Archivi tag: stimoli

IL PAPA ALL’UDIENZA GENERALE: LA FEDE SI ALIMENTA CON LA PREGHIERA E UNA VITA MORALMENTE COERENTE

CITTA’ DEL VATICANO – All’udienza generale in Aula Paolo VI, Benedetto XVI si è soffermato sulla figura del gesuita olandese San Pietro Canisio, tra i protagonisti del Cinquecento cattolico, in particolare in terra tedesca. Il Papa ha ribadito che la vita cristiana cresce grazie alla preghiera e ad una profonda amicizia con Gesù. Quindi, ha invitato i fedeli a seguire, come San Pietro Canisio, una condotta di vita moralmente coerente per vivere con fedeltà la propria adesione a Cristo.

San Pietro Canisio ci insegna che un “autentico evangelizzatore è sempre uno strumento unito” con Gesù e con la Chiesa: così, Benedetto XVI ha messo l’accento sull’eredità lasciata dal Santo gesuita e dottore della Chiesa che fu chiamato a rivitalizzare la fede cattolica in risposta alla riforma luterana. Un impegno “quasi impossibile”, ha ricordato il Papa, che portò San Canisio a fondare numerosi collegi gesuiti in Germania ed ad intervenire alla sessione finale del Concilio di Trento. Ha così rammentato come per il Santo solo con la preghiera costante si può vivere un’intima amicizia con Gesù:

“Perciò, negli scritti destinati all’educazione spirituale del popolo, il nostro Santo insiste sull’importanza della Liturgia con i suoi commenti ai Vangeli, alle feste, al rito della santa Messa e degli altri Sacramenti, ma, nello stesso tempo, ha cura di mostrare ai fedeli la necessità e la bellezza che la preghiera personale quotidiana affianchi e permei la partecipazione al culto pubblico della Chiesa”.

La sua esortazione a mettere la preghiera al centro della vita di fede, ha quindi soggiunto, è stata riproposta autorevolmente dal Concilio Vaticano II, in particolare nella Costituzione “Sacrosanctum Concilium”:

“La vita cristiana non cresce se non è alimentata dalla partecipazione alla Liturgia, in modo particolare alla santa Messa domenicale, e dalla preghiera personale quotidiana. In mezzo alle mille attività e ai molteplici stimoli che ci circondano, è necessario trovare ogni giorno dei momenti di raccoglimento davanti al Signore per ascoltarlo e parlare con Lui”.

Negli anni difficili della Riforma protestante, ha rilevato il Papa, San Canisio “ha distinto l’apostasia consapevole e colpevole dalla perdita di fede incolpevole”. Ed ebbe a dichiarare che “la maggior parte dei tedeschi” che passarono al protestantesimo “erano senza colpe”. Quindi, ha sottolineato quanto sia attuale l’esempio che San Pietro Canisio ci ha lasciato con la sua vita:

“Egli insegna con chiarezza che il ministero apostolico è incisivo e produce frutti di salvezza nei cuori solo se il predicatore è testimone di Gesù e sa essere strumento a sua disposizione, a Lui strettamente unito dalla fede nel suo Vangelo e nella sua Chiesa, da una vita moralmente coerente e da un’orazione incessante come l’amore. E questo vale per ogni cristiano che voglia vivere con impegno e fedeltà la sua adesione a Cristo”.

continua su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=4309

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in BENEDETTO XVI, NEWS & INFO

ELOGIO DEL GIUDIZIO: UN ANTIDOTO AL NICHILISMO

RIFLESSIONE – La qualità del disagio giovanile che colpisce molti ragazzi di oggi è stata analizzata da numerosissimi studiosi. Il dato incontrovertibile, di natura culturale ma soprattutto esistenziale, che da queste ricerche campeggia con chiarezza, è il seguente: è entrato in casa quello che Nietzsche chiama “l’ospite più inquietante”, ovvero il nichilismo.

Il nichilismo consiste nella negazione di qualsiasi valore, nella perdita di qualsiasi punto di riferimento: ogni cosa si avvolge su se stessa in un’assenza assoluta di orizzonte e di orientamento. Il futuro, più che un’opportunità, rappresenta una minaccia, ragion per cui ci si raccoglie nel presente cercando di vivere tutto ai limiti dell’esuberanza e della decenza. Dovrebbe risultare quantomeno paradossale che nell’era della comunicazione, di Internet e di Facebook, i giovani siano così soli: la solitudine è una delle più chiare espressioni del nichilismo all’interno dei rapporti relazionali che si costruiscono. La confusione lievita fino a soffocare. Il ricorso alla droga pare la soluzione più semplice ed efficace al problema e, intanto, la depressione incalza. Sono sempre più numerosi, troppi, i casi di ragazzi che crollano o addirittura si tolgono la vita. Ma qual è la causa originaria di tale problema? Quale può essere la soluzione? All’origine del disagio vi è un problema di “esperienza”. Una risposta reale alla questione consiste nel recuperare e comprendere il vero significato della parola “esperienza”. Sicuramente, oggi più che in passato, i giovani sono sollecitati da molteplici stimoli esperienziali fin dalla prima adolescenza; e tuttavia quanti di questi impulsi si trasformano in vere e proprie esperienze? La confusione che domina è l’immediata conseguenza di una concezione sempre più errata dell’esperienza: tante volte quest’ultima è ridotta all’impatto che le cose provocano, al riverbero sentimentale che le cose suscitano, dimenticando, puntualmente, di giudicare tutte queste provocazioni del reale.

Quello che caratterizza l’esperienza è il “giudizio”. È il giudizio che rende esperienza una cosa che si fa. L’esperienza è la strada dello sviluppo della persona umana, è lo strumento che noi abbiamo nelle nostre mani per il nostro sviluppo, per la nostra crescita; perciò, se noi lo riduciamo o lo usiamo male, tutto quello che ci capita nella vita è inutile, è sterile, non serve: si può diventare vecchi e vuoti, pur avendo vissuto tante cose, perché non si è fatta veramente esperienza. Tante volte per noi l’esperienza è ridotta semplicemente alle impressioni che le cose suscitano che, per quanto reali, sono solo impressioni: l’esperienza, perciò, è cieca e meccanica. Quello che noi chiamiamo esperienza non è altro che mera emozione, mera sensazione, senza intelligenza, senza giudizio. Senza capacità di valutazione l’uomo non può fare esperienza: l’esperienza include, certo, il “provare” qualcosa, ma, soprattutto, coincide col giudizio dato su quel che si prova. Questa incomprensione della parola “esperienza” è resa evidente dal modo in cui siamo soliti opporla al “giudizio” (conoscenza): dove c’è l’una, non c’è l’altro. È il segno più chiaro che si è confusi sull’uno e sull’altro termine. Sovente l’esperienza è ridotta a questa sorta di impatto, di “shock meccanico”, mentre il giudizio ci appare come qualcosa di intellettuale, di appiccicato, una forzatura che si impone al reale e che rovina l’incantesimo di quello che si vive, come se lo “spoetizzasse”. Quando le cose sono state interessanti, belle, persuasive, che bisogno c’è di giudicarle? Ce la siamo goduta! Insomma, si vive una cosa bella e si deve pure giudicarla? In altri termini, sembra di compiere un’operazione artificiosa e faticosa.

continua su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=4175

Lascia un commento

Archiviato in NEWS & INFO

IL 14 DICEMBRE A ROMA LA FESTA DEI PAPABOYS ‘CINQUE ANNI INSIEME – IL SEME DELLA SPERANZA’

ROMA – Martedì 14 Dicembre 2010, in occasione delle festività natalizie, si terrà la convention “Cinque anni insieme – Il seme della speranza”. L’incontro, ideato dall’Associazione Nazionale Papaboys per celebrare i suoi primi cinque anni di attività, si svolgerà presso la prestigiosa sede di Palazzo Grassi in Via Merulana 60, a Roma. L’Associazione Nazionale Papaboys è una realtà giovanile di ispirazione cristiana fondata nel Marzo dell’anno 2004 ed operativa sul territorio nazionale dalla fine del 2005 che in questi suoi primi anni di vita è riuscita a coinvolgere 13.000 ragazzi in tutta Italia. L’Associazione dei Papaboys è nata grazie agli stimoli del servo di Dio Giovanni Paolo II rivolti alla gioventù, ed oggi prosegue il suo cammino negli insegnamenti ed alla luce del Magistero di Benedetto XVI.

continua su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3910

Lascia un commento

Archiviato in ASSOCIAZIONE PAPABOYS, NEWS & INFO

CAMPIONATO D’ELITE – PASSA IL REAL MONTEVERDE PER 2 A 1 ED I PAPABOYS DIVENTANO TERZI.

CALCIO – Perde la vetta della classifica la squadra del ‘Papaboys Roma F.c.’ di mister Fernando Carsetti e del Presidente Mario Brozzi al termine di una gara molto sofferta contro il Real Monteverde, squadra che si è mostrata più compatta sul terreno di gioco ed ha infilato per due volte la difesa dei giovani del Papa. Arbitro d’eccezione per il match, preparato calcisticamente, brillante e simpatico, l’attore Ennio Drovandi che ha partecipato – e ci teniamo a sottolinearlo – insieme a tutte la squadra del Real Monteverde – alla preghiera iniziale che tutta la squadra dei Papaboys recita prima di ogni match. Un modo per tutti ‘di vincere’, sin dall’inizio. Anche per questo motivo la sconfitta è archiviata e si pensa già al prossimo match di campionato nella squadra di mister Carsetti. Il primo tempo in sofferenza piena per i giovani del Papa che non riescono a proporre il loro gioco principalmente basato sul contropiede e subiscono la spumeggiante manovra del Real Monteverde, che insacca e ‘spaventa’ il centrocampo dei Papaboys. Nella ripresa è costretto ad uscire per infortunio Costanzi che si sfracella un braccio e vola al pronto soccorso in terapia intensiva! A metà campo è anarchia assoluta ed i Papaboys non ritrovano più il bandolo della matassa. Raddoppio del Real su svarione difensivo di Moretti e poi non basta un fulminante gol i Ferrante per rimettere in sesto la gara. Comunque fino al termine i Papaboys hanno provato a pareggiare i conti. Alla fine finisce 2 a 1 per il Monteverde e la squadra finisce al terzo posto in graduatoria.


Francesco Gabriele 6
Incolpevole sulle due reti subite, il n.1 dei Papaboys si disimpegna in alcune occasioni in modo coerente, con uscite al limite dell’area che risolvono altre gravi situazioni. Una gara strana, soprattutto del reparto difensivo, non impedisce però al Real Moneverde di insaccare per due volte. Troppe, per la miglior difesa dl campionato. INNORMALITO

Marco Ercole 6+
Ordinaria amministrazione per il terzino maremmano; niente da ‘accusargli’ per quello che riguarda le reti subite, ma si poteva proporre più in avanti. Preciso nei disimpegni, gioca una gara sufficiente. ORDINARIO AMMINISTRATORE

Yuri Paholok 6+
Dopo la bella prova della gara precedente si aspettava una ulteriore conferma, ma la spinta offensiva dei giovani del Papa in questo match è stata un po’ inferiore alle possibilità. Se non spinge molto sulla fascia, dall’altra prospettiva di gioco, recupera una buona quantità di palloni, togliendoli dai piedi degli avversari. Ma deve smettere di fumare e recuperare fiato per correre. SPOLMONABILE

Andrea Costanzi 6
E’ rimasto in campo fino a quando una brutta ‘caduta’ gli ha procurato un grave infortunio al braccio sinistro. Generoso e combattente fino a quando è rimasto in campo, unico a mantenere in vita il centrocampo. GUERRIERO FERITO

Marco Flotta 5
Sceso in campo in tempo di record, e rientrato dopo un lungo viaggio…. questa sera ‘lo stangone’ difensivo dei Papaboys ha accusato il malessere generale della difesa. Messo sotto pressione in più di una occasione dagli avversari, non aveva in tiro la … molla di scatto. E si è fatto superare in velocità in troppe occasioni. RITARDATARIO PRECISO

Simone Moretti 5
Buio pesto… per l’altro centrale dei Papaboys, che aveva onorato la maglia n.6 nelle ultime gare. Ma è solo una partita. Comunque impreciso in rifinitura offre un paio di svarioni eccessivi che procurano il raddoppio al Real Monteverde. Ci vuole più attenzione, e soprattutto più allenamento. ASSENTE GIUSTIFICATO

Moreno Sportoletti 6-
Limite della sufficienza poiché al rientro dall’inizio, ma in alcune occasioni non garantisce la fluidità del centrocampo. Certo che rimpiazzare ‘Andrea il rumeno’ in questo team non è cosa facile. In fase di contenimento invece, Moreno è stato più costante coprendo finchè ha potuto le numerose incursioni degli avversari. INTRAPPOLATO AL CENTRO

Vasil 6
Non riesce a ‘spingere’ sulla fascia come saprebbe, ma è sempre presente in ogni azione di proposta di gioco. Nella ripresa prova a tornare metri indietro per recuperare palloni giocabili che non arrivano e questo movimento penalizza la spinta offensiva del team. DENUCLEARIZZATO

Roman 6-
Limite della sufficienza per l’impegno e la grinta, ma questa sera il ‘lavoro’ del giovanissimo calciatore dei giovani del Papa non ha brillato in sostanza ed efficacia. Anche se la grinta e la voglia di lottare non gli mancano, è stato ben controllato dal reparto difensivo degli avversari. INTRAPPOLATO SULLA FASCIA

Egis Martinelli 5,5
Si aspettava molto di più per il capitano brasiliano dei Papaboys, ma ormai siamo abituati a ‘grandi partite’ e ‘misere prestazioni’. Contro il Monteverde non ha fatto la differenza limitandosi ad impostare alcune offensive e difendendo appena dagli attacchi degli avversari. CLASSICO BRASILIANO

Alessio Ferrante 6
In più di una occasione ha provato a spostarsi sulla fascia per recuperare ‘palle giocabili’, ma la mole di possibilità che sempre capitano ad Alessio questa sera non si è vista. Puntuale in una serpentina in occasione del gol realizzato che gli fa salire il voto di un punto. STROTTOLATO

Diego Arteca 5
Rileva ‘Gattucostanzi’ e si posiziona al centro del campo, ma completamente fuori ruolo. Insegue senza toccare tutti i palloni che gravitano a centrocampo, ma non riesce ad entrare in partita in modo costante. C’è la volonta, di sicuro, ma ci vorrebbe anche la continuità. Soprattutto nella preparazione. SPOSIZIONATO

Mister Fernando Carsetti 6-
Il mister è entrato in campo non convinto per primo in questa gara, ed infatti i suoi stimoli (che arrivano con una solida presenza costante e forti ‘urlate’ ai suoi preferiti…) in questo match sono mancati. Poteva mischiare le carte in occasione dell’uscita di Costanzi, ma ha preferito lasciare la squadra come messa in campo all’inizio. DECONCENTRATO

Lascia un commento

Archiviato in ASSOCIAZIONE PAPABOYS, NEWS & INFO