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“IL SOGNO ITALIANO: ALBANIA-PUGLIA VENT’ANNI DOPO”, AD OTRANTO UN CONVEGNO DI STUDI SULL’ACCOGLIENZA

SOLIDARIETA’ (Otranto) – Il sogno italiano: Albania-Puglia vent’anni dopo”, nel contesto delle celebrazioni per il ventennale degli sbarchi dei cittadini albanesi sulle coste italiane. Il convegno si svolge presso il Castello Aragonese e, spiegano gli organizzatori, è “un’occasione importante” perché tutta l’Italia possa “ricordare lo slancio amorevole, di autentica carità cristiana, con il quale Otranto aprì il cuore, le braccia e le porte ad una sofferente minoranza oppressa a poche miglia dalle coste italiane”.

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INIZIA IL COUNTDOWN PER SANREMO 2011: ACCORRETE PER TELEVOTARE “FUOCO E CENERE” DI MICAELA FOTI!!

ROMA – Chi è veramente Micaela Foti? E’ una giovane adolescente, una promessa della musica italiana che ha conquistato critica e pubblico per le sue doti canore partecipando al noto programma di Antonella Clerici “Ti lascio una canzone” che le ha permesso di proseguire il suo sogno trasformandolo in realtà realizzando un singolo, scritto dal cantautore Gatto Panceri, intitolato “Da sola si”. Conoscendola più da vicino la nostra artista, oltre ad essere una bravissima cantante, è stata anche detentrice del titolo di reginetta alla serata del Gran Ballo Viennese delle Debuttanti, una giovane principessa veramente elegante e raffinata. Il fatto che abbia partecipato a questi eventi mondani non vuol dire che sia una ragazza che pensa alla materialità della vita, tutt’altro! Dalla sua famiglia ha colto i veri e sani principi della vita come anche quelli della religione cattolica: per questo motivo condivide a pieno i principi e i progetti della nostra Associazione Papaboys. In meno di un mese però Micaela si scontrerà con il temibile ma nello stesso tempo affascinante palco di Sanremo, il Festival della canzone italiana. Tra ansie, paure, varietà, lustrini, cantanti della vecchia e nuova generazione la nostra Micaela sarà preda del vortice mediatico… tutto questo solo se la sua canzone “Fuoco e cenere” raggiungerà un punteggio alto tanto da essere selezionata per la grande sfida canora. Siete pronti a televotare? E’ possibile farlo fino alle 23,59 di Sabato 29 Gennaio come ci ha anche detto la nostra artista alla quale abbiamo rivolto un’intervista.

D. – Micaela, in meno di due anni sei divenuta famosa nel panorama musicale nazionale per le tue doti canore conquistando nettamente anche la critica. Come ti sei avvicinata alla musica e cosa rappresenta per te il canto? Oltre ad essere una passione è anche un mezzo di sfogo?

R. – La musica e il canto hanno sempre fatto parte della mia vita, fin da piccolissima, dall’età di 3 anni. Ho iniziato a studiare canto moderno all’età di 11 anni, ma i miei genitori non mi hanno mai permesso di esibirmi fino all’età di 15 anni perché ritenevano importante che io creassi delle basi solide e che affrontassi queste esperienze con un minimo di maturità artistica. A 15 anni ho partecipato ad alcuni concorsi canori nazionali molto importanti e li ho vinti. Da qui è nata l’opportunità di partecipare ad alcune trasmissioni televisive nazionali dalle quali ho imparato tantissimo!

D. – Nonostante la tua giovane età hai vinto importanti concorsi canori, quali il Tour Music Fest di Mogol e il Festival delle Arti di Andrea Mingardi ed hai partecipato al programma “Ti lascio una canzone” di Antonella Clerici. Cosa ricordi di quell’esperienza e cosa ti ha lasciato?

R. – Ti lascio una canzone è stata un’esperienza artistica fondamentale per la mia formazione! E’ stato un periodo in cui ho imparato molto con grandi Maestri e sono cresciuta artisticamente. Da li sono nate tante cose, sono stata notata e prodotta dalla mia attuale etichetta, ed è stato pubblicato il mio primo singolo dal titolo “Da sola si” scritto per me da Gatto Panceri, autore delle canzoni più belle della musica leggera italiana e da Pat Legato, già arrangiatore dei Simple Minds.

D. – Il passo che farai prossimamente è il confronto con il temibile palco di Sanremo in cui ti esibirai come solista con la canzone “Fuoco e Cenere”. Cosa ti aspetti dalla più famosa manifestazione canora italiana? Riguardo le votazioni da casa della passata edizione del Festival cosa ne pensi? Secondo te sono state obiettive? Pensi che sia più importante la votazione da casa o quella della giuria esperta nel campo musicale?

R. – Ho sempre seguito il festival di Sanremo, fin da piccolissima. Mi ha sempre affascinato perché rappresenta la storia della musica italiana e farne parte in qualche modo mi emoziona tantissimo. Salire su quel palco per me sarebbe la realizzazione del sogno della mia vita. Per quanto riguarda le votazioni da casa, io credo che sia giusto, come è stato previsto quest’anno, tenere conto anche del parere tecnico della giuria artistica. Comunque, siamo al rush finale per televotarmi. Infatti, sino alle 23,59 di Sabato 29 Gennaio è possibile televotare tutti i giorni “FUOCO E CENERE” il brano che propongo a “SANREMO GIOVANI 2011”, “FUOCO E CENERE”. Mi raccomando! Sostenetemi!

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LO SPOT PRO EUTANASIA CHE CAMBIA LE REGOLE E SI INVENTA L’UOMO “FAI DA TE”

IL CASO – Spot tv dell’associazione Exitus per depenalizzare l’eutanasia: tanto scalpore, giuste critiche. Ma è sfuggito il messaggio vero (e terrificante) dello spot. Già, parla di cambiare una legge, invece fa un’opera più forte, insinua un tarlo: che la vita è tutta solitudine. E l’ideale è: in questa solitudine fare “le scelte”. “La vita è una questione di scelte – dice il protagonista dello spot, un malato terminale -. Ho scelto di fare l’università, di sposare Tina, di avere due figli splendidi, ho scelto che macchine guidare. Quello che non ho scelto è di diventare un malato terminale”.

Invece ripensiamo alla nostra vita: che ci piaccia o no è fatta soprattutto di cose che ci càpitano, non di cose che scegliamo noi. Cose belle o brutte, morti o innamoramenti, non li scegliamo, arrivano. Non mi sono fatto da me e non ho scelto di nascere, di nascere in Italia, di avere certi genitori e una certa predisposizione genetica a malattie o abilità mentali. E anche le scelte da adulti arrivano dopo l’impatto con una realtà, come risposa a provocazioni della realtà: io non sono chiuso in una cassa, solo con i miei pensieri dove scelgo come in un sogno solitario quale tipo di donna vorrei incontrare, quale tipo di lavoro vorrei fare, quale tipo di figlio voglio generare. Insomma, la vita non è un mondo di carta che costruiamo noi: la vita ci supera, ci spiazza per definizione. L’uomo ragionevole ne prende atto; e sa che solo una minima parte di quel che abbiamo davanti si può padroneggiare; e sa anche non giocare a essere padrone della realtà con la inevitabile conseguenza che al primo “discordante accento” tutto crolla e finisce nella disperazione. Invece dire che “tutto è scelta” sembra ampliare le possibilità umane, è dire che la realtà che io non scelgo non deve esistere: dal figlio “imperfetto” a scuola o nell’utero; alla moglie che mostra di non essere perfetta e allora si pianta; al lavoro che appena ci si accorge che è più duro del previsto diventa profitto personale. Giovanni Verga nella novella La roba, mostra il protagonista che, arrivando la morte e non accettando che le sue proprietà non lo seguano nella tomba, le incendia, uccide e distrugge: non rientravano nel suo disegno e dovevano perciò sparire.

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RAPPORTO TRA FIDANZATI: E SE L’AMORE DI DIO FOSSE IL GARANTE DELLA CONTINUITA’?

L’AMORE – Se dovessi raccontare ai giovani l’Amore di Dio direi che oltre al Creato l’opera più bella delle sue mani è l’uomo. Il suo spirito alita in noi e tutto ciò che siamo è amore di Dio. Una volta che scopriamo di essere figli di Dio un soffio della sua bellezza, ci sentiamo forti e il cammino da fare non è altro che riversare la Sua bellezza ovunque. Soprattutto i giovani sono ricchi di desideri nobili e di vitalità. Non dimenticano che la cosa più importante è l’amore verso i genitori e la persona amata. Il sogno più importante per i giovani è il sacramento del matrimonio che consegna il corpo dell’uno all’altro e la riservatezza del cuoreda custodire. Con il matrimonio il sogno è racchiuso nelle parole dette davanti a Dio. Nel profondo del cuore i giovani sanno donare largamente e credono in Dio che è Padre. L’amore per la persona amata è l’espressione della fedeltà di Dio che è capace di Amare. L’Ascolto della Parola di Dio aiuta a scoprire i sentieri di vita che Lui ci indica per camminare nella giustizia e nella verità di noi stessi. La Parola di Dio fa luce sulla via da seguire e custodisce una condottai ntegra. Il matrimonio ed anche il fidanzamento è mosso dalla preghiera che dà la motivazione a fare famiglia.

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Archiviato in NEWS & INFO, SI ALLA VITA

Benedetto XVI inaugura la centesima fontana nella Città del Vaticano: è dedicata a san Giuseppe

“Grazie per questo delicato e cortese pensiero!”: così Benedetto XVI inaugurando, stamane, nei Giardini vaticani la nuova fontana, realizzata dal Governatorato, intitolata a San Giuseppe, in omaggio al nome di battesimo del Papa. Si tratta della centesima fontana, ad abbellire la Città del Vaticano, installata “in un contesto naturale – ha sottolineato Benedetto XVI – di singolare bellezza”: “E’ un’opera che va ad incrementare il patrimonio artistico di questo incantevole spazio verde della Città del Vaticano, ricco di testimonianze storico-artistiche di varie epoche.” “Uno spazio vitale” – ha aggiunto il Santo Padre – per i miei predecessori e anche per me, “un luogo che volentieri frequento per trascorrere un po’ di tempo in preghiera e in serena distensione”: “Infatti, non solo i prati, i fiori, le piante, gli alberi, ma anche le torri, le casine, i tempietti, le fontane, le statue e le altre costruzioni fanno di questi Giardini un unicum affascinante”. Dedicata al padre terreno di Gesù, una “figura cara e vicina al cuore del Popolo di Dio e al mio cuore”, ha confidato Benedetto XVI: “Questa bella fontana dedicata a san Giuseppe costituisce un simbolico richiamo ai valori della semplicità e dell’umiltà nel compiere quotidianamente la volontà di Dio, valori che hanno contraddistinto la vita silenziosa, ma preziosa del Custode del Redentore”.
La fontana – formata da due grandi vasche ellittiche, di sei e otto metri, digradanti e comunicanti, con al centro una palma – è arricchita da sei formelle bronzee dell’artista bellunese Franco Murer, dedicate ad altrettanti episodi della vita di san Giuseppe, sui quali si è soffermato il Papa. Anzitutto lo ‘sposalizio’ tra Giuseppe e Maria, “un evento umano, ma determinante nella storia della salvezza dell’umanità” – ha ricordato il Papa – con “una connotazione soprannaturale” che i due sposi “accettano con umiltà e fiducia”. Poi il primo ‘sogno’ di Giuseppe, turbato dopo aver scoperto la misteriosa maternità di Maria, dove l’angelo gli fa comprendere ciò che avviene per opera dello Spirito Santo:
“Affidarsi a Dio non significa attuare tutto chiaro secondo i nostri criteri, non significa realizzare ciò che noi abbiamo progettato; affidarsi a Dio vuol dire svuotarsi di sé, rinunciare a se stessi, perché solo chi accetta di perdersi per Dio può essere ‘giusto’ come san Giuseppe, può conformare, cioè, la propria volontà a quella di Dio e così realizzarsi”. Quindi la ‘natività’, la ‘fuga in Egitto’, il ritrovamento di Gesù nel tempio, il lavoro di Giuseppe nell’officina di Nazareth, completano la narrazione tratta dai Vangeli di Matteo e Luca. Benedetto XVI ha ringraziato tutti quanti hanno partecipato a realizzare la nuova fontana, riservando “un pensiero speciale ai coniugi Hintze e al signor Castrignano di Londra, che hanno finanziato l’opera, insieme anche alle Suore del monastero di san Giuseppe di Kyoto e a vari enti pubblici e privati del Trentino.


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BENEDETTO XVI ALL’UDIENZA GENERALE: LA BONTÀ DI DIO SALVA IL MONDO DAI SUOI MALI

CITTA’ DEL VATICANO – In un’epoca di grandi fragilità, è la bontà del cuore di Dio a trasformare il mondo e a renderlo impermeabile ai suoi vizi. L’insegnamento che fu di un monaco medievale francese, Sant’Oddone, è stato riproposto da Benedetto XVI come pienamente valido per la realtà contemporanea. Il Papa ha parlato dell’abate Oddone all’udienza generale di questa mattina – presieduta in Aula Paolo VI davanti a circa ottomila persone – durante la quale ha ripreso dopo la pausa estiva le catechesi sui grandi scrittori della Chiesa antica. E ricordando “l’assurdità” della Seconda Guerra Mondiale, il Pontefice – che al termine dell’udienza ha fatto poi ritorno a Castel Gandolfo – ha pregato perché lo spirito di perdono e di pace “pervada il cuore degli uomini”.

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MOLFETTA – ARRIVA IL MUSICAL “CIAO CAPO SENTINELLA”

luMUSICAL – Molfetta- “Ciao Capo Sentinella” é uno dei tanti messaggi lasciati in piazza San Pietro l’indomani della morte di Giovanni Paolo II e, divenuto poi, il titolo di un musical in due atti che ripercorre la storia d’amore tra il Papa e i giovani. E’ una storia di riconoscimento e riconoscenza di due generazioni di giovani: quelli del vespro d’ottobre del 1978, anno in cui Wojtyla viene eletto Pastore della chiesa universale, e quelli che hanno accompagnato il Grande Papa durante tutto il suo pontificato… fino alla sera del 2 aprile 2005 quando si è serenamente e lucidamente consegnato nelle mani del Padre celeste. Gli appelli e i pressanti inviti alla pace e al sogno di una civiltà dell’amore trovano eco nelle storie dei protagonisti di quest’opera musicale davvero originale. Ognuno di loro porta nel cuore parole e immagini del Papa “venuto di lontano” che hanno scolpito un solco indelebile nella memoria e nell’anima e, che ora, emergono amplificate in quelle ultime ore in cui il Santo Padre sta lasciando i suoi amati giovani.

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