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QUANDO LA MODA E’ SOLIDALE. IN CALABRIA INIZIATIVA BENEFICA A FAVORE DELL’ASSOCIAZIONE PAPABOYS

SOLIDARIETA’ – Proprio nella settimana della polemica tra i Papaboys e la Benetton per i contenuti ‘deviati’ della campagna di comunicazione della casa di moda italiana, sottolineamo come anche la moda può essere un veicolo di qualità, immagine pulita di una nazione e contemporaneamente solidarietà: è il caso dell’iniziativa che si svolgerà domenica 27 novembre 2011 alle ore 18.30 presso il Grand Hotel de La Ville il Gran Galà Italian Style 2011.

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LA NAZIONALE CALCIO PAPABOYS ANCORA UNA VOLTA IN CAMPO PER IL SOCIALE

SPORT E SOCIALE (Roma) – Martedì 2 giugno allo stadio Comunale ‘G. Vergari’ di Bracciano la Nazionale calcio dell’Associazione Papaboys sarà impegnata nel quadrangolare “Un gol per il Sociale”. Oltre alla Nazionale calcio dei Papaboys a sfidarsi sul rettangolo di gioco ci saranno la DirTel Vatican Team, la Nazionale Calcio Attori e la rappresentativa piloti della Superbike. La manifestazione sarà inaugurata alle 12, ora in cui i partecipanti si ritroveranno al Lungolago Argenti di Bracciano per una particolare escursione in barca e per condividere il pranzo prima dell’inizio del quadrangolare. Alle 15 verrà data la possibilità alle squadre coinvolte di visitare il maestoso Castello Odescalchi, una tra le più belle dimore feudali d’Europa e museo storico che accoglie a Bracciano decine di migliaia di visitatori l’anno. 

La seconda parte della giornata avrà inizio alle 17 allo Stadio Comunale ‘G. Vergari’, dove, alle 18, sarà dato il calcio di inizio di “Un gol per il Sociale”. La formula del torneo prevede una serie di scontri diretti – semifinali e finale – per sancire il vincitore di questa bella iniziativa che verrà premiato subito dopo la fine del torneo. Oltre alle squadre coinvolte, anche molti volti noti dello sport, del cinema e della tv hanno voluto dare il loro apporto per questa importante manifestazione. Saranno presenti infatti al comunale di Bracciano, l’attore e conduttore Stefano Friscia , gli ex-giocatori dell’As Roma Marco del Vecchio e Gigi Di Biagio, il pilota del campionato del mondo Superbike Michel Fabrizio, il comico Gigi Miseferi, l’attore Primo Reggiani, oltre ai “tronisti” di “Uomini e Donne” Francesco Arca e Federico Mastrostefano. La manifestazione è organizzata dall’Associazione per l’Assistenza e l’Integrazione Sociale (A.A.I.S.), un’Associazione di volontariato nata nel lontano 1981, che non ha scopo di lucro ed opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale continuando ad essere iscritta presso l’albo delle “Organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale”. 

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“IL SOGNO ITALIANO: ALBANIA-PUGLIA VENT’ANNI DOPO”, AD OTRANTO UN CONVEGNO DI STUDI SULL’ACCOGLIENZA

SOLIDARIETA’ (Otranto) – Il sogno italiano: Albania-Puglia vent’anni dopo”, nel contesto delle celebrazioni per il ventennale degli sbarchi dei cittadini albanesi sulle coste italiane. Il convegno si svolge presso il Castello Aragonese e, spiegano gli organizzatori, è “un’occasione importante” perché tutta l’Italia possa “ricordare lo slancio amorevole, di autentica carità cristiana, con il quale Otranto aprì il cuore, le braccia e le porte ad una sofferente minoranza oppressa a poche miglia dalle coste italiane”.

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CARDINAL SARAH VISITA LE ZONE TERREMOTATE: “GRANDE INCORAGGIAMENTO PER LA CHIESA E PER IL PAESE”

ESTERI (Tokyo) – E’ un bilancio largamente positivo quello della visita in Giappone del Cardinal Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, conclusasi quest’oggi. Come ha raccontato all’Agenzia Fides, il Nunzio Apostolico Sua Eccellenza Monsignor Alberto Bottari de Castello, “la sua è stata una presenza amica e fraterna, capace di infondere grande coraggio e di offrire un prezioso aiuto spirituale, oltre che materiale, alla Chiesa e a tutta la nazione”. La visita è stata ampiamente riportata dai mass-media laici nipponici e l’opinione pubblica, rimarca il Nunzio, “ha gradito molto questo gesto di solidarietà e di vicinanza, espressione di una precisa volontà del Santo Padre”. “Proprio di questo i giapponesi hanno bisogno oggi, in questa fase di ricostruzione e faticosa ripresa, dopo il sisma e lo tsunami”, nota monsignor Bottari de Castello.

Il Cardinal Sarah, nei discorsi pronunciati in diverse occasioni, ha sottolineato più volte che la sua visita era “espressione della paternità e dell’amore del Santo Padre”, e la gente ha colto benissimo questo messaggio. Il Cardinale si è recato prima nella diocesi di Saitama, dove ha incontrato il Vescovo locale e ha partecipato ad un momento di preghiera sulle rive del mare, lasciando fiori per le vittime dello tsunami. La scorsa domenica ha celebrato la Santa Messa nella diocesi di Sendai, la più colpita: è stata una celebrazione molto commovente, in quanto ha visto la partecipazione di alcuni sopravvissuti al sisma e allo tsunami, che hanno perso i familiari più stretti: a loro il Cardinal Sarah ha espresso vicinanza e conforto, pregando per loro e benedicendoli.

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IMMIGRATI, MERCOLEDÌ IL CARD. BAGNASCO SI RECHERÀ IN VISITA A LAMPEDUSA

CHIESA CATTOLICA (Roma) – Mercoledì prossimo, 18 maggio, Sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e presidente della CEI, si recherà in visita nell’isola di Lampedusa, dove sarà accompagnato da S.Em.za il Card. Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, e dall’Arcivescovo di Agrigento S.E. Mons. Francesco Montenegro, per portare la solidarietà della Chiesa Italiana ad una comunità particolarmente provata dalle attuali vicende legate ai fenomeni migratori dal Nord Africa verso l’Europa. Il Card. Bagnasco partirà da Roma Ciampino alle 9 ed è atteso nell’isola attorno alle 10:30. Alle 11 celebrerà la Santa Messa con la comunità cristiana lampedusana. Alle 12:30 incontrerà le forze dell’ordine di stanza nell’isola ed i volontari. Nel pomeriggio, alle 14:30, il presidente della CEI visiterà il campo di accoglienza e poi, a bordo di una motovedetta, sarà accompagnato nei luoghi nevralgici del flusso migratorio. Alle ore 16:30, infine, il Cardinale si congederà da Lampedusa per fare ritorno a Roma e poi di lì a Genova.

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BENEDETTO XVI ALL’UDIENZA GENERALE: I CRISTIANI “RISORTI” CAMBIANO FACCIA AL MONDO

BENEDETTO XVI (Città del Vaticano) – Vivere da “risorti” in mezzo all’umanità per trasformare il mondo in un posto più solidale, le città in luoghi dove sia rispettata la dignità di ciascuno. È questa, ha detto il Papa, l’esperienza più profonda che i cristiani possono fare della Pasqua. Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’udienza generale di questa mattina, in Piazza San Pietro, alla riflessione sul tempo pasquale. Al termine, il Papa ha rivolto un saluto ai fedeli di Lampedusa, apprezzandone lo spirito di solidarietà verso gli immigrati.

Non può essere Pasqua se tutto rimane come prima, dentro e attorno a un cristiano. Se “freschezza” e “gioia” non trasformano lui e i luoghi nei quali vive. È la semplice verità del più grande mistero della fede, spiegata una volta ancora da Benedetto XVI: il cristiano, risorto con Gesù, è chiamato a comportarsi, in un mondo di oscurità, come “un figlio della luce”:

“La risurrezione di Cristo è l’approdo verso una vita non più sottomessa alla caducità del tempo, una vita immersa nell’eternità di Dio. Nella risurrezione di Gesù inizia una nuova condizione dell’essere uomini, che illumina e trasforma il nostro cammino di ogni giorno e apre un futuro qualitativamente diverso e nuovo per l’intera umanità”.

Dunque, una Pasqua vissuta nella quotidianità cambia la qualità della vita. A patto, però, che i cristiani sappiano vivere da “risorti”. Ma come si fa a far “diventare ‘vita’ la Pasqua”? Per spiegarlo, il Papa ha preso a prestito le parole di San Paolo. Anzitutto, ha detto, bisogna pensare “alle cose di lassù, non a quelle della terra”:

“A prima vista, leggendo questo testo, potrebbe sembrare che l’Apostolo intenda favorire il disprezzo delle realtà terrene, invitando cioè a dimenticarsi di questo mondo di sofferenze, di ingiustizie, di peccati, per vivere in anticipo in un paradiso celeste. Il pensiero del ‘cielo’ sarebbe in tale caso una specie di alienazione”.

Le cose della terra, ha affermato Benedetto XVI, sono soprattutto il “desiderio insaziabile di beni materiali” e l’“egoismo, radice di ogni male”. Spogliarsi di questo e “rivestirsi di Cristo” – cioè di sentimenti di carità, di bontà, di mansuetudine, secondo la celebre descrizione di San Paolo – rende un cristiano capace di irradiare luce nel mondo. Quindi, ha osservato il Papa, essere cristiani è tutt’altro che essere alienati:

“San Paolo è dunque ben lontano dall’invitare i cristiani, ciascuno di noi, ad evadere dal mondo nel quale Dio ci ha posti. E’ vero che noi siamo cittadini di un’altra ‘città’, dove si trova la nostra vera patria, ma il cammino verso questa meta dobbiamo percorrerlo quotidianamente su questa terra (…) E questa è la via non solo per trasformare noi stessi, ma per trasformare il mondo, per dare alla città terrena un volto nuovo che favorisca lo sviluppo dell’uomo e della società secondo la logica della solidarietà, della bontà, nel profondo rispetto della dignità propria di ciascuno”.

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GIAPPONE: CRESCE COOPERAZIONE FRA CREDENTI DI DIVERSE RELIGIONI, INSIEME PER IL BENE DELLA SOCIETÀ

ESTERI/CHIESA NEL MONDO (Tokyo) – In un Giappone colpito dai tremendi eventi naturali e colpito dal disastro nucleare, si sta assistendo ad un energico risveglio religioso: è quanto affermato all’Agenzia Fides da Padre Olmes Milani CS, missionario Scalabriniano brasiliano, residente a Tokio e impegnato osservatore della realtà giapponese . “C’è un evidente ritorno alla preghiera e ai valori spirituali, in una società normalmente considerata materialista e puntata solo sulla produzione e sul profitto” aferma il missionario. Stando ai sondaggi – prosegue – l’86% dei giapponesi non crede a nulla, ma “la catastrofe che ha colpito il paese ha risvegliato le coscienze, i bisogni e i valori spirituali. La gente si ferma a pregare nei santuari buddisti e scintoisti. Tutti pregano: i volontari dell’esercito come le vittime dello tsunami che vengono assistite. Anche nelle nostre chiese cattoliche c’è un afflusso di persone che non sono cattoliche ma si fermano in preghiera” racconta p. Milani. “Valori come la fraternità e la solidarietà, a fronte dell’individualismo esasperato che domina i rapporti sociali”, sembra si facciano nuovamente strada, sottolinea il missionario. Per questo “tutti sono convinti che questa tragedia avrà un forte impatto sulla società nipponica del futuro: i giapponesi saranno più aperti e bendisposti verso gli altri, anche verso gli stranieri”.

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