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“COMPAGNI DI VIAGGIO, INTERVISTE AL VOLO CON GIOVANNI PAOLO II”: RISCOPRIRE KAROL NON SOLO COME PAPA

SPECIALE BEATIFICAZIONE/EDITORIA (Roma) – Il 23 marzo, nella Sala Marconi della Radio Vaticana in piazza Porta Pia 3, verrà presentato l’ultimo lavoro editoriale della vaticanista Angela Ambrogetti, dal titolo “Compagni di viaggio. Interviste al volo con Giovanni Paolo II”, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana. Grazie all’archivio della Radio Vaticana, la giornalista ha potuto raccogliere interviste significative, per lo più inedite, che Giovanni Paolo II rilasciava ai giornalisti che lo seguivano nei suoi viaggi internazionali. Attraverso queste interviste, il lettore scopre il lato umano di Karol Wojtyla per conoscerlo non solo come Papa ma, soprattutto, in quanto uomo dotato di una grande semplicità e della capacità di parlare di Dio al mondo. Il volume racchiude testimonianze importanti come quella del Cardinale Stanislao Dziwisz, segretario personale di Giovanni Paolo II, la prefazione di Padre Federico Lombardi, direttore generale di Radio Vaticana e, infine, un’intervista con Palma Gòmez Borrero, giornalista che ha seguito tutti i viaggi del Papa. Angela Ambrogetti ha iniziato la carriera di giornalista vaticanista nel 1988 alla Radio Vaticana e, dopo aver lavorato per anni per la televisione e per i quotidiani italiani, attualmente è la vaticanista per la radio del Papa e per il magazine statunitense “Inside the Vatican”, oltre a scrivere di cultura su altre riviste internazionali. Nella nostra intervista abbiamo cercato di approfondire le tematiche affrontate nel libro ed il suo personale pensiero sull’era mediatica in cui viviamo oggi.

D – Dottoressa Ambrogetti, a breve verrà pubblicata la sua ultima fatica editoriale “Compagni di viaggio – Interviste al volo con Giovanni Paolo II.” Ci racconti cosa l’ha portata a scrivere questo libro.

R – Tutto nasce da alcuni programmi “improvvisati” che preparai per Radio Vaticana, quelli cioè che i giornalisti chiamano “ pezzi a braccio”, i momenti in cui il Papa lascia il testo scritto e risponde direttamente a parole. Le situazioni in cui si verificano questi fatti possono essere le più diverse: a tavola con i vescovi di un Paese straniero, salutando i bambini di una parrocchia o in aereo con noi giornalisti. Ascoltando i nastri delle registrazioni dell’incredibile archivio di Radio Vaticana, mi sono resa conto che, in effetti, Giovanni Paolo II aveva inventato un nuovo modo di comunicare. I giornalisti al seguito del Papa in aereo iniziarono a comparire con Paolo VI, il primo Pontefice ad effettuare viaggi internazionali. A quei tempi, però, il Papa passava e accennava qualche saluto. Su Papa Wojtyla c’è invece un racconto che tutti i vaticanisti conoscono e che oramai è divenuto famoso: durante il primo volo di Giovanni Paolo II, un giornalista americano gli fece una domanda, alla quale Papa Wojtyla rispose immediatamente. Da quel momento le domande al Pontefice divennero una consuetudine, che dimostra molto chiaramente come Giovanni Paolo II avesse piacere a comunicare con i giornalisti e stipulasse con loro una sorta di “patto mediatico” molto personale, e mai soggiogato dalla voglia dei giornalisti di ottenere qualcosa in più.

D – Come osserva Padre Federico Lombardi, nella prefazione del libro, il progredire dei mezzi di comunicazione nell’arco del lungo Pontificato di Giovanni Paolo II, ha fatto sì che sia stata prodotta una grande quantità di registrazioni sia audio che video, delle molteplici attività del Papa rispetto ai pontefici precedenti. Non tutto è stato, però, portato a conoscenza della collettività mondiale ed il suo libro sopperisce efficacemente a tali mancanze. Lei pensa che queste integrazioni possano valere non solo come testimonianze storiche ma anche incrementare la devozione dei fedeli?

R – La devozione per certi aspetti sicuramente. Giovanni Paolo II instaurava con le persone un rapporto umano: è interessante il fatto che, con i giornalisti, entrava in relazione col carattere di ciascun individuo facendo emergere non solo la sua capacità di Pontefice ma anche la sua umanità e personalità: questo lo si nota non solo dal tono diverso di risposte ma anche dal tipo di giornalista rispetto ad un altro, alcuni diventavano dei veri amici mentre con altri aveva un tono più asciutto. Chiaramente questo non è un libro devozionale: non parla né di Karol Wojtyla santo, né di miracoli, di misticismo o di preghiera, niente di tutto questo. È un libro dedicato proprio ad una parte di magistero del pontificato e, essendo una finestra aperta sulla personalità di Giovanni Paolo II, può essere un modo in più per conoscerlo meglio.

continua su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=4543

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A TRENT’ANNI DALL’ELEZIONE DI GIOVANNI PAOLO II UN CONVEGNO INTERNAZIONALE AL “SERAPHICUM”

ROMA – A trent’anni dall’elezione al soglio pontificio di Giovanni Paolo II (16 ottobre 1978), la Pontificia Facoltà teologica “San Bonaventura-Seraphicum” di Roma dedica al pontefice polacco un convegno internazionale sul tema “Il Vaticano II nel pontificato di Giovanni Paolo II”, in programma dal 28 al 30 ottobre. Numerosi i relatori attesi all’evento, provenienti dal mondo ecclesiastico e laico, molti dei quali sono stati diretti testimoni dell’operato e del messaggio di Giovanni Paolo II: dall’ex segretario e oggi arcivescovo di Cracovia Stanislao Dziwisz al Segretario dello Stato Vaticano cardinale Tarcisio Bertone, dal professor George Weigel biografo di papa Wojtyla a monsignor Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione. Tre giornate intense, ricche di interventi e confronti per leggere la figura di Giovanni Paolo II da un’ottica diversa, quella del Concilio Vaticano II cui l’allora vescovo Karol Wojtyla partecipò attivamente, dando un sostanziale contributo all’elaborazione dei documenti conciliari. Nello stesso tempo il convegno intende riesaminare il grande patrimonio teologico scaturito proprio dal ventunesimo Concilio ecumenico. «Queste due chiavi di lettura – spiega il professor Zdzislaw Kijas, preside della Pontificia Facoltà teologica “San Bonaventura-Seraphicum” – finiscono per fondersi nella figura di Karol Wojtyla che prima contribuì alla stesura di importanti documenti e poi, da pontefice, alla loro attuazione con quello spirito di profondo rinnovamento della Chiesa emerso appunto dal Concilio».

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1893

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IL PRIMO GIORNO DELLA BIBBIA IN TV INAUGARATO DA PAPA BENEDETTO. E STANOTTE I PAPABOYS

ROMA – Era molto concentrato Papa Benedetto nell’inizio della lettura della Bibbia (Libro della Genesi ndr), collegamento che ha dato il via ufficiale alla Lettura integrale della Bibbia su Rai Uno, che continua di ora in ora no stop per tutta la settimana su Rai Educational 2. Finita la lettura del brano della creazione, Papa Ratzinger si è tolto gli occhiali e si è seduto in una sedia sotto al piccolo altare, per seguire la prima parte della maratona. Nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, dopo Benedetto XVI ha letto Hilarion, rappresentante del patriarcato ortodosso di Mosca, subito dopo l’esponente protestante Domenico Maselli, che cede il posto a Roberto Benigni.

L’attore toscano legge con forza e partecipazione, “ho provato forti emozioni – ha spiegato subito dopo all’Agenzia Ansa – perché questo è un libro che si legge in presenza dell’autore. Tra i lettori Giulio Andreotti, – eccitato perché “questo non è il lavoro che faccio tutti i giorni e sono contento di esserci” – spiega che “il Signore può servirsi di tutti”, a chi gli obietta che leggono anche alcuni critici della Chiesa. Alla stessa obiezione il direttore dell’Osservatore romano Giovanni Maria Vian, appena lasciato i leggio, replica che la Bibbia “é di tutti, di ogni donna e di ogni uomo”.

L’arcivescovo di Cracovia Stanislao Dziwisz assicura che papa Wojtyla “apprezzerebbe questa iniziativa”. Stasera va al leggio anche una famiglia al completo, i D’Elpidio, genitori e due figli maschi, con mamma Carmela che guarda compiaciuta il più piccolo lettore. Bocelli, che ha accompagnato con il canto gli intervalli, precisa che “non è stata un’esibizione”. In basilica, dove fa abbastanza freddo, ci sono circa 350 persone, tra lettori e ascoltatori, e all’esterno circa 250, davanti a un maschischermo; maxischermo anche in chiesa, davanti all’altare, per proiettare l’intervento del Papa.

Per leggere tutto il testo vai su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1824 

 

 

 

 

 

 

 

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