sono guastate anche le barre di uranio del reattore N. 3 durante il pomeriggio del 13 marzo. Le conseguenze provocate dal terremoto e dallo tsunami hanno bloccato il sistema di raffreddamento dei reattori che, in base a quanto sostengono i tecnici, si trova in una condizione stabile. E’ stata creata una zona di sicurezza, di circa 20 km, nelle vicinanze della centrale a causa della fusione del combustibile e della fuga radioattiva. 

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CRISI UMANITARIA AD HAITI: EPIDEMIA DI COLERA COLPISCE GLI SFOLLATI

HAITI – “Nove mesi dopo un terremoto che ha causato la morte di più di 200mila persone, Haiti sta ancora attraversando una profonda crisi umanitaria che tocca i diritti umani di chi è stato sfollato a causa dalla tragedia”. A sostenerlo è Walter Kaelin, rappresentante Onu del segretario generale dei diritti degli sfollati, che parla di un milione e 300mila persone coinvolte a vario titolo nella crisi, tra chi ha perso la casa durante il terremoto e chi è sfuggito all’estrema povertà accentuata dal sisma del 12 gennaio scorso. A questo allarme se ne aggiunge un altro, lanciato dalle autorità sanitarie locali che parlano di un’epidemia di colera che ha già ucciso 135 persone. Sulla situazione sanitaria ad Haiti, Salvatore Sabatino ha intervistato Federico Filidei, medico del Gruppo di chirurgia d’urgenza dell’azienda ospedaliera universitaria di Pisa, che si era recato ad Haiti nel post-terremoto:

R. – La situazione al nostro arrivo era ovviamente disastrosa. La città era un brulicare di persone che stavano fuggendo, ovviamente soprattutto nella parte più vicina al centro gli edifici erano completamente crollati. Quindi, è una situazione molto, molto precaria.

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IL TERREMOTO CHE SCATENA LA SOLIDARIETA’ DELL’ITALIA: UN PAESE CHE SA SOFFRIRE INSIEME

ROMA – Si continua a scavare senza sosta, anche con le mani per non rischiare di provocare ulteriori danni, a L’Aquila e nei comuni limitrofi colpiti dal sisma. Finora sono 92 le vittime accertate e 1500 le persone ferite nei crolli. Il numero degli sfollati nel frattempo dovrebbe aver superato quota 70 mila. Onna e Paganica centri ormai rasi al suolo. E proseguno le scosse di assestamento (questa mattina erano già oltre 200) che si verificano a intervalli di tre/cinque minuti. A l’Aquila, i soccorritori hanno recuperato dalle macerie della Casa dello Studente il cadavere di un giovane, mentre è stata fortunatamente estratta viva delle macerie di una palazzina a via XX Settembre, una ragazza di 24 anni, Francesca: si era riparata sotto un tavolo. In questo momento, come riferito dallo stesso presidente del Consiglio Berlusconi, sono impegnati nelle zone colpite circa quattromila soccorritori. I feriti già da alcune ore vengono trasportati in elicottero anche negli ospedali della Capitale e delle città vicine, perchè l’ospedale dell’Aquila è inagibile in molte parti. Alle 19 è prevista una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri …

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