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“UN GOL PER IL SOCIALE”, DOMANI LA NAZIONALE CALCIO PAPABOYS SCENDE IN CAMPO A BRACCIANO

SPORT E SOCIALE (Roma) – Domani, giovedì 2 giugno, allo Stadio Comunale ‘G. Vergari’ di Bracciano, la Nazionale Calcio Papaboys sarà impegnata nel quadrangolare “Un gol per il Sociale”. Oltre alla squadra dei Papaboys, a sfidarsi sul rettangolo di gioco ci saranno la DirTel Vatican Team, la Nazionale Calcio Attori e la rappresentativa piloti della Superbike. La manifestazione sarà inaugurata alle 12, ora in cui i partecipanti si ritroveranno al Lungolago Argenti di Bracciano per una particolare escursione in barca e per condividere il pranzo prima dell’inizio del quadrangolare. Alle 15 verrà data la possibilità alle squadre coinvolte di visitare il maestoso Castello Odescalchi, una tra le più belle dimore feudali d’Europa e museo storico che accoglie a Bracciano decine di migliaia di visitatori l’anno. 

La seconda parte della giornata avrà inizio alle 17 allo Stadio Comunale ‘G. Vergari’, dove, alle 18, sarà dato il calcio di inizio di “Un gol per il Sociale”. La formula del torneo prevede una serie di scontri diretti – semifinali e finale – per sancire il vincitore di questa bella iniziativa che verrà premiato subito dopo la fine del torneo. Oltre alle squadre coinvolte, anche molti volti noti dello sport, del cinema e della tv hanno voluto dare il loro apporto per questa importante manifestazione. Saranno presenti infatti al comunale di Bracciano, l’attore e conduttore Stefano Friscia , gli ex-giocatori dell’As Roma Marco del Vecchio e Gigi Di Biagio, il pilota del campionato del mondo Superbike Michel Fabrizio, il comico Gigi Miseferi, l’attore Primo Reggiani, oltre ai “tronisti” di “Uomini e Donne” Francesco Arca e Federico Mastrostefano. La manifestazione è organizzata dall’Associazione per l’Assistenza e l’Integrazione Sociale (A.A.I.S.), un’Associazione di volontariato nata nel lontano 1981, che non ha scopo di lucro ed opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale continuando ad essere iscritta presso l’albo delle “Organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale”. 

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LA NAZIONALE CALCIO PAPABOYS ANCORA UNA VOLTA IN CAMPO PER IL SOCIALE

SPORT E SOCIALE (Roma) – Martedì 2 giugno allo stadio Comunale ‘G. Vergari’ di Bracciano la Nazionale calcio dell’Associazione Papaboys sarà impegnata nel quadrangolare “Un gol per il Sociale”. Oltre alla Nazionale calcio dei Papaboys a sfidarsi sul rettangolo di gioco ci saranno la DirTel Vatican Team, la Nazionale Calcio Attori e la rappresentativa piloti della Superbike. La manifestazione sarà inaugurata alle 12, ora in cui i partecipanti si ritroveranno al Lungolago Argenti di Bracciano per una particolare escursione in barca e per condividere il pranzo prima dell’inizio del quadrangolare. Alle 15 verrà data la possibilità alle squadre coinvolte di visitare il maestoso Castello Odescalchi, una tra le più belle dimore feudali d’Europa e museo storico che accoglie a Bracciano decine di migliaia di visitatori l’anno. 

La seconda parte della giornata avrà inizio alle 17 allo Stadio Comunale ‘G. Vergari’, dove, alle 18, sarà dato il calcio di inizio di “Un gol per il Sociale”. La formula del torneo prevede una serie di scontri diretti – semifinali e finale – per sancire il vincitore di questa bella iniziativa che verrà premiato subito dopo la fine del torneo. Oltre alle squadre coinvolte, anche molti volti noti dello sport, del cinema e della tv hanno voluto dare il loro apporto per questa importante manifestazione. Saranno presenti infatti al comunale di Bracciano, l’attore e conduttore Stefano Friscia , gli ex-giocatori dell’As Roma Marco del Vecchio e Gigi Di Biagio, il pilota del campionato del mondo Superbike Michel Fabrizio, il comico Gigi Miseferi, l’attore Primo Reggiani, oltre ai “tronisti” di “Uomini e Donne” Francesco Arca e Federico Mastrostefano. La manifestazione è organizzata dall’Associazione per l’Assistenza e l’Integrazione Sociale (A.A.I.S.), un’Associazione di volontariato nata nel lontano 1981, che non ha scopo di lucro ed opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale continuando ad essere iscritta presso l’albo delle “Organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale”. 

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PONTIFICIO CONSIGLIO PER OPERATORI SANITARI, OLTRE 20 ANNI D’ASSISTENZA A VITTIME AFRICANE DELL’AIDS

SOCIALE (Città del Vaticano) – “In molte regioni dell’Africa subsahariana, in particolare nelle zone più remote e dove il reddito medio è particolarmente basso, gli unici a fornire le terapie antiretrovirali e ad intervenire in favore delle vittime indirette sono proprio i dispensari ed i presidi medici appartenenti a congregazioni, ordini ed istituti religiosi nonché ad alcune Ong di matrice cristiana”. A spiegare la situazione africana è Sua Ecc. Mons. José L. Redrado Marchite, O.H, segretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, che ha ricordato l’impegno che, sin dalla sua stessa istituzione, il Pontificio Consiglio svolge nella lotta all’HIV-AIDS, nell’assistenza e nel sostegno alle vittime, soprattutto alle vedove e agli orfani. 

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“EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE” SARÀ IL TEMA DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2012

BENEDETTO XVI (Città del Vaticano) – “Educare i giovani alla giustizia e alla pace” è il tema scelto da Benedetto XVI per la Giornata mondiale della Pace del prossimo primo gennaio 2012. Il tema, sottolinea un comunicato del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, “entra nel vivo di una questione urgente nel mondo di oggi: ascoltare e valorizzare le nuove generazioni nella realizzazione del bene comune e nell’affermazione di un ordine sociale giusto e pacifico dove possano essere pienamente espressi e realizzati i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo”.

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TE LO DICO PAPALE-PAPALE – “LETTER@PERTA”: MEDITERRANEO

L’EDITORIALE DI DANTE (Roma) – Carissimi amici di Papaboys.it ben ritrovati con la nostra rubrica ‘Te lo dico papale papale‘, un inserto sull’attualità curato da un professionista della comunicazione, amico dei giovani e sempre sensibile alle tematiche cristiane, Dante Fasciolo. Riflessioni, qualche sana provocazione (culturale e sociale) e soprattutto degli spunti per riuscire, in verità, a farsi testimoni della carità. Sempre al servizio degli ultimi. Questi gli ingredienti della “letter@perta”. Sempre senza peli sulla lingua, con chiarezza e brillantezza ci leveremo qualche sassolino dalle scarpe, grazie alla “penna” di Dante Fasciolo. Buona lettura a tutti!

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GIOCARSI IL FUTURO, LA TENTAZIONE DEI FACILI GUADAGNI CON L’AZZARDO

SOCIALE (Roma) – Cresce il numero delle persone che in Gran Bretagna si dedica alle scommesse e cresce anche il numero dei giocatori problematici. È questa la conclusione a cui giunge uno studio pubblicato il 15 febbraio dalla Commissione britannica per il gioco d’azzardo. Secondo il British Gambling Prevalence Survey, il 73% degli adulti ha giocato d’azzardo nel 2010, rispetto al 68% del 2007. Lo studio rivela anche che la percentuale di giocatori problematici è aumentata dallo 0,5% della popolazione adulta nel 2007, allo 0,7% del 2010. Il rapporto ritiene che questo lieve aumento non sia statisticamente significativo.

Ciononostante, Brian Pomeroy, il presidente della Commissione sul gioco, ha ammesso che una “piccola, ma probabilmente crescente, percentuale della popolazione presenta gravi problemi connessi con il gioco d’azzardo”. La National Lottery è il gioco più diffuso: il 59% degli adulti ne ha acquistato i biglietti negli ultimi 12 mesi. Seguono le altre lotterie (25%) e i gratta e vinci (24%), per passare poi alle scommesse sulle corse dei cavalli (16%). In termini di assiduità, lo studio rivela che, nella settimana precedente al sondaggio, il 43% degli adulti aveva scommesso su almeno uno dei giochi esistenti, mentre più di un terzo degli adulti aveva acquistato i biglietti per la lotteria nazionale. Per quanto riguarda le caratteristiche del giocatore, lo studio osserva che il livello di gioco risulta significativamente più elevato nel gruppo etnico dei bianchi, in cui si attesta al 76%. Nel gruppo etnico di colore si attesta al 52%, mentre per gli asiatici al 41%. Anche il grado di istruzione è risultato discriminante. Le persone con i più alti livelli di istruzione sono risultate meno propense ad aver giocato nell’ultimo anno, rispetto ai meno istruiti. Nel 2010, il 70% di chi aveva almeno un diploma universitario aveva giocato d’azzardo, rispetto al 76% di chi non aveva ottenuto un’istruzione terziaria.

Per quanto riguarda i giocatori problematici, il sondaggio rivela che questi sono più frequenti tra gli uomini che tra le donne. Inoltre, la presenza di problematicità risulta maggiormente associata ai giovani adulti, rispetto a quelli più anziani. Sebbene essi costituiscano, nel complesso, una percentuale inferiore all’1% della popolazione, lo studio osserva che si tratta di un rilevante problema di salute pubblica. Chi presenta problemi ha solitamente un livello di istruzione inferiore. Riguardo al gruppo etnico di appartenenza, gli asiatici risultano avere il più alto livello di problematicità, seguiti dai neri e dai bianchi. Differenze tra i giocatori normali e quelli problematici emergono anche con riguardo alle rispettive motivazioni. Mentre per i giocatori normali tra le massime motivazioni risulta il desiderio di vincere denaro, per i giocatori problematici tale motivazione si attesta allo stesso livello di quella del divertimento e dell’emozione. Le persone che rientrano nella definizione di giocatori problematici sono più propensi a giocare per stimolare emozioni positive e per evitare o ridurre quelle negative. Motivazioni sociali o estrinseche, come il desiderio di fare soldi, risultano meno importanti per loro.

Uno dei problemi connessi con la regolamentazione del gioco d’azzardo è che le restrizioni che si impongono rischiano di ridurre le entrate dello Stato. In Canada, per esempio, i diversi livelli di governo hanno raccolto, nel 2009, 14,75 miliardi di dollari canadesi (11 miliardi di euro) dall’industria delle scommesse, secondo il quotidiano Globe and Mail del 27 agosto scorso. Secondo un articolo pubblicato il 27 luglio sul New York Times, i governi in Europa avevano puntato al settore del gioco d’azzardo per cercare di ridurre i deficit di bilancio aggravati dalla crisi economica. Il mese precedente, la Francia aveva cambiato la legge per consentire il gioco on-line, seguita dalla Danimarca, mentre la Svizzera, la Spagna e la Germania stanno considerando se seguire l’esempio, secondo il New York Times. L’articolo cita uno studio da cui risulta che l’Europa è ora il maggior mercato delle scommesse on-line al mondo, con un giro d’affari di 12,5 miliardi di dollari sul totale di 29,3 miliardi di dollari stimati per il 2010.

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8 MARZO, MAGIS ORGANIZZA UN APERITIVO DI SOLIDARIETÀ PER LE DONNE DEL MOZAMBICO

SOCIALE (Roma) – L’8 Marzo è la data in cui ricorre la festa delle donne, destinate a ricevere mazzetti di mimose, spesso donati esclusivamente per questa occasione. Per la festa di domani la Fondazione Magis (Movimento e azione dei gesuiti italiani per lo sviluppo) ha deciso di organizzare un’iniziativa di solidarietà rivolta alle 23 donne mozambicane della cooperativa “8 de Março”, fondata nel 1978 e membro dell’Unione generale delle cooperative di Maputo. Domani alle 18:30, nella parrocchia di San Saba (piazza Bernini, 20) all’ombra della Piramide, con soli 5 euro ci sarà un aperitivo solidale, in cui si potranno degustare diversi cibi etnici.

La fondazione Magis si occupa e sostiene la diffusione di alberi di anacardo, pianta tropicale perenne ed originaria dell’America latina che produce un frutto composto da un peduncolo a forma di pera e da una sorta di castagna. La “pera” ha una polpa ricca di vitamina C e viene consumata sia come frutto sia in marmellate, succhi e bevande alcoliche; dal guscio della castagna si estrae invece un olio che viene utilizzato nell’industria delle vernici e anche in campo medico. La Fondazione Magis opera per migliorare la condizione delle donne del Mozambico, molte delle quali subiscono violenza. Le più colpite sono le contadine che, a causa delle vecchie tradizioni, sono vittime sottomesse ai loro mariti. Fortunatamente, però, queste donne non si perdono d’animo e reagiscono organizzandosi in gruppo. A dar loro una mano le associazioni locali ed il sostegno delle attività di cooperazione internazionale, che cercano di restituire loro una dignità umana e morale, in un percorso indirizzato verso una parità dei sessi.

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ZERO SCUOLA, ZERO LAVORO. ZERO IDEALI. TUTTO QUI? COMPLIMENTI!

GIOVANI ALLO SBANDO? – L’allarme lanciato dall’Isfol con l’ottavo Rapporto di monitoraggio del diritto-dovere: 2.080.148 (l’88,7%) sono iscritti ad un corso scolastico; 102.297 (il 4,4%) alle varie agenzie formative e 41.028 (appena l’1,7%) fanno gli apprendisti. Ma con forti differenze tra Nord e Sud. E in assoluto scarseggiano gli operatori dei Centro per l’impiego che fanno orientamento: ve ne è solo uno ogni 193 dispersi. Nel 2007 il 5,2% dei giovani tra i 14 e i 17 anni, corrispondente ad oltre 121.000 ragazzi, non risultava presente in nessun percorso formativo. Il dato, particolarmente grave se si pensa che in quella fascia d’età in Italia vige il “diritto-dovere” scolastico, è contenuto nell’ottavo Rapporto di monitoraggio del diritto-dovere realizzato dall’Isfol e presentato il 16 maggio presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale. L’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori ha quantificato – sulla base di dati Miur, regionali ed Istat – però addirittura in 150.000 il numero di under 17 che hanno abbandonato un corso di studi senza optare per altre attività formative o lavorative: nel computo include infatti altri 30.000 giovani apprendisti impegnati in attività formative fuori dalle imprese.
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FESTIVAL DEL SOCIALE, SPETTACOLO AL TEATRO MASCIARI

CATNZARO – Ieri sera si è chiusa al Teatro Masciari la prima Festa del Sociale, promossa dalla “Life Comunication”, congiuntamente all’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Catanzaro, col patrocinio dell’associazione “Papaboys” e della Nazionale cabarettisti e col supporto della Consulta delle associazioni laiche della Curia di Catanzaro e del C.S.V. di Catanzaro. La manifestazione è riuscita a distinguersi per l’interesse sempre vivo verso i temi del sociale segnalandosi come momento di comunicazione importante rivolto a tutta la cittadinanza. Grande è stato spazio per lo spettacolo. Dalla mattina caratterizzata dall’incontro fra la nazionale cabarettisti e quella dei Papa Boys fino ai momenti di danza e musica serali. A condurre la kermesse sul palco è stato – oltre al direttore artistico della serata, Domenico Gareri – il noto presentatore Rai, Daniele Piombi e la giornalista del TG1 Cinzia Fiorato, madrina dell’intero evento. Di grande impatto anche la band che ha animato la serata accompagnando le esibizioni degli ospiti. Tra i “big” si sono distinti i “Ladri di Carrozzelle”, formazione romana formata da bravissimi cantanti e musicisti diversamente abili; i ragazzi della Cooperativa sociale “Meristema” che hanno presentato una suggestiva coreografia dal titolo “Con un batter d’ali”; la giovane band “Valentino e la fabbrica dei sogni”. Tanti i premi assegnati durante la manifestazione: il primo è andato al direttore artistico del Festival del Cinema, Patrizia Tallarico, per la sensibilità dimostrata riguardo alle tematiche dell’ambiente e della salute riviste attraverso lo sguardo cinematografico. Altri premi anche per il presidente della FIABA (Federazione Italiana per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche), dottor Giuseppe Trieste. Ospite d’onore, applauditissimo dai più giovani, è stato il ginnasta campione olimpico Yuri Chechi – accompagnato dal presidente del Coni regionale, Mimmo Praticò, e dal massimo dirigente della Provincia di Catanzaro, Tony Sgromo – in qualità di testimonial della lealtà sportiva e della solidarietà sociale. Tra gli altri a salire sul palco sono stati anche Della Bella, ideatore del “Cinema nuovo” e il cabarettista Gigi Misefari e i ragazzi della “Fabbrica dei sogni”. Dopo il successo riscosso da questa prima edizione di un’iniziativa destinata ad avere felice seguito. L’obiettivo, infatti, è realizzare un evento fisso da ripetere ogni anno che veda la partecipazione di tutte le realtà che operano nel sociale a stretto contatto con la popolazione del territorio provinciale. Lunedì 22 dicembre, presso il Centro Polivalente per i Giovani di Via Fontana Vecchia si continuerà con un’altra giornata di attività, fra giochi sociali e musica, promossa dalle associazioni di volontariato cittadine che devolveranno l’incasso al finanziamento di interventi di natura sociale.

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FESTIVAL DEL SOCIALE, SPETTACOLO AL TEATRO MASCIARI

CATNZARO – Ieri sera si è chiusa al Teatro Masciari la prima Festa del Sociale, promossa dalla “Life Comunication”, congiuntamente all’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Catanzaro, col patrocinio dell’associazione “Papaboys” e della Nazionale cabarettisti e col supporto della Consulta delle associazioni laiche della Curia di Catanzaro e del C.S.V. di Catanzaro. La manifestazione è riuscita a distinguersi per l’interesse sempre vivo verso i temi del sociale segnalandosi come momento di comunicazione importante rivolto a tutta la cittadinanza. Grande è stato spazio per lo spettacolo. Dalla mattina caratterizzata dall’incontro fra la nazionale cabarettisti e quella dei Papa Boys fino ai momenti di danza e musica serali. A condurre la kermesse sul palco è stato – oltre al direttore artistico della serata, Domenico Gareri – il noto presentatore Rai, Daniele Piombi e la giornalista del TG1 Cinzia Fiorato, madrina dell’intero evento. Di grande impatto anche la band che ha animato la serata accompagnando le esibizioni degli ospiti. Tra i “big” si sono distinti i “Ladri di Carrozzelle”, formazione romana formata da bravissimi cantanti e musicisti diversamente abili; i ragazzi della Cooperativa sociale “Meristema” che hanno presentato una suggestiva coreografia dal titolo “Con un batter d’ali”; la giovane band “Valentino e la fabbrica dei sogni”. Tanti i premi assegnati durante la manifestazione: il primo è andato al direttore artistico del Festival del Cinema, Patrizia Tallarico, per la sensibilità dimostrata riguardo alle tematiche dell’ambiente e della salute riviste attraverso lo sguardo cinematografico. Altri premi anche per il presidente della FIABA (Federazione Italiana per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche), dottor Giuseppe Trieste. Ospite d’onore, applauditissimo dai più giovani, è stato il ginnasta campione olimpico Yuri Chechi – accompagnato dal presidente del Coni regionale, Mimmo Praticò, e dal massimo dirigente della Provincia di Catanzaro, Tony Sgromo – in qualità di testimonial della lealtà sportiva e della solidarietà sociale. Tra gli altri a salire sul palco sono stati anche Della Bella, ideatore del “Cinema nuovo” e il cabarettista Gigi Misefari e i ragazzi della “Fabbrica dei sogni”. Dopo il successo riscosso da questa prima edizione di un’iniziativa destinata ad avere felice seguito. L’obiettivo, infatti, è realizzare un evento fisso da ripetere ogni anno che veda la partecipazione di tutte le realtà che operano nel sociale a stretto contatto con la popolazione del territorio provinciale. Lunedì 22 dicembre, presso il Centro Polivalente per i Giovani di Via Fontana Vecchia si continuerà con un’altra giornata di attività, fra giochi sociali e musica, promossa dalle associazioni di volontariato cittadine che devolveranno l’incasso al finanziamento di interventi di natura sociale.

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“FATEMI STUDIARE, CONVIENE A TUTTI” INIZIATIVA CULTURALE E SOCIALE DELLA SAN VINCENZO DE’ PAOLI

ROMA – È la settima volta che la Società di San Vincenzo De Paoli organizza una Giornata nazionale allo scopo di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su una particolare situazione di povertà umana e sociale. La Giornata è inserita nell’ambito della Campagna nazionale “Fatemi studiare, conviene a tutti”, che, come si comprende dal titolo, ha per scopo la prevenzione della povertà dell’analfabetismo. La Campagna è realizzata sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio della Società dante Alighieri. Scegliendo il tema dell’analfabetismo per la Campagna nazionale ed equiparando l’analfabetismo ad una nuova povertà umana e sociale, ci rendiamo conto di suscitare qualche perplessità. Se però mettiamo a fuoco che, specialmente nella nostra società altamente tecnologica, chi non ha un titolo di studio, o non possiede una sufficiente preparazione, ha enormi difficoltà a farvi parte ed è condannato a vivere ai suoi margini, allora è evidente in tutta la sua gravità che l’analfabetismo è un male sociale anche contemporaneo, che crea esclusione ed emarginazione. Alcuni dati statistici inquadrano meglio la sua dimensione e la sua gravità: 6 milioni di analfabeti in Italia secondo i dati dell’Unione per la Lotta contro l’Analfabetismo UNLA; 771milioni di adulti di cui 2/3 donne e 100milioni di bambini analfabeti nel mondo secondo i dati dell’Unesco. Perché la San Vincenzo propone di prevenire l’analfabetismo con la Campagna “Fatemi studiare, conviene a tutti” e quali obiettivi si propone di raggiungere? Conviene a tutti, alle persone che incontriamo per la via e a tutta la società civile, contrastare l’esclusione e l’emarginazione umana e sociale, che non solo ghettizza, ma offre anche manovalanza al malaffare ed alla malavita; conviene a tutti cercare di realizzare quel “bene comune” che consiste nell’aiutare tutti i membri della collettività a realizzarsi come persone che vivono in pienezza la propria dignità di uomini, come ci ricorda il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. In questo ambito la San Vincenzo è impegnata in vari progetti in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. La Società di San Vincenzo svolge in Italia varie iniziative di “accompagnamento e di supporto scolastico”, mentre nei Paesi in via di sviluppo assicura l’istruzione di base a molte migliaia di bambini (nel 2007 sono stati oltre 7.000) attraverso le adozioni a distanza.

Se un ragazzo non può andare a scuola molto spesso è perché vive in una condizione di povertà (materiale, fisica, familiare, ecc.). D’altra parte, l’istruzione è il fondamento per acquisire gli strumenti per una vita dignitosa e sicura. Se è vero che è per la povertà che non si va a scuola, è altrettanto vero che non andare a scuola porta alla povertà. La Campagna punta a far riflettere su questo semplice meccanismo, a far prendere consapevolezza dell’analfabetismo in Italia ed a far conoscere esperienze riuscite di aiuto concreto a ragazzi e ragazze; la raccolta fondi punta a sostenere e ad incrementare queste realtà. Naturalmente si tratta di azioni il cui effetto non sarà visibile nell’immediato, bensì a distanza di tempo. Investire oggi sull’istruzione degli altri serve a prepararsi un futuro migliore. Questo il messaggio che deve passare con la Campagna 2008, che è incentrata sull’importanza dell’alfabetizzazione e sul fatto che l’analfabetismo non è un problema solo per chi non è istruito, ma per la società nel suo complesso.

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1832

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PIU’ DI 1.000 I GIOVANI ON LINE CON ‘PAPABOYS113@LIVE.IT’ , SERVIZIO MESSENGER NO STOP DEI PAPABOYS

ROMA – Tutto ci aspettavamo da questa Gmg di Sydney, ma l’iniziativa che abbiamo creato di aprire un servizio Messenger per gli indecisi ed i ‘lontani’ non pensavamo davvero che avrebbe coinvolto così tanti ragazzi: sono più di mille i ragazzi e le ragazze collegate ‘on line’ sul Messenger dei Papaboys, dopo che abbiamo aperto un indirizzo per tenere informati sulle iniziative della Gmg e per proporre ai ragazzi della rete la loro partecipazione, anche on line, appunto. A dichiararlo è Massimo Manzolillo, delegato regionale dei Papaboys della Campania – che in queste ore di Gmg si sta occupando di coordinare il team composto da 10 volontari che risponde, da dietro ai pc, anche in videoconferenza, alle tante richieste che giungo di essere aggiunti al Live Messenger. Usufruire del servizio e conoscere tanti nuovi amici, oltre che grauito, è semplicissimo: basta aggiungere alla propria lista contatti su Messenger la mail papaboys113@live.it e dall’altra parte del computer un volontario risponderà personalmente. C’è anche la possibilità di effettuare una videoconferenza, ovviamente. Faccia a faccia, per ascoltare problemi, delusioni e dare un consiglio a tutti coloro che ne fanno richiesta.

“Tra le richieste particolari arrivate – confida Manzolillo dei Papaboys – un giovane di 24 anni che ci ha chiesto dove potersi andare a confessare e se conoscevamo un sacerdote nella sua città (Milano ndr), oppure una ragazza di 18 anni di Messina che ci ha chiesto di poter parlare con noi disperata a causa del ragazzo che l’ha lasciata sola e con un figlio in arrivo. Poi tanti che ci chiedono dove sia la festa Gmg più vicina a loro. Stiamo già pensando con la Presidenza nazionale dell’Associazione – ad un primo incontro tra tutti i rgazzi che stiamo conoscendo in queste ore. Vedremo.”

COLLEGATI CON NOI SU
PAPABOYS LIVE MESSENGER!

Aggiungi alla tua lista contatti la mail
papaboys113@live.it

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In Sudan, la Famiglia Salesiana e il VIS avviano un progetto per la costruzione di venti scuole

Venti edifici scolastici saranno costruiti nei prossimi cinque anni nelle regioni meridionali del Sudan. Si tratta di un progetto promosso dalla Famiglia Salesiana, presente sul territorio africano dal 1980, in collaborazione con i volontari del VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo). Un’iniziativa – si legge sull’Osservatore Romano – che gode del sostegno di enti nazionali e internazionali, come di donatori privati, e che nasce per favorire l’accesso all’istruzione a tutti quei giovani che, nei territori sudanesi tormentati da lunghi anni di guerra civile, sono privati di questo diritto. Secondo il progetto, i lavori vedranno la costruzione di strutture ad un solo piano composte da tre edifici ciascuna e capaci di ospitare almeno 350 bambini. Qui alle attività educative dedicate ai ragazzi si affiancheranno anche attività di formazione per gli insegnanti e di alfabetizzazione per gli adulti. “Insieme alla distruzione e alla morte di migliaia di sudanesi, frutto amaro della guerra, c’è la mancanza di infrastrutture, di salute e di alfabetizzazione, aveva sottolineato il rettor maggiore, don Pascual Chávez Villanueva, nel lanciare il progetto “Sogno salesiano per un nuovo Sudan”. Anche se i destinatari preferenziali del nostro intervento sono i bambini, gli adolescenti e i giovani, qui c’è tutto da fare anche per gli altri. Perciò il progetto da portare avanti comprende l’azione assistenziale, l’educazione e l’evangelizzazione al fine di costruire un nuovo Sudan”. “Le nostre scuole in Sudan – aggiunge Massimo Zortea, presidente del VIS – sono e diventeranno luoghi primari dove cominciare a ricostruire, attraverso l’educazione e l’istruzione, quel senso di appartenenza ad una comunità nazionale che è andato disgregandosi durante i lunghi anni di guerra”. All’impegno dei salesiani nel sud del Paese si unisce quello nei territori del nord, dove a richiedere assistenza sono soprattutto i giovani profughi, molti dei quali provenienti dalla martoriata regione del Darfur.

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In un dossier pubblicato sul periodico del PIME, l’appello delle religiose nigeriane contro il dramma della tratta delle donne

Torna alla ribalta il dramma della tratta. Un dossier realizzato per iniziativa della FESMI (Federazione stampa missionaria), e pubblicato sul mensile del PIME (Pontificio istituto missioni estere) “Mondo e Missione”, denuncia la vergogna del commercio delle donne africane, portate in Europa con l’inganno e costrette a prostituirsi. Secondo l’ONU – precisa il dossier di cui riferisce l’agenzia MISNA – si tratta della “terza attività illegale più redditizia al mondo (dopo il traffico di armi e di droga) con un giro di affari stimato attorno ai 12 miliardi di dollari l’anno”. “Un business che si regge su un meccanismo consolidato di domanda e offerta – si legge nel documento – e che si snoda tra la Nigeria e l’Italia lungo le vie della tratta, gestite da mafie internazionali ben organizzate ed efficienti, spesso non adeguatamente perseguite”. Proprio dalla Nigeria, sulla costa occidentale del continente africano, è suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata e coordinatrice dell’Ufficio contro la tratta di esseri umani dell’Unione delle superiore maggiori italiane (USMI), a farsi portavoce di questo dramma. Nel suo racconto, amaro e sofferto, semi di speranza vengono dalla realizzazione di centri accoglienza per le donne vittime della tratta – rimpatriate volontariamente o espulse dall’Europa – come quello di Benin City. Una struttura che, costruita nel cuore della città che nel Paese alimenta più di qualsiasi altra questo traffico, ha il sapore intenso di una sfida: ai tabù, all’omertà, e alla paura. “Sono anni che lavoriamo a questo progetto e finalmente ne vediamo il compimento”, ha detto suor Eugenia, visitando lo “shelter” inaugurato l’11 luglio dello scorso anno. La struttura, che accoglie le giovani al loro rientro in patria e le prepara al ritorno nelle famiglie, è frutto della collaborazione di più enti e istituzioni della Chiesa: su un terreno acquistato dalla Caritas italiana, la costruzione è stata realizzata grazie a un finanziamento della CEI e seguita sul posto da sacerdoti salesiani e dalle suore nigeriane del Sacro Cuore.

Fonte: Radio Vaticana

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A PASQUA L’ENCICLICA SOCIALE DI PAPA BENEDETTO, ANCHE IN ARABO E CINESE

CITTA’ DEL VATICANO – Pronta la terza Enciclica di Benedetto XVI. A meno di sei mesi dalla ‘Spe salvi’ (uscita il 30 novembre), Ratzinger sta ultimando la stesura di una Enciclica sociale. A quanto apprende Apcom, il documento dovrebbe uscire nel mese di marzo, quasi probabilmente subito dopo Pasqua, anche se il testo è ormai pronto ed è in fase di ultimazione e di traduzione. La novità: oltre le lingue tradizionali (latino, inglese, francese, tedesco, spagnolo), l’Enciclica sociale uscirà anche in arabo e cinese.

Stando ad alcune anticipazioni, il testo è diviso in due parti: una prima sezione rievocativa della ‘Populorum progressio’ a 40 anni dalla sua pubblicazione (27 marzo 1968) e della ‘Centesimus annus’, scritta da Giovanni Paolo II nel 1991. La seconda parte è invece più legata ai problemi attuali e riprende a 360 gradi i problemi sociali che attanagliano l’umanità, mettendo in rilievo l’attenzione della Chiesa verso l’uomo, in tutte le dimensioni e con uno sguardo globale. Povertà, globalizzazione, pace, disarmo, guerra fra ricchi e poveri, guerre su fonti energetiche e ambiente, glocalizzazione: questi i temi contenuti nell’Enciclica, un testo piuttosto corposo, di circa una settantina di cartelle, anche se il Papa potrebbe ritoccarlo ancora.

A quanto risulta, l’Enciclica è composta da 5 capitoli ed è indirizzata a tutti gli uomini di buona volontà e a chi ha responsabilità nel Paese, dunque anche a capi di Stato e di governo. Il testo riprende i contenuti più importanti del Compendio della Dottrina sociale della Chiesa che al momento è arrivato ad essere tradotto in ben 38 lingue. Dopo la pubblicazione della terza Enciclica di Benedetto XVI, anche il Compendio dovrà essere aggiornato.

Con una Enciclica sociale il Papa interrompe così il ciclo delle Encicliche dedicate alle virtù teologali. ‘Deus Caritas est’, dedicata alla carità, era uscita a gennaio del 2006 (anche se la firma portava la data di Natale 2005), mentre la ‘Spe salvi’, dedicata alla speranza è uscita il 30 novembre 2007, giorno della firma da parte del Pontefice. E c’è chi assicura che l’Enciclica sulla fede uscirà il prossimo anno, dopo la pubblicazione della seconda parte del libro su Gesù di Nazareth, che molto probabilmente uscirà invece dopo l’estate.

Fonte: Agenzia Ap Com

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I COMANDAMENTI DEL SAGGIO AMMINISTRATORE E RESPONSABILE DELLA COSA PUBBLICA IN VISTA DELLE ELEZIONI 2008

COMANDAMENTI – Dal testo del Levitico, uno dei cinque libri fondamentali dell’Antico Testamento, che fa parte del Pentateuco e che oggi si ascolta nella liturgia della parola di Dio di lunedì della prima settimana di Quaresima, padre Antonio Rungi, teologo morale campano, ha ricavato un vero e proprio doppio decalogo che “vede particolarmente adatto per politici, governanti e magistrati, soprattutto in questo tempo di campagna elettorale e in vista delle elezioni politiche dei 13-14 aprile 2008. Regole di vita che –sottolinea padre Rungi- al di dà del valore sacro, religioso e morale, assumono un evidente significato politico in senso generale sociale in modo particolare. Attuarle queste regole, nonostante i propri difetti o le varie tentazioni che si annidano nella mente e nel cuore degli uomini, significa camminare sulla strada della riconciliazione e collaborazione tra tutti coloro che hanno a cuore il bene del popolo italiano”. Ecco le norme più importanti riportate da padre Rungi in questo vero e proprio doppio decalogo di ispirazione biblica.

1. Non rubare. I soldi sono una terribile tentazione per tutti, specie per chi li maneggia e li può impegnare nei modi più o meno onesti.

2. Non essere ingannevole. Imbrogliare le persone per ottenere utili è un grave peccato e una profonda disonestà

3. Non usare la menzogna come sistema di comunicazione interpersonale e sociale. Falsificare la verità è un disastro etico per sé e per gli altri.

4. Non giurare il falso. Troppo spesso si giura anche su ciò che non è assolutamente vero. Chi lo fa non è degno di classificarsi tra gli esseri umani, in quanto giurare il falso causa sempre dei gravi danni alle persone ed al corpo sociale.

5. Non opprimere il tuo prossimo. L’oppressione non aiuta a creare fraternità e solidarietà, ma solo ingiusta dipendenza e schiavitù.

6. Non togliere al prossimo ciò che è suo. Il diritto alla proprietà non lo si può negare a nessuno. E’ un dovere civile e morale rispettare i beni degli altri.

7. Non approfittare del lavoro degli altri non pagandolo adeguatamente o trattenendo ingiustamente il suo salario.

8. Non disprezzare coloro che sono diversamente abili (sordi, ciechi, ecc.). Purtroppo non sempre questi nostri fratelli più deboli e fragili trovano adeguato rispetto e amore nella nostra società.

9. Non commetterete ingiustizia in giudizio. E’ quanto dovrebbero avere a cuore tutti coloro che sono deputati a giudicare in sede civile e penale i cittadini, senza lasciarsi condizionare, ma valutando attentamente gli atti e cercando di appurare in tempi stretti e certi la verità.

10. Non trattare con parzialità il povero, né usare preferenze verso il potente. Nell’uno e nell’altro caso è bene considerare che siamo tutti uguale, davanti a Dio e davanti alla legge

11. Giudicare il tuo prossimo con giustizia. Quanto sia auspicabile tutto questo è un dato di fatto di questi tempi, in cui l’applicazione della giustizia sembra avere pesi e misure diverse.

12. Non andare in giro a spargere calunnie fra il popolo. Purtroppo è facile imbattersi in calunniatori di mestiere che fanno questo per utili propri o di parte.

13. Non cooperare alla morte del tuo prossimo. Collaborare all’omicidio è grave peccato, soprattutto se riguarda la soppressione dei bambini, prima e dopo la nascita.

14. Non covare nel tuo cuore odio contro il tuo fratello. L’odio genera altro odio e con esso non si risolvono i problemi di qualsiasi genere.

15. Rimproverare apertamente il prossimo, quando sbaglia, per correggerlo in modo fraterno.

16. Non vendicare né te, né i tuoi cari o gli altri, ma perdona e comprendi le situazioni che hanno portato gli altri a sbagliare.

17. Non serberai rancore contro nessuno, perché questo distrugge la mente ed il cuore e spinge alla vendetta prima o poi.

18. Amare il tuo prossimo come te stesso, è il criterio fondamentale per agire in ogni situazione, soprattutto quando sono in gioco valori, dignità e beni materiale e spirituali della persona.

19. Amministrare saggiamente i beni messi nelle nostre mani per le nostre necessità e per quelli degli altri.

20. Curare gli affari della comunità, prima di preoccuparsi dei propri, quando si ha la responsabilità diretta su di essa e alla quale bisogna rendicontare con rettitudine ed onestà nell’assoluta verità.

Fonte: www.papaboys.it

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