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“UN TESTO O UN TWEET PER L’INCONTRO DI AMICIZIA CON GESÙ”: QUESTO È IL COMPITO DEI GIOVANI

GIOVANI E MEDIA (KNOCK, Irlanda) – Il Cardinale Seán Brady ha esortato, lo scorso sabato, i giovani a inviare un testo o un tweet per condividere il messaggio dell’amicizia di Gesù: una notizia rivolta all’interno del congresso eucaristico svoltosi a Knock come parte della preparazione al 50° Congresso Eucaristico Nazionale che Dublino ospiterà nel giugno 2012. Durante la celebrazione della Messa il Cardinale Brady, primate d’Irlanda, ha affermato: “Le celebrazioni a Knock forniscono un’opportunità per ricordarci che siamo parte di qualcosa di più grande di noi”. Il porporato ha espresso speranze riguardo agli eventi di quest’anno e del prossimo affinchè “aiutino a guarire le ferite sociali, economiche, spirituali e morali che hanno colpito così profondamente il nostro Paese e la Chiesa nei tempi recenti”.

Rivolgendosi ai giovani, che si trovavano a Knock per partecipare ad un festival giovanile annuale, ha detto: “Siete venuti a Knock per riflettere e pregare su un tema molto interessante: ‘Combustibile per il Viaggio’”. “Il viaggio è quello della vita, e Gesù è il Pane della Vita – combustibile per il Viaggio della Vita”. Il Cardinale ha anche sottolineato la preghiera fatta venerdì scorso dai giovani davanti al Santissimo Sacramento con un’adorazione notturna, e sabato si sono accostati al sacramento della riconciliazione. “Confessarsi è prezioso perché la confessione è il mezzo per ripristinare la nostra amicizia e comunione con Dio, che abbiamo perso per il peccato”, ha dichiarato. Il Cardinale ha, poi, invitato i ragazzi a diventare giovani apostoli: “Chiedo a ciascuno di voi di inviare un testo, o un tweet, o di postare su un blog o di inviare un’email ad almeno uno dei vostri amici”, ha detto. “Dite loro di questo incontro d’amicizia e fede oggi. Invitateli a diventare parte della preparazione del Congresso di Dublino del prossimo anno”.

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SANTI PIETRO E PAOLO. PAPA IMPONE IL SACRO PALLIO: IL RETTO PASTORE DEVE SAPER RESISTERE AI LUPI

luIl Papa ha presiedito nella Basilica di San Pietro la Santa Messa nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni di Roma. Hanno concelebrato i 34 nuovi arcivescovi metropoliti, ai quali Benedetto XVI ha imposto il sacro Pallio, la stola di lana bianca, simbolo della potestà vescovile. “Essere vescovo, essere sacerdote”, significa “assumere la posizione di Cristo”, cioè “pensare, vedere ed agire a partire dalla sua posizione elevata” e così “a partire da lui essere a disposizione degli uomini, affinché trovino la vita”. Con queste parole il Papa ha riassunto il senso del ministero sacerdotale nell’omelia. Partendo dalla prima lettera di Pietro, Benedetto XVI ha ricordato che l’apostolo chiama Cristo “vescovo delle anime”, termine che indica “un vedere nella prospettiva di Dio”, che “è un vedere dell’amore che vuole servire l’altro, vuole aiutarlo a diventare veramente se stesso”. L’espressione “vescovo delle anime” significa dunque che Cristo “ci vede nella prospettiva di Dio”.

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XXIV GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ. DOMENICA DELLE PALME DI SPERANZA. LE INIZIATIVE

GMG 2009 – “Diventati suoi fedeli discepoli, sarete così in grado di contribuire a formare comunità cristiane impregnate di amore, come quelle di cui parla il libro degli Atti degli Apostoli”: questo passaggio del messaggo di Benedetto XVI per la GMG diocesana del 5 aprile, Domenica delle Palme, sta facendo riflettere i responsabili regionali di pastorale giovanile. È accaduto a don Carlo Rampone, delegato per il Piemonte e la Valle d’Aosta: “Queste parole del messaggio di Benedetto ci hanno dato lo sprint e ci confermano nel percorso che stiamo facendo per la ‘formazione dei formatori’. Si tratta di un progetto che coinvolge tutte le diocesi e che è già partito a Biella e a Vercelli. In autunno, probabilmente, prenderà il via anche nelle diocesi del Cuneese. Questo è l’ambito di speranza in cui ci muoviamo: la formazione di nuovi animatori per rendere più incisiva la proposta del Vangelo della speranza”. Non solo una festa, ma una tappa del cammino. Gli uffici di Pastorale giovanile delle diocesi italiane guardano alla XXIV GMG diocesana che si terrà la Domenica delle Palme pensando all’organizzazione puntuale di veglie, spettacoli, concerti, magari anche delle cene comunitarie in piazza, ma tenendo sempre lo sguardo alto, puntato sulla chiusura del triennio dell’Agorà di fine maggio…

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SE LA VIOLENZA DIVENTA CONSUETUDINE TRA I GIOVANI. ALLARME ALTO MA LA SPERANZA NON E’ PERSA

ROMA – Il rispetto delle regole al primo posto, ma tra i giovani c’e’ chi pensa che la violenza tra i giovani sia normale perche’ nessuno se ne occupa. Sono le risposte raccolte dai giovani intervistati dalla Fondazione Metes nella ricerca su violenza e giovani presentata a Roma. Secondo i giovani intervistati, ‘società’ significa rispettare le regole per il 31% di loro, il 27% avere diritti, il 7% essere solidali con gli altri. Un buon 35% ritiene sia una via di mezzo tra le tre principali risposte. Dalle risposte, pero’, emerge un po’ di confusione per quanto riguarda la relazione tra diritti e doveri, ma anche rispetto al proprio ruolo nella societa’ e una scarsa condivisione del principio di solidarieta’. Di fronte a problemi come la disoccupazione, gli alti costi della vita, la precarieta’, la maggior parte dei giovani, con il 61,3%, ritiene che sia una situazione inaccettabile su cui occorrono risposte urgenti. Il 20% ritiene sia necessario ‘combattere questo sistema’ con ogni mezzo, mentre il 10,2% ritiene che siano problemi che non avranno mai una soluzione. Al 2% degli intervistati questi sono problemi che non li riguardano.

Sulla violenza giovanile – comunica una nota di Redattore Sociale -, gli intervistati ritengono che ad oggi se ne parli troppo poco e si faccia ancor meno per prevenirla. E’ il 54,3% a pensarla cosi’. Il 23% dei ragazzi pensa sia la noia la responsabile dei comportamenti dei ragazzi violenti. Il 17,9% pensa sia un fenomeno normale poiche’ nessuno se ne occupa, mentre il 0,9% risponde che non e’ un problema.

Affrontare i problemi della societa’ spetta al mondo politico per il 41% dei giovani intervistati, mente il 40% ritiene sia un dovere di tutti i cittadini, ognuno nel proprio piccolo. Il 2% dei giovani pensa che invece siano i sindacati ad avere responsabilita’ in merito. Solo il 38% degli intervistati, pero’, di chi crede nell’impegno civile non riconosce di avere la responsabilita’ di cambiare le cose in prima persona. Disagio e insoddisfazione rispetto ai problemi sociali, spiega la ricerca, non si traduce non una risposta violenta, ma col distacco.

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